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In attesa della valutazione ambientale - page 17 / 69

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esecutivo47, definendo un’incisiva differenziazione nel grado di approfondimento tecnico necessario ai medesimi.   

La definizione precisa e puntuale delle due tipologie progettuali ora citate, contenuta nel regolamento di esecuzione della legge provinciale in materia di V.I.A.,  è posta in generale con riferimento ai lavori privati; al contrario, in relazione alle opere pubbliche o private che ricadono nella disciplina in materia di lavori pubblici di interesse provinciale48, le definizioni di progetto esecutivo e di progetto di massima, e le implicazioni tecnico-progettuali, normative ed amministrative derivanti dalle stesse, sono sostituite rispettivamente dalle definizioni di

47 Per progetto esecutivo, invece, si intende un elaborato, completo di ogni atto documentale, generale e particolare, idoneo a consentire l’esecuzione dei lavori; di regola, il  progetto esecutivo è costituito da una relazione tecnico-illustrativa, da alcune rappresentazioni grafiche (in particolare, planimetrie, piante, profili, sezioni, prospetti, particolari costruttivi e impiantistici.  Ad essi si aggiunge, ove previsto dalle normative tecniche, un computo metrico-estimativo), da eventuali referti dimostrativi di indagini, rilievi ed accertamenti e da una sintesi delle condizioni contrattuali per l’appalto, ove previste dalla normativa vigente.

48 Il riferimento è alla legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 concernente “Norme in materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza degli appalti”, come modificata dalla legge provinciale 12 settembre 1994, n. 6, ed al D.P.G.P. 30 settembre 1994, n. 12-10/Leg., recante Regolamento di attuazione della legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26”.  Come disposto dall’art. 1 della legge provinciale n. 26/1993, tale normativa si applica ai lavori pubblici di interesse provinciale, ossia ai lavori svolti dalle cosiddette “amministrazioni aggiudicatrici”, definite dall’art. 2: a) la provincia;  b) i comuni;  c) i comprensori; d) altri enti, aziende, agenzie ed organismi pubblici strumentali o funzionali; e) gli organismi dotati di personalità giuridica istituiti per soddisfare specificamente bisogni di interesse generale, non aventi carattere industriale o commerciale, e la cui  attività è finanziata in misura maggioritaria dai soggetti di cui alle lettere a), b), c) e d),  ovvero la cui gestione è sottoposta al controllo di uno o più dei predetti soggetti,  ovvero i cui organismi di amministrazione, direzione o vigilanza sono costituiti per più  della metà da componenti designati dai soggetti medesimi; f) i consorzi fra i soggetti ricordati.  Deve essere sottolineato, inoltre che le disposizioni contenute nella legge provinciale n. 26/1993 si applicano in via esclusiva i lavori pubblici di interesse provinciale di importo inferiore a quello costituente limite per l’applicazione della normativa comunitaria. La presente legge disciplina inoltre i lavori pubblici di interesse provinciale di importo pari o superiore a tale limite relativamente agli aspetti non disciplinati dalla normativa statale di adeguamento al diritto comunitario.

progetto definitivo e di progetto preliminare49.

49 Così è specificamente disposto dall’art. 7, comma 2, del D.P.G.P. 30 settembre 1994, n. 12-10/Leg.  Sia consentito, anche se solo in nota, accennare a quanto previsto dalla legge provinciale n. 26/1993 in materia di lavori pubblici, per quanto concerne i differenti livelli di progettazione.  Al Capo IV, l’art. 14 della legge stabilisce che, in relazione alle diverse successive definizioni tecniche, la progettazione si articoli in preliminare, definitiva ed esecutiva.  Ai sensi dell’art. 15, il progetto preliminare, che definisce il quadro delle esigenze da soddisfare e che consiste in una sommaria valutazione di fattibilità delle opere e dei lavori, deve contenere: a) gli elementi idonei ad individuare, tramite disegni e relazioni illustrative, le principali caratteristiche tecniche, di forma e di inserimento ambientale delle opere e dei lavori, anche, ove possibile, ponendo a confronto soluzioni diverse; b) un preventivo sommario basato sui costi parametrici correnti e, ove opportuno, una valutazione sommaria dei costi di esercizio; c) una valutazione dei benefici conseguibili e delle prestazioni offerte. Secondo quanto previsto dall’allegato A al D.P.G.P. 30 settembre 1994, n. 12-10/Leg., il progetto preliminare è costituito da tre elaborati tecnici: la relazione descrittiva, gli elaborati grafici e la valutazione economica.  All’interno della “Relazione descrittiva”, devono essere inseriti, tra i molti documenti richiesti, la “valutazione dei principali profili di impatto ambientale” (ove richiesta),  un “programma delle indagini geotecniche e geologiche da espletare nella successiva fase di progettazione definitiva” e un inquadramento generale delle problematiche di carattere idro-geologico e geo-tecnico”.

Ai sensi dell’art. 16,  il progetto definitivo, che deve essere redatto secondo criteri che ne garantiscano la massima completezza ed accuratezza, deve consentire di individuare, tramite elaborati grafici e  descrittivi: a) le caratteristiche architettoniche e le principali caratteristiche tecniche ed impiantistiche dei lavori ed in particolare dei materiali da impiegarsi in relazione ad una loro specifica localizzazione;  b) le superfici e i volumi da realizzare nonché l’individuazione del tipo di fondazione; c) l’inserimento dei lavori nel territorio sotto il profilo urbanistico ed ambientale; d) le caratteristiche morfologiche, idrogeologiche e geotecniche dell’area interessata desunte da una specifica campagna di rilievi e sondaggi costituenti un’apposita relazione geologica e geognostica; e) i tempi necessari per la redazione del progetto esecutivo e per la realizzazione dell’opera; f) stima analitica dei costi con possibilità di valutazione forfettaria per gli aspetti propri della progettazione esecutiva;  g) una puntuale valutazione dei benefici delle prestazioni e dei costi di esercizio;  h) gli eventuali elaborati connessi alle procedure espropriative degli immobili necessari  alla realizzazione dei lavori. Il progetto definitivo, inoltre, deve essere definito ad un livello tale che consenta la sua sottoposizione alle valutazioni di carattere tecnico ed ambientale, nonché al rilascio delle autorizzazioni, concessioni e licenze previste dalla legislazione vigente.  Ai sensi dell’allegato B al D.P.G.P. 30 settembre 1994, n. 12-10/Leg., tra i molti documenti costituenti il progetto definitivo deve essere inserito, ove richiesto, anche lo studio di impatto ambientale.

Il progetto esecutivo, infine, consiste in una descrizione completa e dettagliata del territorio e delle categorie di lavori comprese nel progetto stesso in modo che ogni elemento o componente sia identificabile per quantità, forma, tipologia, qualità, dimensioni e prezzo e che siano indicati i materiali da utilizzare, le tecnologie da adottare, gli interventi di minimizzazione dell’impatto ambientale (richiesti a seguito di una V.I.A. positiva ma condizionata) e comunque tutti i lavori da effettuare. In relazione a queste finalità, esso deve comprendere ogni altro elaborato tecnico, grafico e di calcolo atto a definire con la massima precisione e completezza tutti i lavori e l’opera da realizzare.

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