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In attesa della valutazione ambientale - page 16 / 69

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sono indicate in modo particolare le caratteristiche fisiche di insieme, le principali  caratteristiche dei processi produttivi, con l’indicazione della natura e delle qualità dei materiali impiegati, e il tipo e la quantità dei residui e delle emissioni previste42.  

Il committente dell’opera è tenuto a descrivere, seppur in modo sintetico, le eventuali alternative, tecnologiche o localizzative, prese in esame43, con indicazione delle principali ragioni della scelta suggerita sotto il profilo dell’impatto ambientale.  Accanto a questi profili, debbono essere indicate le componenti dell’ambiente potenzialmente soggette ad un impatto importante, con particolare riferimento alla popolazione, alla fauna e alla flora, al suolo, all’acqua, all’aria, ai fattori climatici, ai beni materiali, compreso il patrimonio architettonico ed archeologico, al paesaggio ed all’interazione tra questi vari fattori.  

La descrizione dei probabili effetti rilevanti del progetto proposto sull’ambiente, inoltre, dovrà, con le opportune indicazioni relative ai metodi di previsione utilizzati, distinguere tra quelli dovuti all’esistenza stessa del progetto, quelli legati all’utilizzazione delle risorse naturali, e quelli dovuti all’emissione successiva di inquinanti, alla creazione di sostanze nocive ed allo smaltimento dei rifiuti.   Lo studio di impatto si compone, infine, di una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e se possibile compensare i più rilevanti effetti negativi del progetto sull’ambiente, e di un sommario delle eventuali difficoltà, lacune tecniche o mancanza di conoscenze incontrate dal committente nella raccolta dei dati

42 Inquinamento dell’acqua, dell’aria e del suolo, rumore, vibrazioni, luce, calore, radiazione, risultanti dall’attività del progetto proposto.

43 Lo studio di impatto ambientale, ai sensi dell’art. 6, comma 7, del regolamento di esecuzione, illustra le eventuali alternative considerate, sia tecnologiche sia localizzative, in quanto queste ultime siano ammissibili dalla normativa e dagli strumenti urbanistici o di settore. In tal caso, le alternative sono esaminate in ragione del livello di approfondimento necessario per la tipologia di intervento proposto, prendendo in considerazione anche le conseguenze derivanti dalla mancata realizzazione dell’opera.

richiesti44.   

Si tratta di una precisazione importante, in quanto legittima l’opinione di coloro i quali45 sottolineano come il provvedimento finale di V.I.A. positivo ma condizionato, ossia comprensivo di un’ampia casistica di indicazioni, di limiti e standards da rispettare nelle diverse fasi della realizzazione del progetto e della sua successiva attivazione e funzionamento, abbia sino ad oggi assolto alle funzioni che il legislatore comunitario ha invece voluto attribuire alla cosiddetta autorizzazione ambientale integrata, o IPPC, definita nella direttiva 96/61/CE.  

In modo del tutto originale rispetto a quanto previsto nelle altre normative regionali in materia di V.I.A. e nella stessa normativa statale, la legge provinciale n. 28/1988 distingue tra uno studio di impatto elaborato in relazione ad un progetto di massima46 ovvero in relazione ad un progetto

44 Lo studio di impatto ambientale, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del regolamento esecutivo, è inoltre corredato in appendice da: a) documenti cartografici in scala adeguata, redatti e sviluppati in relazione al livello di approfondimento necessario per la tipologia di intervento proposta e le peculiarità dell’ambiente interessato, quali, ad esempio: carte geografiche generali e speciali, carte tematiche, carte tecniche, foto aeree, tabelle, grafici, eventuali stralci di documenti, fonti di riferimento; b) eventuali documenti ritenuti utili dal proponente o richiesti dall’agenzia ai sensi dell’art. 5, comma 4 della legge provinciale; c) indicazione della legislazione e della regolamentazione vigenti concernenti la realizzazione e l’esercizio dell’opera, nonché di quelle concernenti i provvedimenti permissivi ed i pareri necessari alla realizzazione dell’intervento.

45 Fonderico F., Quale direzione per VIA ed IPPC?, in Ambiente e Sviluppo 4/1999, p. 6 ss.,  Medugno M. , Ancora sull’IPPC, in Ambiente 8/2000, p. 763 ss., e D’ANGELO S., I rapporti tra V.I.A., IPPC, e Seveso-bis, intervento al Seminario “I.P.P.C. – la nuova autorizzazione ambientale integrata”, Piacenza, 6 dicembre 2002, Atti pubblicati a cura di TuttoAmbiente, Piacenza, 2002.

46 Per progetto di massima, così come indicato espressamente dall’art. 1, comma 4, del regolamento di esecuzione, si intende un elaborato costituito da una relazione descrittiva e da documenti tecnico-grafici aventi lo sviluppo ed il contenuto necessari, a seconda della natura e dell’oggetto dell’opera, per fornire, sia pure in forma sintetica, una sufficiente configurazione dell’opera stessa nelle sue linee più importanti, con riferimento agli impatti che essa presenta sulle componenti ambientali fondamentali.  

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