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In attesa della valutazione ambientale - page 13 / 69

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pianificazione urbanistica e di programmazione economica provinciali, così come nei più recenti interventi normativi riguardanti la disciplina di taluni settori produttivi31, emerge costantemente la volontà di valorizzare una fase di valutazione strategica preventiva degli effetti ambientali applicata al momento di elaborazione ed approvazione dei documenti di programmazione e pianificazione.  Per questa ragione, è lecito presupporre che la materia ora ricordata sarà oggetto di una riforma complessiva,

31 Si pensi al settore commerciale ed in particolare alle nuove politiche di sviluppo della rete distributiva.  La recente legge provinciale 8 maggio 2000, n. 4, recante “Disciplina dell’attività commerciale in Provincia di Trento”, in BU 20 marzo 2001 n. 12, prevede specifici “criteri di programmazione urbanistica del settore commerciale”. Si è cercato, attraverso tali criteri, di dettare una serie di disposizioni per coordinare la pianificazione urbanistica e ambientale con gli strumenti di politica settoriale (specialmente per quanto riguarda i piani di espansione della rete della grande e media distribuzione, che tuttavia, non potranno più essere eccessivamente prescrittivi, ma solo di indirizzo, stante la nuova disciplina del commercio di cui al D. L.vo  31 marzo 1998, n. 114, denominato decreto Bersani”, che ha riformato la disciplina di settore, liberalizzandolo ed abolendo i meccanismi pre-vigenti di programmazione pubblica dell’offerta commerciale), in particolare sancendo la subordinazione gerarchica degli strumenti urbanistici comunali alle norme regolamentari che saranno emanate dalla Provincia in materia di urbanistica commerciale e fissando tipologie di strutture commerciali che devono essere sottoposte a procedura di V.I.A. per poter essere validamente insediate sul territorio provinciale. Negli indirizzi e criteri di programmazione urbanistico-commerciale si dovranno individuare in modo puntuale le tipologie di zona compatibili con le diverse tipologie di strutture commerciali (stabilite in base alla superficie di vendita e al comune ospitante), utilizzando per quanto possibile la classificazione tipologica delle zone già codificata nella normativa urbanistica locale (residenziali, produttive, commerciali, direzionali, agricole). Per quanto riguarda la possibile localizzazione, attraverso il Piano Urbanistico Provinciale di aree idonee all’insediamento di grandi strutture di vendita con bacino di utenza sovra-comunale, le aree per tali insediamenti dovranno essere previste con delibera della Giunta provinciale, che detterà i criteri di individuazione e localizzazione di tali aree che dovranno essere recepiti negli strumenti di programmazione e pianificazione urbanistica comunale.  Tra gli insediamenti commerciali da sottoporre a previa procedura di screening ed eventualmente a V.I.A. provinciale vi sono quindi tutte le grandi strutture di vendita al dettaglio, compresi i centri commerciali,  con superficie di vendita superiore a 1500 metri quadrati, i  loro parcheggi (secondo precise soglie di superficie), i centri fieristici, i centri di commercio e mercato all’ingrosso.  Particolare attenzione nella legge provinciale n. 4/2000 è dedicata al problema dello sviluppo commerciale sostenibile nei centri storici. Per un approfondimento sul tema, si veda www.provincia.tn e il link dedicato al commercio.

riguardante anche lo specifico istituto della V.I.A.32   

32 E’ l’opinione di  SCALET F., Intervista: La V.I.A. nella normativa della Provincia Autonoma di Trento, 22 gennaio 2003, relazione dattiloscritta in allegato al presente scritto, il quale sottolinea come qualcosa in tal senso si sia già realizzato con il Piano di Sviluppo Provinciale per la XII legislatura, adottato nell’aprile 2002 ed orientato a garantire l’implementazione di nuove politiche per la sostenibilità dello sviluppo. “Uno strumento di interesse per la concretizzazione della sostenibilità delle nuove politiche può essere la valutazione ambientale strategica, adottata per ora in forme sperimentali. Si tratta di una procedura di valutazione ex-ante funzionale all’integrazione dei principi di sostenibilità all’interno della pianificazione per lo sviluppo. Si tratta dell’adozione di comportamenti pro-attivi e preventivi da parte delle autorità di piano, che decidono di realizzare fin dall’inizio una pianificazione attenta alla sostenibilità ambientale, per evitare bocciature successive, magari in sede di V.I.A., a programma già confezionato.Operativamente tale procedura viene realizzata all’interno della pubblica amministrazione identificando due sequenze di elaborazione: la progettazione dello sviluppo e l’analisi ambientale.  La dialettica tra questi due approcci nella formulazione dei programmi è fondamentale al fine di pervenire a modelli di sviluppo sostenibile: l’analisi ambientale deve fornire i quadri di riferimento ambientali e i criteri di sostenibilità per la formulazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, la progettazione dello sviluppo deve definire tali obiettivi e predisporre piani ed alternative per soddisfare i requisiti di sostenibilità ambientale. Nell’atto di indirizzo sullo sviluppo sostenibile che le ho citato più volte si parla di V.A.S. in questi termini: la Giunta provinciale nel proporre una strategia di sviluppo ancorata alla sostenibilità, consapevole della limitatezza delle risorse finanziarie ed ambientali disponibili, individua il seguente schema operativo. Con atti generali organizzativi, su proposta rispettivamente dei Dipartimenti Ambiente e Programmazione, individua il metodo della Valutazione Strategica alla quale sottoporre i Piani e i Programmi della Provincia, nonché da proporre, con i necessari adattamenti e per quanto necessario, agli Enti funzionali della Provincia e agli enti locali. Il metodo avrà a riferimento quadri di indicatori organizzati per i singoli Piani o Programmi e che, per quanto concerne l’ambiente, prenderanno a riferimento i “temi di sostenibilità” individuati nell’Atto di indirizzo sullo sviluppo sostenibile e risultanti dal Progetto ambientale per lo Sviluppo Sostenibile predisposto d’intesa fra l’agenzia per la protezione dell’ambiente ed il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli Studi di Trento, il cui elaborato sarà sottoposto all’attenzione della Giunta provinciale. Per quanto riguarda la valutazione economica e sociale degli strumenti di Programmazione i macro-indicatori dovranno riflettere le coerenza dei Piani e Programmi, con le strategie indicate dagli atti di indirizzo emanati dalla Giunta provinciale e dalla Programmazione di grado superiore, la sintonia con gli obiettivi espressi dalla Convenzione delle Alpi al fine di conservare il profilo storico, tradizionale e naturale della Provincia di Trento, l’impatto atteso dalle azioni previste, le alternative considerate, il rapporto fra la situazione di partenza ed attese, le macrodimensioni finanziarie a carico della Provincia, le proiezioni di efficacia delle azioni, di occupazione - anche in termini di pari opportunità - di innovazione formativa e tecnologica, di riequilibrio territoriale e sociale.  La metodologia di Valutazione strategica sarà applicata ai Piani e Programmi ed i risultati della medesima si sostanzieranno nella Relazione strategica, accompagnatoria dei singoli strumenti di programmazione.  La Giunta provinciale provvederà ad avviare il processo di riscontro e di partecipazione sui Piani e Programmi corredati dalle rispettive Relazioni strategiche. L’obiettivo che la Giunta provinciale si propone con la valutazione strategica ambientale ed economica, riferita alla sostenibilità dello sviluppo è la creazione di un quadro di pianificazione integrata e più efficiente che avrà effetti positivi sulla protezione dell’ambiente, sull’ottimizzazione delle risorse, sulla stabilizzazione degli investimenti, sulla trasparenza delle scelte, sull’accettabilità dell’attività economica a livello di progetto, con conseguente riduzione dei ritardi e dei costi supplementari sul piano amministrativo. In particolare, la Giunta provinciale si propone, introducendo la V.A.S. nella fase iniziale delle decisioni, di elevare e di integrare la considerazione dell’ambiente a livello di macro-decisionalità, con la conseguenza che la V.I.A. avrà ad oggetto le modalità di concretizzazione dei progetti coerenti con le destinazioni e con gli esiti complessivi della valutazione strategica.  La V.A.S., potremmo dire, definisce il disegno complessivo di un mosaico, e stabilisce con quante tessere questo mosaico deve essere composto. La V.I.A. deve invece valutare se la proposta progettuale, ossia il modo in cui le tessere sono state poste per formare il mosaico, è appropriato rispetto al disegno. Ed eventualmente, dovrà stabilire un perfezionamento dello stesso. ”.

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