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In attesa della valutazione ambientale - page 24 / 69

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geologico ed idrogeologico73.

3.5

Il giudizio finale di compatibilità ambientale della Giunta provinciale

Acquisito il parere formulato dal Comitato Provinciale per l’Ambiente, la Giunta provinciale, entro un termine massimo di quarantacinque giorni dal momento in cui si è conclusa l’istruttoria curata dall’U.O. per la V.I.A., provvede ad emanare74 il provvedimento finale di compatibilità ambientale sulla base di tutti gli elementi acquisiti con le fasi di approfondimento precedenti.  

Nel caso ritenga insufficienti gli elementi riassunti nel parere del Comitato, ovvero laddove ne ravvisi un’incongruenza, la Giunta provinciale, entro i venti giorni successivi alla ricezione del parere medesimo, ha facoltà di richiedere al Comitato un riesame opportunamente motivato del progetto, che dovrà essere effettuato entro trenta giorni dalla richiesta.   Allo steso modo, secondo una nuova disposizione75 introdotta con le recenti modifiche di cui al D.P.G.P. 13 marzo 2001, n. 5-56 al regolamento esecutivo,  si stabilisce che la Giunta provinciale, in esito alle risultanze del rapporto istruttorio ed al parere del comitato, possa richiedere al proponente, entro il termine di quarantacinque giorni stabilito per l’emanazione del provvedimento finale di V.I.A., delle integrazioni allo studio o al progetto, anche subordinate all’esito di nuovi monitoraggi o sperimentazioni, finalizzate a migliorare il livello di compatibilità ambientale del progetto o comunque a mitigarne l’impatto.

Con tale deliberazione, che ha l’effetto di una pronuncia interlocutoria negativa, è fissato il termine entro il quale devono essere elaborate e trasmesse all’Agenzia le nuove richieste e le integrazioni e, in tal caso, la decisione definitiva sulla compatibilità ambientale potrà essere emanata dalla Giunta provinciale entro l’ulteriore termine di quarantacinque giorni a decorrere dal momento in cui viene depositata

73 Il parere può inoltre contenere indicazioni in ordine agli  strumenti di gestione e di controllo e, ove necessario, in ordine alle reti di monitoraggio ambientale, precisando la localizzazione dei punti di misura ed i  parametri ritenuti più opportuni, per garantire che la compatibilità del progetto, ancor più se condizionata al rispetto di determinati criteri e standards, sia preservata nel tempo.

74 In forma sintetica e con gli opportuni rinvii alle analisi di dettaglio contenute nello studio di impatto, ai pareri, alle osservazioni, agli atti istruttori e al parere del Comitato medesimo.

75 Art. 11, comma 3-ter, del regolamento di esecuzione della legge provinciale in materia di V.I.A., n. 28/1988.

la documentazione integrativa richiesta76.   

La Giunta provinciale valuta77 positivamente l’impatto ambientale qualora sussistano alcune condizioni essenziali, che si richiamano alla necessità che il progetto risulti globalmente compatibile con le finalità  assunte dalla legge medesima, quali fondamentali premesse per la tutela ed il miglioramento della salute pubblica, della qualità della vita, degli equilibri ecologici essenziali alla vita dell’uomo, della flora e della fauna, del patrimonio naturale ed artistico.   

Fermo restando che con il giudizio negativo di incompatibilità ambientale del progetto si pone divieto di realizzare l’opera proposta78, l’art. 6, comma 5, della legge provinciale n. 28/1988 stabilisce, configurando in concreto l’ipotesi che la prassi ha dimostrato essere la più frequente, che con la deliberazione di valutazione positiva dell’impatto, la Giunta possa prescrivere particolari cautele o condizioni cui sottoporre la realizzazione del progetto, provvedendo al contempo a stabilire un programma strategico di controlli ed analisi, distribuiti nel tempo79.   

L’impostazione e la struttura della deliberazione di V.I.A. condizionata previste dalla normativa provinciale, conferma la validità dell’ipotesi avanzata dalla dottrina80 e solo accennata in precedenza, per la quale le prescrizioni, le condizioni ed i necessari monitoraggi posti al fine di legittimare e sostenere un giudizio positivo di compatibilità ambientale hanno sino ad oggi garantito, in forme e modalità più o meno efficienti od opportune, l’esistenza di “una forma embrionale di autorizzazione ambientale integrata”, o IPPC, così come essa viene configurata dal legislatore comunitario nella direttiva 96/61/CE e dallo stesso legislatore italiano nel D. L.vo n. 372/1999.  

La V.I.A. positiva, che, nella prassi amministrativa trentina così come in quella della grande maggioranza delle regioni italiane e dello

76 Nel caso in cui il proponente lasci decorrere infruttuosamente il termine prescritto senza presentare la documentazione integrativa, la domanda di compatibilità ambientale verrà archiviata d’ufficio dall’Agenzia provinciale per l’ambiente.

77 Ai sensi dell’art. 6, comma 4, della legge provinciale n. 28/1988.

78 Ipotesi che la prassi ha dimostrato essere assai rara.

79 Il dispositivo della deliberazione deve riportare in modo sintetico ma completo i contenuti e le motivazioni della decisione presa, la menzione dei provvedimenti permissivi e dei pareri eventualmente sostituiti ed assorbiti, l’identificazione precisa delle prescrizioni, delle cautele, delle condizioni e degli eventuali monitoraggi ambientali, cui sottoporre la realizzazione, l’utilizzo e la gestione dell’opera o dell’impianto.  

80 Fonderico F., Quale direzione per VIA ed IPPC?, op. cit., p. 6 ss.,  Medugno M. , Ancora sull’IPPC, op. cit., p. 763 ss., e D’ANGELO S., I rapporti tra V.I.A., IPPC, e Seveso-bis, op. cit..

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