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In attesa della valutazione ambientale - page 12 / 69

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un complesso ed articolato quadro analitico e, conseguentemente, un ampio numero di amministrazioni e di competenze differenziate; per queste ragioni, in taluni casi di particolare rilevanza o complessità, il regolamento di esecuzione, all’art. 3, comma 5, riconosce all’Agenzia la facoltà di promuovere l’indizione di una Conferenza dei Servizi per l’esame istruttorio del progetto sottoposto a verifica.  A conclusione dell’istruttoria, l’Agenzia provinciale per la tutela dell’ambiente, sulla base dei contenuti specifici della richiesta presentata dal proponente, dei criteri di selezione stessi, in precedenza richiamati, e dell’esito dell’eventuale Conferenza dei Servizi, si pronuncia in merito alla sottoposizione o meno del progetto alla procedura di V.I.A. entro quarantacinque giorni dalla data di ricevimento della domanda.

Nel caso non ritenga si debba procedere ad una procedura di V.I.A., l’Agenzia per la protezione dell’ambiente può individuare comunque delle prescrizioni, cui il proponente dovrà attenersi nel procedere all’elaborazione successiva del progetto definitivo ed esecutivo, orientate alla mitigazione degli impatti ed al monitoraggio delle opere, interventi o impianti, indicando i soggetti tenuti al controllo degli adempimenti prescritti e al monitoraggio conseguente.

Qualora invece l’Agenzia decida la sottoposizione del progetto presentato a procedura di V.I.A., il regolamento di esecuzione prevede l’automatica applicazione della stessa, secondo le modalità previste dalla legge provinciale n. 28/1988 e lo stesso regolamento di esecuzione.  Nonostante la necessità di una valutazione ordinaria dell’impatto, nell’intento di valorizzare il lavoro analitico già svolto in sede di screening, il regolamento di esecuzione stabilisce un sistema di riduzione dei termini previsti per la procedura di V.I.A., allo scopo di evitare dei tempi procedurali eccessivi, che causerebbero la paradossale situazione per la quale i progetti meno impattanti, sottoposti a V.I.A. soltanto in seguito all’esito negativo di un precedente screening, verrebbero sottoposti ad una duplice valutazione, complessivamente più estesa  nei tempi rispetto alla procedura valutativa richiesta per i progetti più impattanti sottoposti direttamente a V.I.A.

Secondo quanto dimostrato dalla prassi, inoltre, i proponenti i cui progetti sottoposti a procedura di verifica debbono essere sottoposti a V.I.A., prima di procedere all’attivazione della stessa, nell’intento di raccogliere e valorizzare le indicazioni tecniche rilasciate quali motivazioni della scelta operata dall’Agenzia, procedono ad una rielaborazione progettuale in sede di progettazione esecutiva.

2.1  Due interessanti ipotesi di esclusione dallo screening.

Nell’art. 3-bis del regolamento di esecuzione, dedicato espressamente ai casi di esclusione dalla procedura di verifica, vengono definite due ipotesi particolarmente interessanti.  In primo luogo, si stabilisce non siano sottoposti a procedura di verifica i progetti che, pur chiamati ad esserlo, appartengano ad un contesto progettuale complessivo per il quale sia attivo e certificato un sistema di gestione ambientale in conformità al regolamento comunitario EMAS ovvero al sistema ISO 14.00130.  

In secondo luogo, si stabilisce non siano sottoposti allo screening tutti i progetti inseriti in un programma o in un documento di pianificazione, previamente sottoposto a valutazione ambientale strategica dei piani e dei programmi.  Si tratta di una previsione, introdotta in seguito alle recenti modifiche al regolamento di esecuzione di cui al D.P.G.P. 13 marzo 2001, n. 5-56, orientata alla futura introduzione di questo strumento, la V.A.S.   Non essendo al momento previsto alcun indirizzo in merito da parte del legislatore nazionale, il legislatore provinciale ha ritenuto di operare questa semplificazione, per cui, nel caso di progetti a minore impatto, per i quali la normativa prevede ordinariamente l’attivazione della procedura di screening, ove essi siano parte di una strategia più ampia già valutata compatibile nel suo complesso in sede di V.A.S., non viene richiesta l’attivazione dello screening stesso.  Sia consentito anticipare sin d’ora che, al contrario, per quanto riguarda il necessario coordinamento tra la V.A.S. e la V.I.A. di competenza della Giunta provinciale, il legislatore provinciale, all’art. 3-bis, comma 5, ha previsto che quest’ultima sia coerente con le indicazioni dello strumento di pianificazione o programmazione e con gli esiti della V.A.S. ad esso applicata in precedenza.  

Il regolamento di esecuzione stabilisce che la Giunta provinciale provveda ad emanare delle indicazioni concernenti i casi, le forme, le procedure e le metodologie, in base ai quali svolgere la V.A.S.  Nel dibattito politico odierno, riguardante la condivisa necessità di una generale revisione delle procedure di

30 Per l’EMAS si veda il Regolamento comunitario n. 761/2001 (in www.europa.eu.int)  per il quale si rimanda alla trattazione di ALBERTAZZI B., Qualità ambientale: il nuovo regolamento EMAS n. 761/2001. Un’opportunità anche per le piccole e medie imprese, in Ambiente Energia Lavoro, 2001, p. 423 ss.  Per la normativa di standardizzazione ISO 14.001 si veda GIOVANNINI R., Gestione ambientale d’impresa, in AA.VV., L’impresa e la gestione ambientale d’impresa, Milano, Giuffré, 2001, p. 115 ss., ed ivi ulteriori richiami bibliografici.

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