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In attesa della valutazione ambientale - page 10 / 69

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i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, qualunque siano le opere e gli impianti ai quali si riferiscono.  

Apprezzabile, invece, la disposizione per la quale, nel caso l’opera sia realizzata in diverse fasi per l’esecuzione di un “programma generale funzionalmente unitario24, venga sottoposta alla procedura di V.I.A.  ciascuna opera frazionata o, in alternativa, il programma generale, ove quest’ultimo preveda la realizzazione di opere o impianti che nel complesso superino determinate soglie limite propriamente indicate.  Attraverso quest’ultima opportuna indicazione, si intende cioè evitare che un complesso articolato di progetti, singolarmente non suscettibili di causare rilevanti effetti ambientali, possa sfuggire agli obblighi di valutazione preventiva dell’impatto, nel momento in cui non venisse considerata l’effettiva portata del suo impatto globale e complessivo.

2.  La procedura di verifica o screening e i suoi possibili esiti.

Come sottolineato in precedenza, per le numerose categorie progettuali elencate nella colonna n. 2 dell’allegato A al regolamento di esecuzione della legge provinciale n. 28/1988, in considerazione del fatto che essi possono essere ritenuti soltanto potenzialmente dannosi per l’ambiente, la legge provinciale, in linea con gli indirizzi comunitari recepiti dall’atto di indirizzo e coordinamento statale di cui al  D.P.R. 12 aprile 1996, disciplina una procedura di verifica o screening, definita dall’art. 1 comma 5-bis del regolamento di esecuzione, come una “valutazione tecnica preliminare della significatività dell’impatto ambientale di un progetto di impianto, opera od intervento, volta a determinare se il progetto medesimo richieda, in relazione alle sue possibili e notevoli ripercussioni sull’ambiente, lo svolgimento della

24 Per programma generale funzionalmente unitario, così come specificato nell’art. 1 del regolamento di esecuzione, si intende un elaborato, piano o programma, contenente tutti gli elementi costitutivi di un progetto di massima, avente funzioni di orientamento e coordinamento tra più interventi o tra più fasi di realizzazione di un medesimo intervento, che si collochino all’interno di un contesto  organico ed omogeneo dal punto di vista delle finalità dell’opera, della sua funzionalità e delle sue modalità di realizzazione ovvero dell’unitarietà del contesto  ambientale nel quale si inseriscono.

procedura di V.I.A 25.   

Si tratta di una procedura obbligatoria, che si svolge su iniziativa del proponente, salvo che lo stesso non intenda attivare direttamente la procedura di V.I.A., riscontrando autonomamente la rilevanza delle interferenze e degli impatti  ambientali del progetto proposto26.  La domanda per l’attivazione della procedura di verifica, presentata all’Agenzia provinciale per la tutela dell’ambiente, deve comprendere gli elaborati relativi al progetto di

25 Sia consentito proporre, a conclusione della descrizione della struttura di ripartizione fondamentale tra progetti da sottoporre a V.I.A. e progetti da sottoporre a screening, questo schema grafico:

Fonte: www.provincia.tn.it/appa (2002).

26 Solitamente non è un caso particolarmente ricorrente; la normativa però disciplina espressamente il caso in cui il proponente di un determinato progetto, conscio degli impatti ambientali del medesimo, sicuro che l’esito dello screening comporterà l’attivazione di una successiva procedura di V.I.A., decide autonomamente di avviare direttamente la procedura di V.I.A.

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