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In attesa della valutazione ambientale - page 18 / 69

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Come si sottolinea nell’art. 6 dello stesso regolamento esecutivo, dedicato a “criteri e metodologie per l’elaborazione dello studio di impatto ambientale”, lo studio di impatto ambientale si avvale di un approccio interdisciplinare diretto ad assicurare l’uso integrato delle discipline tecniche, naturalistiche ed economiche che possono riferirsi a ciascuna tipologia di progetto.  Lo studio è finalizzato alla formulazione, da parte del proponente, di un giudizio globale di compatibilità ambientale dell’opera proposta, in conformità agli obiettivi della normativa provinciale50, e fornisce gli elementi conoscitivi sulle relazioni tra l’opera progettata e gli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale e settoriale.  

Nella descrizione dell’opera e del progetto ai sensi dell’art. 3 della legge provinciale, lo studio di impatto viene formulato tenendo conto, in relazione al livello di approfondimento necessario per la tipologia d’intervento proposto, delle indicazioni e dei criteri stabiliti dall’articolo 4 del D.P.C.M. 27 dicembre 1988. Ai fini dell’identificazione, dell’analisi e della stima degli impatti in riferimento al quadro ambientale, sono invece utilizzate le indicazioni metodologiche di cui all’articolo 5 e all’allegato II del D.P.C.M. 27 dicembre 1988, in relazione al livello di approfondimento necessario per la tipologia d’intervento sottoposto a procedura ordinaria di V.I.A.   

Nonostante queste indicazioni, la normativa provinciale stabilisce la possibilità di utilizzare delle metodiche standardizzate51 o riconosciute valide a livello internazionale, purché assicurino sistemi di indagine e di analisi almeno equivalenti a quelli stabiliti dalla citata normativa statale; in ogni caso si pone l’obbligo per il committente, di descrivere e giustificare il tipo di metodologia scelta ed utilizzata

50 L’art. 6, comma 6, stabilisce che nelle indagini e nelle stime operate per l’elaborazione dello studio di impatto, hanno carattere vincolante i parametri e gli standards stabiliti dalle normative statali e provinciali vigenti.  Essi rappresentano una base di partenza indisponibile, sulla quale costruire ulteriori e più approfondite elaborazioni e valutazioni che valorizzino l’approccio integrato e trasversale proprio del giudizio di compatibilità ambientale.  

51 Il riferimento è alle metodiche ISO, in particolare a quelle riconosciute con il codice ISO 14.001, e al sistema di ecogestione predisposto e disciplinato dal regolamento comunitario EMAS.

nell’elaborazione dello studio di impatto52.

3.3  Gli oneri di pubblicità e la partecipazione pubblica: un ottimo modello non sempre ben applicato.

Accanto alla documentazione relativa agli elaborati progettuali e allo studio di impatto, il proponente deve allegare alla domanda descritta nel paragrafo precedente anche la documentazione recante l’attestazione della pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino Alto Adige, che viene effettuata a cura e spese del promotore stesso del progetto.   Il procedimento di V.I.A. si intende avviato, a tutti gli effetti, dalla data di pubblicazione di tale avviso.  

Al contempo, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, e più in particolare l’Unità Organizzativa per la V.I.A.53, cura, assumendosene gli oneri, la pubblicazione su almeno un quotidiano locale54 di un avviso, riguardante il progetto di opera o di intervento pervenuto e contenente le informazioni necessarie per la sua precisa localizzazione e per l’individuazione dei suoi proponenti, oltre che i termini e le modalità per la presentazione delle osservazioni da parte del pubblico.  

L’aver affiancato alla prevista pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione anche una pubblicazione sulla stampa locale del principale materiale documentale, inerente il progetto in esame, documenta, come osserva la dottrina55, la particolare attenzione del legislatore e dell’esecutivo provinciale ad una effettiva conoscibilità dei progetti sottoposti a V.I.A. e ad un reale coinvolgimento dei cittadini interessati.  E’ facilmente presumibile che

52 Come già ricordato, in considerazione della complessità e delle difficoltà concrete che possono riscontrarsi nell’elaborazione degli studi di impatto, il regolamento di esecuzione, all’art. 6, comma 8, stabilisce l’opportunità, sino ad ora non utilizzata, per la Giunta provinciale, in accordo con l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente o su proposta della stessa, di  deliberare, sulla base dell’esperienza acquisita in merito, dei criteri e delle linee-guida, generali e settoriali, sia per l’elaborazione stessa degli studi di impatto ambientale, sia per lo svolgimento dell’istruttoria e per la valutazione d’impatto, anche ad integrazione delle metodologie richiamate nell’art. 6 del regolamento di esecuzione nel suo complesso.

53 D’ora innanzi richiamata con la sigla U.O. per la V.I.A.

54 Solitamente, considerata la diffusione provinciale di due quotidiani, Trentino  (www.altoadige.it) e L’Adige (www.ladige.it), la pubblicazione avviene su entrambi.

55 BORGONOVO RE D., Informazione ambientale, ovvero quando un problema procedurale si fa sostanziale, Commento alla sentenza n. 298/1997 del T.A.R. della Regione Trentino Alto Adige, in Rivista Giuridica dell’Ambiente, 1998, p. 120-121.

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