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In attesa della valutazione ambientale - page 29 / 69

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una schedatura.  Oggi, grazie ad un complesso lavoro operato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria ambientale dell’Università di Trento, è possibile riferirsi  ad un Sistema Informativo della

Sensibilità Ambientale (SISA)97 particolarmente

97 Il SISA organizza, attraverso un sistema informativo geografico (GIS, Geographic Information System - www.gis.provincia.tn.it), i dati ambientali come in un casellario geografico, modificabile anche in funzione delle trasformazioni, che nel tempo avvengono in conseguenza della realizzazione di progetti, definite attraverso un monitoraggio ambientale per una verifica dell’entità dei singoli impatti nel tempo. Questa carta delle sensibilità ambientale permette di visualizzare direttamente le aree aventi particolari caratteristiche naturali, culturali, e socio-economiche in modo da attribuire ad esse dei valori differenziati in relazione alle esigenze che debbono essere poste in luce per una valutazione completa dei possibili impatti. Per redigere una mappa delle sensibilità ambientali ci si è avvalsi di strumenti cartografici, su base topografica alla scala di 1:10.000, visualizzando diversi ambiti tematici, riferiti alle singole componenti ambientali descritte nell’allegato I del D.P.C.M. 27 dicembre 1988:

A)

Atmosfera

a.

Localizzazione delle stazioni di rilevamento climatologico.

b.

Carta delle isoiete (precipitazioni atmosferiche in un dato periodi di tempo).

c.

Carta direzionale dei venti dominanti.

d.

Carta dell’assolazione.

e.

Carta dell’esposizione.

f.

Carta della qualità dell’aria.

B)

Ambiente idrico

a.

Localizzazione delle stazioni idrometriche e di qualità delle acque.

b.

Carta dei bacini e dei sottobacini.

c.

Carta della qualità delle acque.

d.

Carta ittica.

e.

Carta delle reti idriche ad uso agricolo, industriale e relativi corpi idrici.

C)

Suolo e sottosuolo

a.

Carta geologica.

b.

Carta litologica e strutturale.

c.

Carta geomorfologica.

d.

Carta idrogeologica.

e.

Carta pedologica.

f.

Carta delle acclività (carta delle pendenze di una superficie topografica).

g.

Carta della sismicità.

D)

Vegetazione, Flora e Fauna

a.

Carta della vegetazione dominante.

b.

Carta forestale del trentino.

c.

Carta delle presenze faunistiche.

d.

Carta delle rarità floristiche.

e.

Carta dei cicli di vegetazione.

f.

Carta delle unità ecosistemiche.

E)

Utilità antropica

a.

Carta dell’uso del suolo.

b.

Carta forestale e della viabilità forestale.

c.

Carta dell’uso agricolo.

d.

Carta delle infrastrutture.

e.

Carta dei dissesti antropici.

F)

Paesaggio

a.

Carta delle preesistenze nell’ambiente costruito.

b.

Carta dei valori scenografici e dei monumenti naturali.

c.

Carta per la localizzazione delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi della normativa vigente (Testo Unico in materia di Beni Culturali ed Ambientali del 1999).

G)

Carta di sintesi dei vincoli ambientali di tutela, relativi alla normativa settoriale, di livello locale, provinciale e nazionale.

H)

Carta di sintesi dei vincoli territoriali ed urbanistici, delle destinazioni d’uso dei suoli, e delle zonizzazioni, di livello locale, provinciale e nazionale.

Per ogni ambito tematico è redatta una particolare ed apposita carta della sensibilità, sovrapposta, grazie agli strumenti informatici, alle altre attraverso una cosiddetta “carta delle interferenze”, che permette di stimare la complessiva entità degli impatti, temporanei o permanenti, visivi, e di esecuzione dell’opera, prodotti da ciascun progetto in relazione agli elementi critici indicati dalla legge provinciale n. 28/1988 stessa, ossia: il tipo e la quantità dei residui e delle emissioni previste, l’inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo, il rumore, le vibrazioni il calore e le radiazioni, e le interazioni fra essi.

In attesa di una completa implementazione del SISA, progetto molto ambizioso ma assai complesso, viene anche utilizzato il Sistema Ambientale del Piano Urbanistico Provinciale (1987), che costituisce, non solo il riferimento alle leggi di tutela, ma anche uno strumento di localizzazione geografica delle aree da tutelare.

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