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In attesa della valutazione ambientale - page 23 / 69

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massima o preliminari69.   

Al termine dell’esame istruttorio, entro il termine complessivo di cento giorni ove la procedura di V.I.A. sia stata avviata in riferimento ad un progetto esecutivo, o definitivo nel caso di opere pubbliche, ovvero entro il termine di settanta giorni nel caso di progetti di massima, o preliminari, l’U.O. per la V.I.A. deve redigere un “rapporto istruttorio70.  In esso sono riassunti ed evidenziati, in modo coinciso, chiaro e pertinente le questioni ambientali più importanti ed il livello di coerenza del progetto proposto con le finalità di prevenzione e di tutela della normativa provinciale in materia di V.I.A., che debbono, in linea generale, considerarsi prioritarie.  

Tale rapporto viene trasmesso al Comitato, assieme alla documentazione completa presentata dal proponente, ai possibili e diversi pareri acquisiti nel corso dell’istruttoria, alle osservazioni, presentate e selezionate secondo i criteri richiamati in precedenza, e ai verbali inerenti gli eventuali sopralluoghi di carattere ordinario e straordinario effettuati in sede istruttoria.

3.5

La formulazione del parere del Comitato Provinciale per l’Ambiente.

Acquisito il rapporto istruttorio elaborato dall’U.O. per la V.I.A., il Comitato Provinciale per l’Ambiente, sino a quel momento solo parzialmente coinvolto nell’esame istruttorio con un ruolo di ausilio e coordinamento del medesimo, è chiamato a discutere ed elaborare il suo parere, in riferimento al quale la Giunta provinciale provvederà, entro un complessivo termine di quarantacinque giorni dalla conclusione

69 La possibilità di richiedere dei pareri alle differenti amministrazioni provinciali preposte alla tutela di singoli aspetti coinvolti nella valutazione degli impatti provocati dal progetto in esame, risulta assai rilevante per quanto concerne in particolare l’istruttoria del procedimento di V.I.A. attivato in riferimento ad un progetto esecutivo, o definitivo nel caso delle opere pubbliche; ai sensi dell’art. 10 della legge provinciale n. 28/1988, il provvedimento finale di V.I.A. riferito ad un progetto esecutivo sostituisce e comprende un ampio numero di provvedimenti permissivi di competenza di altre amministrazioni di settore. Sul punto si tornerà immediatamente in seguito, nel prossimo paragrafo.

70 Nei casi in cui sia necessario procedere ad accertamenti o indagini di particolare  complessità, è previsto che la Giunta provinciale possa autorizzare l’U.O. per la V.I.A. a prolungare lo svolgimento dell’istruttoria sino a un periodo massimo complessivo di duecento giorni, termine applicato, in ogni caso, per l’istruttoria relativa ai progetti contemplati dalla normativa provinciale concernente gli impianti di trasporto a fune e pista da sci.  

dell’istruttoria71, ad emanare il provvedimento conclusivo e definitivo.  

Secondo quanto indicato nella legge provinciale n. 28/1988 all’art. 6, comma 2, tale parere viene elaborato con particolare riguardo alle problematiche inerenti la tutela igienico-sanitaria, la tutela dell’aria, delle acque, delle foreste, dei suoli e di specifici elementi geomorfologici, limnologici, floristici, faunistici, biologici, architettonici, paesaggistici e storico-culturali, nonché, nel caso di un procedimento di V.I.A. applicato ai progetti esecutivi, avuto riguardo al rispetto delle disposizioni di legge relative ai provvedimenti permissivi sostituiti ed assorbiti nel provvedimento di V.I.A. stesso72.

In tale compito, il Comitato dovrà discutere e deliberare, con voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti, in merito agli studi effettuati dal proponente e previa valutazione degli effetti, anche indotti, dell’opera sul sistema ambientale,  orientando il proprio giudizio essenziale al raffronto tra la situazione esistente all’inizio della procedura di valutazione con quella prevista successivamente alla realizzazione dell’intervento.

Il parere del Comitato è inoltre chiamato ad evidenziare gli eventuali riflessi dell’opera sull’economia nazionale o locale, in generale, e sulle dinamiche di previsione inerenti lo sviluppo socio-economico provinciale.   Il parere positivo può contenere delle prescrizioni finalizzate a garantire la compatibilità ambientale del progetto, con particolare riferimento ai contenuti ed alle finalità dei provvedimenti permissivi e dei pareri che vengono assorbiti nel giudizio finale.   L’esito positivo deve inoltre presentarsi come coerente rispetto agli obiettivi e ai limiti stabiliti dall’art. 6, comma 4, della legge provinciale n. 28/1988, che si richiama all’esigenza di porre in prioritaria rilevanza le esigenze di conformità dei progetti alle prescrizioni contenute nei piani urbanistici e di settore e le esigenze di prevenzione e tutela igienico-sanitaria, di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, nonché di salvaguardia delle aree che presentano particolari fragilità dal punto di vista

71 Termine che, in questo caso, vale sia nel caso di una procedura attivata in riferimento a progetti di massima (o preliminari), sia per il caso dei progetti esecutivi (o definitivi).

72 Si tratta di tutti i profili settoriali elencati nell’art. 10 della legge provinciale n. 28/1988. Su questi si tornerà a breve, nel trattare della natura giuridica del giudizio finale di compatibilità ambientale.

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