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In attesa della valutazione ambientale - page 4 / 69

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più volte modificato in seguito6.   Un’analisi attenta deve infine porsi sui recenti decreti del presidente della Giunta provinciale, emanati in seguito alla delega contenuta nella legge provinciale 11 settembre 1998,

6 In BU del 17 febbraio 1987, n. 9. Per una versione aggiornata del Testo Unico, modificato ed integrato numerose volte, e da ultimo con una delibera della giunta provinciale (la n. 3386) del 30 dicembre 2002 che ne ha modificato il regime sanzionatorio, si suggerisce la consultazione della pagina web www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati .  Il testo unico disciplina una molteplicità di aspetti rilevanti; lo schema fondamentale del testo si compone infatti di:

Parte I - Norme per la tutela dell’aria e delle acque dall’inquinamento

Titolo I - Disposizioni generali (finalità della legge).  Titolo II - Emissioni in atmosfera (limiti di accettabilità delle emissioni,  requisiti di funzionalità e sicurezza degli impianti, regime di autorizzazione e denuncia dei nuovi impianti industriali). Titolo III - Disciplina degli scarichi (insediamenti produttivi e civili, esistenti o nuovi, smaltimento dei liquami di automezzi itineranti, scarichi nei laghi, scarichi dei rifugi alpini e dei rifugi escursionistici, scarichi sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee, scarichi in fognatura degli insediamenti produttivi,  scarichi occasionali, regime autorizzatorio).   Titolo IV - Disposizioni di coordinamento (strumenti urbanistici, concessioni edilizie ed autorizzazioni a lottizzare, adeguamento dei regolamenti locali per il sevizio di fognatura e di scarico).  Titolo V - Organizzazione degli interventi.  Titolo VI - Disposizioni finali e sanzionatorie. Titolo VII - Disposizioni finanziarie.   

Parte II – Piano provinciale di gestione e risanamento delle acque .

Parte III - Gestione dei rifiuti (recupero dei rifiuti, ripartizione delle competenze in materia di gestione dei rifiuti, piani di smaltimento dei rifiuti, localizzazione degli impianti e delle attività di gestione dei rifiuti, realizzazione di discariche ed impianti di smaltimento dei rifiuti urbani,  impianti a tecnologia complessa, raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti urbani, bonifica delle discariche esaurite, chiusura e bonifica delle discariche non controllate, bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati, smaltimento dei rifiuti solidi provenienti dai rifugi alpini,  veicoli a motore, rimorchi e simili, regime delle autorizzazioni e procedure).

Tabella A - Limiti di  accettabilità per le emissioni da impianti termici.  Tabella B - Limiti di accettabilità per le emissioni da ciascuna unità termica ad uso produttivo o misto o da ciascuna unità produttiva.  Tabella C - Limiti di accettabilità per le concentrazioni in gallerie stradali. Tabella D - Limiti di accettabilità in acque superficiali per gli scarichi da insediamenti produttivi.  Tabella E - Limiti di accettabilità per scarichi in acque superficiali da insediamenti civili previa depurazione biologica. Tabella F - Limiti di accettabilità per gli scarichi in acque superficiali, sul suolo e nel sottosuolo provenienti da insediamenti civili, previo  trattamento chimico-fisico.  Tabella G - Limiti di accettabilità per gli scarichi in fognatura da insediamenti produttivi.  Tabelle relative alla parte II (Tabella 1 - Impianti di depurazione biologica dei liquami di pubblica fognatura. Parametri e valori di progettazione ai fini dello scarico. Tabella 2 - Impianti di  sedimentazione meccanica delle pubbliche fognature. Tabella 3 - Impianti di  trattamento intermedio delle pubbliche fognature. Parametri e valori di progettazione ai fini dello scarico).

n. 107, in merito all’inquinamento elettromagnetico8, all’inquinamento acustico e alla gestione dei rifiuti9.   

Per quanto riguarda il caso specifico della V.I.A. applicata a determinate tipologie di intervento individuate dagli strumenti urbanistici generali o attuativi, l’art. 2, comma 7, della legge provinciale in esame stabilisce un rinvio alle disposizioni normative concernenti l’ordinamento urbanistico provinciale; in particolare, viene richiamato l’art. 31 della legge provinciale n. 22/199110, secondo il quale i comprensori ed i comuni possono deliberare di sottoporre a previa V.I.A. i rispettivi piani urbanistici generali o le loro varianti, i piani attuativi a fini generali o speciali ed i piani di recupero, relativamente a determinate tipologie di opere contenute in essi.  

Al di là di queste prime forme sperimentali e limitate di valutazione ambientale strategica applicate ai piani e ai programmi, urbanistici e di settore, è opportuno sottolineare come il quadro normativo provinciale in materia di V.I.A. si presenti11 particolarmente ricco ed articolato.  In riferimento ad esso, deve rilevarsi un fenomeno di sovrapposizioni legislative, talvolta rischioso, che induce alla necessità di richiedere particolari sforzi nella cosiddetta gestione delle coerenze”, in particolare per quanto riguarda i legami tra la V.I.A., le normative di settore ed il quadro territoriale complessivo, e per quanto concerne la verifica ed il controllo continuo degli

7 La legge 11 settembre 1998, n. 10, “Misure collegate con l’assestamento del bilancio per l’anno 1998” (in BU 15 settembre 1998, n. 38), al capo XV (articoli da 58 a 61) , ha stabilito una serie di deleghe alla Giunta affinché fosse garantito un adeguamento della normativa provinciale alle novità provenienti dal diritto nazionale e comunitario in materia di gestione dei rifiuti (si ricordi che nel 1997 era stato emanato il Decreto Ronchi), di tutela delle acque e di gestione delle acque pubbliche,  di inquinamento acustico, di inquinamento elettromagnetico.   

8 D.P.G.P. 29 giugno 2000, n. 13-31/Leg, Disposizioni concernenti la protezione dall’esposizione da campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, in BU del 18 luglio 2000, n. 30.

9 D.P.G.P. 26 novembre 1998, n. 38-110/Leg, Gestione dei rifiuti, bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati, e norme in materia di inquinamento acustico, in BU  del 2 febbraio 1999, n. 7.

10 Si tratta della già menzionata legge provinciale dedicata all’ordinamento urbanistico provinciale e alla tutela del territorio. Nella procedura di valutazione di impatto ambientale dei piani urbanistici, prevista dall’art. 31 della legge, sono coinvolti la Commissione urbanistica provinciale, il Comitato provinciale per l’ambiente, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e, ovviamente, la Giunta provinciale, che ha il compito di approvare i piani adottati dai Comuni e dai Comprensori, deliberando contestualmente in merito alle valutazioni dell’impatto sui singoli progetti ivi contenuti.

11 L’opinione è di FEDEL P., La valutazione di impatto ambientale in provincia di Trento: un primo bilancio di una applicazione concreta, op. cit., p. 8.

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