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In attesa della valutazione ambientale - page 39 / 69

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quali la V.I.A. (ed ancor più la futura V.A.S.) rappresenta, o può rappresentare, la sede più idonea per la concretizzazione delle decisioni inerenti la più volte ricordata difficile scelta riguardante l’opportunità di agire o di non agire.   

Per ogni settore strategico, nell’intento di offrire precise linee di indirizzo, in molti casi piuttosto precise e vincolanti, le parti contraenti hanno elaborato e concluso dei protocolli, all’interno dei quali sono definiti con maggiore dettaglio le iniziative politiche, normative ed economiche finalizzate alla realizzazione di uno sviluppo autenticamente sostenibile delle aree alpine125.   Secondo quanto stabilito dall’art. 5 della Convenzione, i problemi di interesse comune delle parti contraenti e le esigenze provenienti dall’obiettivo della loro collaborazione, formano inoltre oggetto di sessioni a scadenze regolari della conferenza delle parti contraenti, la cosiddetta “Conferenza delle

125 Accanto a questo, ai sensi dell’art. 3 della Convenzione, nei settori ricordati saranno avviati altresì degli importanti  lavori di ricerca e valutazione scientifica, frutto della collaborazione congiunta delle diverse realtà aderenti, nell’intento di sviluppare programmi comuni od integrati di osservazione sistematica, nonché la relativa raccolta dati, necessaria per l’avanzamento di nuove politiche ambientali e di sviluppo in grado di misurare in tempo reale i loro effetti e risultati.  La collaborazione è estesa anche al campo giuridico, economico e tecnico, al fine di  agevolare e promuovere lo scambio di informazioni di natura giuridica, scientifica, economica e tecnica, rilevanti per la corretta ed efficace attuazione degli impegni assunti con la Convenzione.  Per queste ragioni, in particolare, le parti contraenti, al fine della massima considerazione delle esigenze transfrontaliere e regionali, si informano reciprocamente sui previsti provvedimenti di natura giuridica ed economica, dai quali possono derivare conseguenze specifiche per la regione alpina o parte di essa.  Le Parti contraenti inoltre collaborano con organizzazioni internazionali, governative o non governative, ove necessario per attuare in modo efficace gli impegni assunti con la Convenzione e con i Protocolli.  L’Organizzazione delle Nazioni Unite, le sue istituzioni specializzate, il Consiglio d’Europa, nonché ogni altro Stato europeo, a loro volta, possono partecipare in qualità di osservatori alle sessioni della Conferenza delle Alpi. Lo stesso vale per le Comunità transfrontaliere di enti territoriali delle Alpi. La Conferenza delle Alpi può inoltre ammettere come osservatori organizzazioni internazionali non governative che svolgano un’attività in materia.

Secondo un ulteriore impegno assunto dalle parti contraenti, esse provvedono in modo adeguato ad informare regolarmente l’opinione pubblica sui risultati delle ricerche e osservazioni, nonché sulle misure adottate, pur nel rispetto delle previste misure di tutela del segreto industriale e della riservatezza, proprie di ciascun Paese.

Alpi126, organizzazione permanente a funzione

126 Le sessioni ordinarie della Conferenza delle Alpi hanno luogo di norma ogni due anni presso la Parte contraente che detiene la presidenza. La presidenza e la sede si alternano dopo ogni sessione ordinaria della Conferenza delle Alpi. Entrambe sono stabilite dalla Conferenza stessa. La Parte contraente che ha la Presidenza propone di volta in volta l’ordine del giorno per la sessione della Conferenza delle Alpi. Ciascuna Parte contraente ha il diritto di far inserire punti ulteriori nell’ordine del giorno. Ha luogo, invece, una sessione straordinaria della Conferenza delle Alpi ogni qualvolta essa la deliberi oppure qualora, nel periodo tra due sessioni, un terzo delle Parti contraenti ne faccia domanda scritta presso la Parte contraente che esercita la presidenza.  Ai sensi dell’art. 7 della Convenzione, inoltre, la Conferenza delle Alpi delibera per consenso. Soltanto con riferimento ai compiti indicati alle lettere c, f e g dell’articolo 6, ossia per il regolamento interno della Conferenza medesima, per la presa d’atto delle informazioni e valutazioni scientifiche pervenute e per  la delibera o raccomandazione riguardanti le misure necessarie per la realizzazione degli obiettivi della Convenzione stessa, qualora risultino esauriti tutti i tentativi di raggiungere il consenso unanime degli aderenti, il presidente ne prende atto espressamente, e si delibera a maggioranza di tre quarti delle Parti contraenti presenti e votanti. Nella Conferenza delle Alpi ciascuna Parte contraente dispone di un voto. La Comunità Economica Europea esercita il diritto di voto nell’ambito delle proprie competenze, esprimendo un numero di voti corrispondente al numero dei suoi Stati membri che sono Parti contraenti della presente Convenzione; la Comunità Economica Europea non esercita il diritto di voto qualora i rispettivi Stati membri esercitino il proprio diritto di voto.  Per un approfondimento dei lavori e della documentazione prodotta dalla Conferenza, si consiglia la consultazione del sito web http://www.italiano.cipra.org, oppure la richiesta di materiale informativo (in particolare attraverso lo strumento della posta elettronica) presso CIPRA International, Im Bretscha 22, FL 9494 Schaan, Tel: 00423  237 40 30  Fax: 00423  237 40 3 e-mail: cipra@cipra.org .

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