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In attesa della valutazione ambientale - page 34 / 69

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5.1    La Convenzione delle Alpi: nuove indicazioni ed orientamenti per una V.I.A. nel territorio alpino.  Verso uno sviluppo sostenibile tra azione ed inazione.

Le Alpi, come è noto, costituiscono uno dei più grandi spazi naturali continui in Europa, un habitat naturale ed uno spazio economico, ambientale e culturale nel cuore del continente, che si distingue per la sua specifica e multiforme natura, cultura e storia, e del quale fanno parte numerosi popoli e paesi109, aventi tra loro grandi differenze negli ordinamenti giuridici, negli assetti naturali del territorio, nella tipologia degli insediamenti umani e delle attività agricole e forestali di sussistenza, nei livelli e nelle condizioni di sviluppo economico, nel grado di incidenza del traffico, nonché, infine, nelle forme e nell’intensità dell’ utilizzazione turistica.

Esse racchiudono un ambiente naturale ed uno spazio economico peculiari, che rivestono, al contempo, un’ importanza strategica anche per le regioni extra-alpine, che se ne avvalgono in quanto area di transito, ove sono localizzate  indispensabili  vie di comunicazione.   Le Alpi rappresentano un prezioso rifugio ed un habitat privilegiato per molte specie animali e vegetali minacciate dallo sviluppo, dall’inquinamento, dal crescente sfruttamento delle risorse naturali, suscettibile di minacciare gli equilibri della  stessa area alpina e le sue funzioni ecologiche, in misura sempre maggiore.   Consapevoli che la riparazione dei danni è spesso impossibile, ovvero possibile soltanto con un grande dispendio di mezzi, con costi notevoli e tempi generalmente lunghi, nella convinzione che gli interessi economici debbano essere armonizzati con le

109 In un rapporto curato dal COMITATO DI REDAZIONE web-press della Convenzione delle Alpi, Le Alpi, una regione d’Europa, in (http://alpenkonvention.org), 2002, si osserva che circa 13 milioni di persone vivono sul territorio di 191.287 km quadrati dell’arco alpino. Ne fanno parte sette stati, 83 regioni, e, in base alla delimitazione della Convenzione delle Alpi, 6.187 comuni. Una peculiare storia culturale e naturale ha fatto delle Alpi, nel cuore del nostro continente, uno spazio vitale, economico e ricreativo di importanza europea.  Le Alpi sono contraddistinte da grandi diversità, culturali e linguistiche. La molteplicità linguistico-culturale va dal ceppo linguistico slavo, a quello retoromanzo, con le minoranze linguistiche del romancio, del ladino e del friulano, al gruppo linguistico tedesco, comprendente l’alemanno, il bavarese e il dialetto walser, ancora diffuso in alcune aree, fino al ceppo gallo-romanico e all’italo-romanico. Alcune di queste lingue e dialetti sono presenti ormai solo in aree residue e si stanno estinguendo a vista d’occhio, poiché non vengono più parlate dalle giovani generazioni. In alcuni casi si attuano tentativi per salvare queste lingue e dialetti che rischiano di scomparire mediante speciali programmi: vengono insegnate nelle scuole, si offre sostegno a radio e giornali che le utilizzano”.

esigenze ecologiche, a seguito dei risultati conseguiti nel corso di una prima conferenza dei  Ministri dell’Ambiente dei paesi appartenenti all’area alpina, tenutasi a Berchtesgaden dal 9 all’11 ottobre 1989, è stata stipulata la cosiddetta Convenzione delle Alpi, un trattato di diritto pubblico internazionale110,

110 Sia consentito sottolineare che la scelta di descrivere e commentare i contenuti della Convenzione delle Alpi e dei suoi protocolli esecutivi è motivata dal fatto che essa è idonea ad assumere efficacia giuridica, quando, al contrario, gli atti di indirizzo e i documenti programmatici deliberati dalla Giunta provinciale per lo sviluppo sostenibile del territorio provinciale, che peraltro riprendono molti dei contenuti della Convenzione e dei protocolli, non assumono una tale efficacia.  In SCALET F., Intervista: La V.I.A. nella normativa della Provincia Autonoma di Trento, op. cit.,  sul tema dell’efficacia giuridica degli atti di programmazione della Giunta riprende le parole comprese nelle considerazioni conclusive della delibera del Presidente dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, concernente l’incarico affidato al Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale per la redazione del progetto relativo allo sviluppo sostenibile del Trentino. Egli afferma che lo scopo del progetto per lo sviluppo sostenibile del Trentino dovrebbe essere quello di creare “uno strumento conoscitivo, volto a definire scientificamente gli orizzonti di sostenibilità ambientale dello sviluppo economico nella provincia , una sorta di matrice di analisi, propedeutica per l’assunzione di ogni altra decisione pubblica a carattere strategico”. E continua dicendo: “La validità di un progetto di sviluppo sostenibile riposa non tanto nel dispiegarsi di una sua efficacia giuridica, bensì sul riconoscimento di un suo ruolo di guida autorevole per i decisori, quanto più tale piano si caratterizzi in termini di analisi tecnico-scientifica. Il piano si pone come uno strumento informativo, conoscitivo, di programmazione, di qualità, a supporto delle decisioni dell’amministrazione provinciale e, non ultimo, di verifica della compatibilità e coerenza con i quadri strategici internazionali e comunitari”.

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