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In attesa della valutazione ambientale - page 32 / 69

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nei suoi protocolli esecutivi, in quanto essi, attraverso la loro incisiva influenza nei processi di elaborazione dei presenti e futuri piani e programmi di sviluppo di carattere territoriale ed economico, sono suscettibili di risultare determinanti nelle valutazioni conclusive della Giunta provinciale in merito all’impatto ambientale di una determinata opera.  La Convenzione delle Alpi e gli indirizzi contenuti nei suoi protocolli esecutivi, così come gli impegni assunti in conseguenza del “Piano Comune per lo Sviluppo e la Tutela dell’Area Alpina”, elaborato e adottato nel 1996 dalla Comunità di Lavoro

delle Regioni Alpine107, “sono e saranno le basi su cui

107 Il cosiddetto “Arge Alp”, siglato nel 1972.  Sulla base della premessa fondamentale per cui i confini  geo-politici spesso finiscono per non rispecchiare la realtà sociale, culturale, economica e ambientale che caratterizza le diverse comunità, gli abitanti ed i responsabili politici delle singole regioni d’Europa si trovano sovente a dover affrontare problemi ed esigenze simili in molti settori di intervento.  Anche se verso la fine degli anni Sessanta esistevano già delle sporadiche forme di collaborazione bilaterale fra alcune regioni dell’arco alpino, fu proprio la consapevolezza della necessità di un maggiore coordinamento e di un’azione congiunta più incisiva ed efficace nell’affrontare problemi comuni specifici dell’area alpina che indusse alcune personalità politiche di quel tempo, ed in particolare il Landeshauptmann del Tirolo, Eduard Wallnöfer, e il Primo Ministro Bavarese, Alfons Goppel, a lanciare l’iniziativa di una collaborazione più ampia e organizzata fra le regioni dell’arco alpino. Fu così che il 12 ottobre 1972 si riunirono a Mösern, in Tirolo, i Presidenti del Libero Stato di Baviera, del Cantone dei Grigioni, dei Länder austriaci Vorarlberg, Salisburgo e Tirolo, della Regione Lombardia e della Provincia Autonoma di Bolzano per dare vita alla Comunità di Lavoro delle Regioni Alpine, definita “Arge Alp”.  Soltanto poco tempo dopo, nel 1973, la Giunta della Provincia Autonoma di Trento deliberava l’adesione del Trentino e successivamente altre tre regioni accettarono di aderirvi, e più precisamente nel 1982 il Cantone San Gallo, nel 1986 il Canton Ticino e nel 1989 il Land Baden-Württemberg. Guardandola sulla cartina geografica, si può constatare come l’Arge Alp sia una sorta di Europa nell’Europa: complessivamente ha infatti più di 33 milioni di abitanti e una superficie di oltre 178 mila chilometri quadrati.

Molte delle caratteristiche di queste realtà territoriali, che hanno forse nel rapporto con il territorio la ragione più forte del loro "matrimonio alpino" sono simili. Il “Piano comune per lo Sviluppo e la Tutela dell’Area Alpina”, approvato dalla Conferenza dei capi di governo dell’Arge Alp nel giugno 1996 - quello che è in sostanza il programma del governo della comunità - definisce, non a caso, principi e obiettivi prioritari per lo sviluppo e la sicurezza delle Alpi, ovvero della catena montuosa più estesa di tutta l’Europa, un territorio caratterizzato nel corso dei secoli dallo sfruttamento, dagli insediamenti e dall’agricoltura, nonché da una grande varietà naturale e culturale, un territorio che richiede da sempre una particolare attenzione nella gestione delle diverse forme di sfruttamento, che devono assicurare l’integrità dell’area alpina quale patrimonio vitale, economico e ricreativo.  Obiettivo fondamentale del Piano è lo sviluppo sostenibile  della regione alpina, per garantire il quale “devono essere rispettati prioritariamente gli interessi vitali della popolazione locale e le condizioni ecologiche del territorio alpino. Particolare attenzione - si legge ancora nel Piano - va riservata alla salvaguardia del patrimonio naturale, che rappresenta la base di vita per la popolazione locale e un’importante risorsa per il turismo”.  Ma nel documento si parla anche della necessità di salvaguardare e potenziare il comune patrimonio culturale, quale base di vita e elemento di congiunzione delle diverse nazioni. “Lo sviluppo dei rapporti transfrontalieri deve poi consentire di conoscere e capire maggiormente il pensiero e la cultura dei popoli vicini, favorendo le relazioni inter-etniche”. Nel documento si legge anche che “l’autonomia del territorio alpino e delle sue vallate deve essere tutelata e rafforzata quanto più possibile, attribuendo le responsabilità decisionale al livello più vicino ai cittadini, secondo quanto stabilito dal principio di sussidiarietà”.  Si punta anche sul rafforzamento del potere economico del territorio alpino. “Gli squilibri esistenti devono essere ridotti, consentendo alla popolazione di raggiungere un grado di qualità di vita il più omogeneo possibile in campo economico, sociale e anche ambientale”. Nel documento, gli 11 governi sostengono infine l’importanza della sensibilizzazione delle popolazioni all’interno e all’esterno dell’Arge Alp sulle specificità dell’area alpina, attraverso lo scambio di informazioni, il coordinamento interno e il rafforzamento e l’armonizzazione delle posizioni delle Regioni verso l’esterno, verso l’Unione Europea, in particolare.

Agli stessi fini l’Arge Alp collabora poi con le altre due Comunità di lavoro dell’arco alpino, “Alpe Adria” e “Cotrao(Alpi orientali e Alpi occidentali). Organo politico decisionale dell’Arge Alp è la cosiddetta “Conferenza dei Capi di Governo”, cui partecipano i vertici dei governo territoriali.  La conferenza dei capi di governo, si riunisce una volta all’anno ed è presieduta per due anni dal presidente di una delle regioni aderenti, fissa i programmi di lavoro, approva raccomandazioni dirette ai membri della Comunità di lavoro e risoluzioni dirette ai Governi federali e centrali, agli organismi operanti nel settore della collaborazione europea e ad altre istituzioni interessate. Il lavoro tecnico viene svolto da quattro commissioni, composte di esperti delle singole regioni e coordinate dal Presidente della Commissione, che si occupano, rispettivamente, di Cultura e Società, di Ambiente e Agricoltura, di Economia e Lavoro e di Traffico e Trasporti. Il Comitato direttivo, guidato dal  presidente della Comunità, è invece composto dai dirigenti generali delle undici realtà e dal responsabile della Segreteria.  Molti dei progetti che vengono realizzati dall’Arge Alp si inseriscono nel quadro dell’iniziativa comunitaria Interreg III, un programma varato dall’Unione europea con l’obiettivo di facilitare e sostenere finanziariamente attività e progetti di cooperazione tra regioni di confine (FONTE: AA.VV., La collaborazione interregionale di Arge Alp, in Il Trentino, mensile della Provincia Autonoma di Trento, n. 239 del febbraio 2001, www.uffstampa.provincia.tn.it ).

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