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In attesa della valutazione ambientale - page 38 / 69

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rapporto tra agire e non agire esposto in precedenza122.  

Le parti contraenti della Convenzione, in ottemperanza ai principi della prevenzione, della cooperazione e della responsabilità di chi causa danni ambientali123, si sono impegnate ad assicurare una politica globale per la conservazione e la protezione della regione alpina, che consideri in modo equo gli interessi di tutte le regioni coinvolte, utilizzando le risorse disponibili, in maniera da favorire uno sviluppo responsabile, sostenibile e durevole.  Per queste ragioni, viene intensificata e rafforzata, sul piano geografico e tematico, la cooperazione transfrontaliera e si è posto l’impegno ad  intraprendere nuove politiche orientate alla sostenibilità in alcuni settori

122 Osserva in merito CASANOVA L., La Convenzione delle Alpi: eppur si muove, in QuestoTrentino del 7 dicembre 2002: Circa dodici anni fa, quindi, i governi degli otto Stati che comprendono il territorio delle Alpi decidevano di investire politicamente in un’insieme di regole omogenee che potessero offrire risposte di sviluppo, sicurezza e protezione ambientale alle popolazioni residenti. Un obiettivo che sembrava utopia, che si scontrava con le difficoltà proprie del tema inerente le modalità con le quali conciliare lo sviluppo con la conservazione, rendere il progetto condiviso e partecipato dalle popolazioni locali, offrire una risposta alle molteplici diversità culturali e sociali presenti. Le Alpi presentano infatti notevoli diversità ambientali, logistiche, socio-economiche; vi sono zone interessate da eccessi di sviluppo e zone poverissime, vi sono parchi naturali ed aree irreversibilmente offese dai comportamenti umani, vi sono climi temperati, versanti che scivolano nei mari e, al tempo stesso, ghiacciai perenni, aree dove si è imposta la cultura metropolitana delle città ed aree, magari non distanti,  interessate  da un isolamento che ha radici secolari. Una scommessa incredibile quella avanzata nel non lontano 1991, una scommessa che andava investita e diluita lungo 1800 chilometri di montagne e vallate, estesa a 191.000 chilometri quadrati, che interessa 5.934 comuni, dei quali 1.764 nel nostro paese, che coinvolge oltre 13 milioni di abitanti di cui oltre 4 milioni di italiani”.  

123 Ai sensi dell’art. 2 della Convenzione, “Obblighi generali”.

ritenuti strategici e fondamentali124, in relazione ai

124 Si tratta dei settori contemplati dai protocolli di attuazione della Convenzione; essi, ai sensi dell’art. 2, comma 2, della Convenzione stessa, dovranno riguardare i seguenti ambiti:

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Popolazione e cultura”, al fine di rispettare, conservare e promuovere l’identità culturale e sociale delle popolazioni locali e di assicurarne le risorse vitali di base, in particolare gli insediamenti e lo sviluppo economico compatibili con l’ambiente, nonché di favorire la comprensione reciproca e le relazioni di collaborazione tra le popolazioni alpine ed extra-alpine.

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Pianificazione territoriale”, al fine di garantire l’utilizzazione razionale e lo sviluppo sano ed armonioso dell’intero territorio, tenendo in particolare considerazione i rischi naturali, la prevenzione di utilizzazioni eccessive o insufficienti, nonché il mantenimento o il ripristino di ambienti naturali, mediante l’identificazione e la valutazione complessiva delle esigenze di utilizzazione, la pianificazione integrata e a lungo termine e l’armonizzazione delle misure conseguenti.

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Salvaguardia della qualità dell’aria”, al fine di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e i loro effetti negativi nella regione alpina, nonché la trasmissione di sostanze inquinanti provenienti dall’esterno, ad un livello che non sia nocivo per l’uomo, la fauna e la flora.  

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Difesa del suolo”, al fine di ridurre il degrado quantitativo e qualitativo del suolo, in particolare impiegando tecniche di produzione agricola e forestale che rispettino il suolo, utilizzando in misura contenuta suoli e terreno, limitando l’erosione e l’impermeabilizzazione dei suoli.   

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Idro-economia”, al fine di conservare o di ristabilire la qualità naturale delle acque e dei sistemi idrici, in particolare salvaguardandone la qualità, realizzando opere idrauliche compatibili con la natura e sfruttando l’energia idrica in modo da tener parimenti conto degli interessi della popolazione locale e dell’interesse alla conservazione dell’ambiente.  

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Protezione della natura e tutela del paesaggio”, al fine di proteggere, di tutelare e, se necessario, di ripristinare l’ambiente naturale e il paesaggio, in modo da garantire stabilmente l’efficienza degli ecosistemi, la conservazione della flora e della fauna e dei loro habitat, la capacità rigenerativa e la continuità produttiva delle risorse naturali, nonché la diversità, l’unicità e la bellezza della natura e del paesaggio nel loro insieme.

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Agricoltura di montagna”, al fine di assicurare, nell’interesse della collettività, la gestione del paesaggio rurale tradizionale, nonché una agricoltura adeguata ai luoghi e in armonia con l’ambiente, e al fine di promuoverla tenendo conto delle condizioni economiche più difficoltose.

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Foreste montane”, al fine di conservare, rafforzare e ripristinare le funzioni della foresta, in particolare quella protettiva, migliorando la resistenza degli ecosistemi forestali, in particolare attuando una silvicoltura adeguata alla natura e impedendo utilizzazioni che possano danneggiare le foreste, tenendo conto delle condizioni economiche più difficoltose nella regione alpina.  

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Turismo e attività del tempo libero”, al fine di armonizzare le attività turistiche e del tempo libero con le esigenze ecologiche e sociali, limitando le attività che danneggino l’ambiente e stabilendo, in particolare, zone di rispetto.

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Trasporti”, al fine di ridurre gli effetti negativi e i rischi derivanti dal traffico interalpino e transalpino ad un livello che sia tollerabile per l’uomo, la fauna, la flora e il loro habitat, tra l’altro attuando un più consistente trasferimento su rotaia dei trasporti e in particolare del trasporto merci, soprattutto mediante la creazione di infrastrutture adeguate e di incentivi conformi al mercato, senza discriminazione sulla base della nazionalità.  

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Energia”, al fine di ottenere forme di produzione, distribuzione e utilizzazione dell’energia che rispettino la natura e il paesaggio, e di promuovere misure di risparmio energetico.  

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Economia dei rifiuti”, al fine di assicurare la raccolta, il riciclaggio e il trattamento dei rifiuti in maniera adeguata alle specifiche esigenze topografiche, geologiche e climatiche dell’area alpina, tenuto conto in particolare della prevenzione della produzione dei rifiuti.

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