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In attesa della valutazione ambientale - page 21 / 69

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limitata a richiamare quanto sia rilevante una questione di procedura per assicurare una corretta realizzazione delle politiche ambientali nel loro complesso e quanto, se il legislatore ha sostenuto e garantito i diritti all’informazione ed alla partecipazione, sia fondamentale il rispetto di tali norme, in un’ottica non già formale, come può essere il rispetto di un onere indipendentemente dagli scopi che deve assicurare62, bensì sostanziale, al punto che gli interessi economici sottesi alla realizzazione di  un’opera, pur nella loro rilevanza assicurata dalla stessa legge provinciale che mira a coinvolgere nella valutazione anche le “finalità e gli eventuali riflessi nell’economia nazionale e locale” del progetto,  diventano immediatamente secondari e recessivi rispetto ad un interesse, quello ambientale, che finisce per riacquistare, “con un effetto boomerang”, un carattere di assoluta primarietà.

Un’altra parte della dottrina63, in sostanziale accordo con questa impostazione del problema, sottolinea come essa possa condurre ad una contrapposizione tra una V.I.A. intesa come atto amministrativo, che regola l’ambiente secondo gli interessi presenti in quantità maggiore, spesso legati agli effetti economici del progetto o comunque alle istanze provenienti dal mondo delle imprese, ed una V.I.A. intesa come atto procedurale, come metodo decisionale trasparente ed inclusivo che, all’opposto, offre spazio all’esistenza di tutti gli interessi coinvolti, anche se qualitativamente più raffinati, magari più deboli, assumendo la prospettiva dell’informazione e della partecipazione come elemento prioritario e determinante, passaggio imprescindibile per la tutela

62 Ossia, secondo il giudice amministrativo, la pubblicità e la conoscenza di un progetto, orientate alla partecipazione del pubblico per una sua migliore e condivisa definizione.

63 Il riferimento è alle osservazioni di SPANTIGATI F., La V.I.A. come atto amministrativo e procedurale, Secondo ciclo di lezioni (settembre-novembre 1991), edizioni a cura del Dipartimento Territorio, Ambiente e Foreste della Provincia Autonoma di Trento, 1991.

dell’ambiente64.

3.4

  La fase istruttoria e la trasmissione del rapporto istruttorio” al Comitato Provinciale per l’Ambiente.

L’esame istruttorio è svolto dall’U. O. per la V.I.A., costituita in seno all’Agenzia per la protezione dell’ambiente, e si avvale del coordinamento del Comitato Provinciale per l’Ambiente, organo tecnico consultivo dell’amministrazione provinciale per le materie ambientali, creato con l’intento di affiancare alle competenze propriamente tecnico-scientifiche provenienti dal personale dell’Agenzia un complesso di competenze eterogenee che possano favorire una ponderazione dei diversi interessi coinvolti dalla eventuale realizzazione del progetto in esame.  

Il Comitato, ai sensi dell’art. 12 della legge provinciale n. 28/1988 che ne disciplina la composizione ed il funzionamento, è composto dai dirigenti generali dei dipartimenti dell’amministrazione provinciale, competenti in materia di protezione dell’ambiente, urbanistica, foreste, sanità, opere pubbliche, protezione civile, attività economiche, agricoltura ed alimentazione, dal direttore dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente stesso e dal responsabile dell’Ufficio per la V.I.A., da un medico designato dal direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, da cinque esperti in materia ambientale65, un esperto in discipline economiche66 ed un esperto in materia giuridico-

64 L’autore aggiunge: “La V.I.A. usata come atto amministrativo risolve il problema dell’ambiente in senso più favorevole per l’interesse economico delle imprese: semplifica e quantifica.  Usare la V.I.A. per la tutela dell’ambiente è tener conto nella soluzione dei problemi anche degli interessi non economici, minori. Per essere questo, la V.I.A. deve essere usata come atto procedurale.  La V.I.A. non risolve di per se stessa il problema della tutela dell’ambiente, ma porta il problema stesso a chiarimento tecnico per l’intervento complessivo dei poteri pubblici.  Per questo motivo, la V.I.A., in presenza di una buona legge, non è più un problema giuridico, ma un problema organizzativo e culturale. La V.I.A. come atto amministrativo è un inganno; serve a dare fiducia ad amministrazioni e cittadini che l’ambiente può essere tutelato facendo affidamento sulle sole leggi, il che non è vero.  Anzi; la considerazione che viene assunta della V.I.A. come atto amministrativo è la strada per distruggere l’ambiente con i crismi del diritto”.

65 Di cui uno designato dal direttore dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente ed uno designato dalle sezioni provinciali delle associazioni di protezione ambientale individuate dal Ministero dell’Ambiente, ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349.

66 Designato dalla Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento.

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