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In attesa della valutazione ambientale - page 15 / 69

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successiva istruttoria36, infatti, eventuali ulteriori studi ed oneri analitici vengono posti a carico del proponente soltanto con riferimento agli aspetti esclusi dal campo di indagine e di analisi, ossia solo ove lo studio si dimostri carente o incompleto o, comunque, qualora nel corso dell’istruttoria emergano aspetti sostanziali e rilevanti di impatto non trattati o non adeguatamente analizzati in precedenza.  

La prassi consolidata in materia di elaborazione degli studi di impatto, la preziosa attività di archivio di tutti gli studi e le analisi effettuate nel passato37, la competenza offerta nelle collaborazioni specifiche con i dipartimenti universitari e gli istituti di ricerca scientifica e tecnologica locali, permettono o, quanto meno, favoriscono una lenta e progressiva affermazione di una cultura progettuale sostenibile, orientata alla considerazione preventiva e strategica del fattore ambiente, come costo, ma anche come risorsa importante38.   La Giunta provinciale, con propria deliberazione e secondo alcuni comparti progettuali

36 Ai sensi dell’art. 5 della legge provinciale n. 28/1988.

37 Peraltro espressamente richiesta a norma dell’art. 14 del regolamento di esecuzione. In base a tale norma, tutti gli studi di impatto ambientale, i pareri del comitato e dei sottocomitati nonché le pronunce della Giunta provinciale sono depositati in apposito archivio da istituire  presso l’agenzia, in connessione con il Sistema Informativo territoriale e ambientale della Provincia di Trento, e vengono schedati e rubricati, anche in forma automatizzata, in modo da renderne agevole la consultazione e l’acquisizione di copia da parte di chiunque vi abbia interesse. E’ esclusa la visione, la consultazione e l’acquisizione di copia dei dati e delle informazioni coperti da segreto industriale e commerciale.

38 Metodologie, standards e prassi offerte sia da enti pubblici di ricerca, Università ed amministrazioni tecniche della Provincia Autonoma di Trento, sia da società di consulenza private.  Sia consentito richiamare l’iter della recente progettazione di un impianto a tecnologia complessa per il trattamento dei rifiuti urbani nella Provincia di Trento. Esso ha preso inizio con una delega alla Società Industriale Trentina, società per azioni a partecipazione pubblica, da parte della Provincia Autonoma di Trento per la progettazione preliminare dell’intervento, che è stata ulteriormente delegata all’ASM di Brescia, società che già si è occupata di impianti simili. Per quanto riguarda lo studio di impatto ambientale, esso è stato delegato dalla SIT al Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università di Trento, che si è avvalso della collaborazione della stessa ASM di Brescia, con la quale ha dovuto svolgere un lavoro coordinato, e della collaborazione del Politecnico di Milano, delegato ad analizzare, più specificamente, i profili sanitari dell’intervento.  L’intera attività di progettazione e di analisi ambientale preventiva si è svolta secondo gli indirizzi e gli obiettivi di priorità stabiliti dalla Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, invitata a svolgere questo ruolo dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla SIT.  Come si può notare è stato creato un articolato network di collaborazioni  tra diversi enti per la redazione della progettazione preliminare e delle analisi ambientali e sanitarie (per un approfondimento, si veda lo studio di impatto e il progetto preliminare dell’opera, liberamente consultabili sul sito www.provincia.tn.it/appa).

omogenei, ha individuato, descritto e riconosciuto alcune metodologie standardizzate di analisi dell’impatto, ritenute pienamente esaustive rispetto al campo d’indagine e di analisi dello studio di impatto ambientale richiesto nella sua attività di valutazione preventiva39.  

Definito il quadro analitico dello studio di impatto attraverso la procedura di delimitazione del campo di indagine e di analisi (scoping) ora descritta, ovvero nel caso in cui il proponente non intenda avvalersi di questa possibilità offertagli dal legislatore, la procedura di V.I.A.  viene attivata a seguito della presentazione della cosiddetta domanda di compatibilità ambientale.

3.2   La domanda di compatibilità ambientale, l’elaborazione dello studio di impatto e l’originale distinzione tra progetti di massima e progetti esecutivi.

Ai sensi dell’art. 5 del regolamento di esecuzione, chiunque intenda realizzare un progetto sottoposto a procedura di V.I.A. deve presentare un’apposita domanda di compatibilità ambientale alla Giunta provinciale40, corredata dal testo dello studio di impatto ambientale, articolato secondo le indicazioni suggerite dalla legge provinciale stessa, dagli elaborati di progetto e da un riassunto non tecnico destinato all’informazione al pubblico, con opportuni allegati grafici di agevole interpretazione e riproduzione.  Eventuali dati ed informazioni tutelati dal segreto industriale e commerciale, secondo le disposizioni normative vigenti, sono invece comunicati con un dossier separato, sul quale vengono precisate le generalità del proponente e lo studio di impatto cui si riferiscono; essi vengono automaticamente esclusi dalle forme di pubblicità previste dalla normativa provinciale in materia di V.I.A.  

Lo studio di impatto, redatto a cura e spese del committente, deve essere tale da consentire un completo apprezzamento delle conseguenze derivanti dalla realizzazione del progetto e deve comprendere41 una descrizione analitica dello stato iniziale del sito e del suo ambiente, la descrizione dell’opera proposta, considerata specialmente in rapporto alle sue finalità e agli eventuali riflessi ipotizzabili sull’economia nazionale e locale, e la descrizione del progetto, in cui

39 La relativa documentazione può essere richiesta all’Agenzia per la protezione dell’ambiente, inviando un’email al personale addetto. Per ulteriori informazioni si veda la voce “Pubblicazioni” sul sito www.provincia.tn.it/appa .

40 Depositandola presso l’Agenzia per la protezione dell’ambiente in triplice copia.

41 Secondo quanto previsto dall’art. 3 della legge provinciale n. 28/1988.

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