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In attesa della valutazione ambientale - page 35 / 69

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sottoscritto dagli stati alpini111 allo scopo di tutelare il proprio patrimonio naturale e culturale, ed anche per preservare la montagna da processi di spopolamento e di abbandono che, in alcuni casi, l’hanno caratterizzata in questi anni.  

Oggetto della Convenzione delle Alpi, la quale, tuttavia, potrà trovare una sua completa attuazione soltanto a seguito della completa definizione dei protocolli di attuazione che ne specificano in concreto le norme generali e del diffuso recepimento

111 La Convenzione delle Alpi è stata firmata a Salisburgo il 7 novembre 1991 da Italia, Francia, Principato di Monaco, Liechtenstein, Svizzera, Germania, Austria, Slovenia e Comunità Europea.  La CE vi partecipa in qualità si soggetto di diritto internazionale.  Così, ai sensi dell’art. 7 della Convenzione, intitolato “Delibere della Convenzione”, nella Conferenza delle Alpi, organo deliberante della Convenzione, ciascuna Parte contraente dispone di un voto. La Comunità Economica Europea esercita il diritto di voto nell’ambito delle proprie competenze, esprimendo un numero di voti corrispondente al numero dei suoi Stati membri che sono Parti contraenti della presente Convenzione; la Comunità Economica Europea invece non esercita il diritto di voto qualora i rispettivi Stati membri esercitino il proprio diritto di voto.  

Per taluni Stati aderenti alla Convenzione delle Alpi, in particolare, risultano interessate dagli obblighi e dalle opportunità offerte da tale accordo soltanto le unità amministrative appartenenti alla zona alpina.  Per la Germania, la regione di Bayern (Oberbayern, Rosenheim Krfr.Stadt, Tölz-Wolfratshausen, Berchtesgadener Land, Garmisch Partenkirchen, Miesbach, Rosenheim, Landkreis Traunstein, Weilheim-Schongau) e di Schwaben (Kaufbeuern Krfr. Stadt, Kempten (Allgäu) Krfr. Stadt, Lindau (Bodensee), Oberallgäu, Ostallgäu). Per l’Austria, la regione di Ostösterreich Burgenland e Niederösterreich, la regione di Südösterreich Kärnten e Steiermark, la regione di Westösterreich Oberösterreich, Salzburg, Tirol, e Vorarlberg.  Per la Francia, la zone di Centre-Est Méditerrané, con le Rhône-Alpes e le Provence-Alpes-Côte d’Azur.  Per l’Italia, la zona nord-occidentale, (Piemonte - Torino, Vercelli, Novara, Cuneo. Valle d’Aosta Valle, Liguria - Imperia, Savona), la Lombardia (Varese, Como, Sondrio, Bergamo, Brescia), e la zona nord-orientale (Trentino-Alto Adige, Veneto settentrionale, Friuli-Venezia Giulia).

dei loro contenuti da parte dei singoli stati112, è la cosiddetta “Regione delle Alpi113, consistente non solo in una comune catena di montagne, talvolta invalicabili per l’elevata altitudine e l’innevamento stagionale, ma in un ricco patrimonio di popoli, di culture e di risorse naturali, di biodiversità, che si sono stratificate nei millenni114.

Nella consapevolezza di come oggi la montagna e le zone alpine stiano attraversando una grave crisi di abbandono, soprattutto nei territori

112 Dopo la firma della Convenzione della Alpi, avvenuta il 7 novembre 1991, l’Italia  ha ratificato l’accordo il 14 ottobre 1999, con la legge 14 ottobre 1999, n. 403 (in GU  .n.  262 del 8 novembre 1999).  La Convenzione, in seguito, è entrata in vigore a partire dal 27 marzo 2000.  Negli altri paesi, la ratifica del documento e l’entrata in vigore del sistema ivi previsto è avvenuta precedentemente:  Austria (8 febbraio 1994 – 6 marzo 1995),  Svizzera (16 dicembre 1998, 28 aprile 1999), Germania (16 giugno 1994 - 6 marzo 1995),  Francia (30 novembre 1995 - 15 aprile 1996), Liechtenstein (21 aprile 1994 – 6 marzo 1995), Monaco (14 ottobre 1999 – non ancora in vigore), Slovenia (22 marzo 1995 – 22 agosto 1995), Comunità Europea (26 febbraio 1996, in GUCE L61/31-36 del 12 marzo 1996 – 14 aprile 1998).  

113 Nonostante l’indicazione di riferimento della Convenzione sia quella delle regioni alpine, è stabilito comunque all’art. 1 della stessa, che ciascuna parte contraente, all’atto del deposito del proprio strumento di ratifica o accettazione o approvazione, ovvero in qualsiasi momento successivo, possa, tramite una dichiarazione indirizzata alla Repubblica d’Austria in qualità di Depositario, estendere l’applicazione della Convenzione stessa ad ulteriori parti del proprio territorio, qualora ciò sia ritenuto necessario o comunque utile per l’attuazione delle sue disposizioni.

114 Le Alpi non hanno mai costituito una barriera fisica per i propri abitanti ma, al contrario, sono sempre state abitate, anche alle quote più elevate, da popoli che ne hanno saputo trarre e sviluppare, in modo del tutto compatibile con le esigenze ambientali, ogni fonte e risorsa essenziale, riuscendo spesso anche a superare gli ostacoli fisici della mobilità, valicando i passi alpini sin dai tempi storici più lontani (A tale proposito la figura più emblematica e rappresentativa è costituita da Otzi o Uomo di Similaun, che è morto proprio nello sforzo di valicare le montagne lungo strade percorse per secoli dalle popolazioni alpine.  Evidentemente quindi considerare le Alpi una barriera è solo frutto di una lettura errata del territorio). Allo stesso modo, le Alpi hanno costituito per secoli l’espressione del federalismo e dell’autonomia delle comunità ivi insediate. La conformazione geografica e la fierezza culturale delle popolazioni alpine hanno sempre favorito lo sviluppo storico e culturale sulle Alpi di alcune forme di autonomia amministrativa del tutto originali (si pensi, per esempio, alla Repubblica degli Escartones, che durò vari secoli fra le valli Varaita, Maira e la relativa zona francese), di talune nuclei di protesta sociale, o, comunque, espressione di idee avanzate per il periodo in cui si esprimevano.  Dai molteplici elementi storici e culturali presenti, emerge chiaramente come in tale contesto l’idea di autonomia e federalismo si coniughi strettamente al rispetto delle proposte altrui e soprattutto alla necessità di una pacifica convivenza fra i popoli spesso diversi per usi e tradizioni.

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