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In attesa della valutazione ambientale - page 43 / 69

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novembre 2002, la Camera, dopo un lungo iter consultivo effettuato dalle Commissioni parlamentari, ha approvato in prima lettura tutti i protocolli133 con un voto che ha raccolto diffusi consensi134.  

5.2    I protocolli di esecuzione della Convenzione delle Alpi: linee guida per la valutazione giuridica e politica degli interventi sul territorio.

Impegno fondamentale, contenuto in ogni protocollo, quale orientamento generale di ogni politica tesa a promuovere lo sviluppo sostenibile dell’area alpina, nella convinzione che la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico, è quello per il quale ciascuna parte contraente è tenuta a stabilire, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione ed alla cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione delle diverse politiche aventi la medesima finalità.  

Le esigenze di integrazione degli obiettivi di sostenibilità nelle differenti politiche, infatti, nel sottolineare e valorizzare un approccio alle problematiche ambientali quanto meno settoriale possibile, sono poste in evidenza in tutti i protocolli

133 Ossia, precisamente:

-

Protocollo “Protezione della natura e del Paesaggio”  (firmato dall’Italia il 20 dicembre 1994).

-

Protocollo “Agricoltura di Montagna(firmato dall’Italia il 20 dicembre 1994).

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Protocollo “Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile” (firmato dall’Italia il 20 dicembre 1994).

-

Protocollo “Foreste Montane”  (firmato dall’Italia il 27 febbraio 1996).

-

Protocollo “Turismo”  (firmato dall’Italia l’8 febbraio 2001).

-

Protocollo “Energia”  (firmato dall’Italia l’8 febbraio 2001).

-

Protocollo “Difesa del Suolo”  (firmato dall’Italia il 31 ottobre 2000).

-

Protocollo “Trasporti”  (firmato dall’Italia il 31 ottobre 2000).

-

Protocollo per la “Composizione delle controversie”  (firmato dall’Italia il 31 ottobre 2000).

Consultabili alla pagina web www.alpenkonvention.org/page3_it.htm .

134 Il progetto di legge, il n. C-2381, ha raccolto 363 sì, 6 no, e 12 astenuti; il 26 novembre 2002, lo stesso passa al Senato, dove gli viene assegnato il numero S-1842 .

Per una consultazione del testo, ovvero per seguire il futuro iter parlamentare del pdl al Senato si veda http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/AccessoSenato/TrovaScheda.asp?numero=1842.

esecutivi della Convenzione delle Alpi, in linea con un principio di diritto comunitario fondamentale, per il quale le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche comunitarie135.  Un primo esempio: in linea con tale premessa, si dispone che le parti contraenti si impegnino a considerare gli obiettivi stabiliti in materia di turismo anche nelle altre loro politiche, in particolare nei settori della pianificazione territoriale, dei trasporti, dell’agricoltura, dell’economia forestale, della tutela dell’ambiente e della natura, nonché per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico ed energetico, per ridurne gli eventuali effetti negativi o contraddittori.  

Allo stesso modo in materia di tutela del patrimonio forestale, politica di carattere strategico per la difesa dell’area alpina, vengono poste in evidenza le interrelazioni con le politiche riguardanti i settori dell’inquinamento atmosferico, che si intende ridurre gradualmente ad un livello non dannoso per gli ecosistemi forestali, con le esigenze del pascolo boschivo, la cui salvaguardia tuttavia è posta in secondo piano rispetto a quella delle foreste montane136, con le esigenze provenienti dai cosiddetti utilizzi a scopo ricreativo delle medesime137, con le politiche di promozione degli impieghi del legno proveniente da foreste coltivate in modo sostenibile138 e con le politiche preventive del rischio di incendi boschivi.  

Un ulteriore esempio interessante, in relazione alle esigenze di integrazione delle differenti politiche, viene dalle disposizioni contenute nel protocollo dedicato alla cosiddetta “difesa del suolo”.  Secondo quanto stabilito in tale accordo, le parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi relativi alla difesa del suolo anche in quelle riguardanti  l’assetto del territorio, gli insediamenti ed i trasporti, il settore energetico, l’agricoltura e l’economia forestale, l’estrazione di materie prime, l’industria, l’artigianato,

135 Stabilito dall’art. 174 del Trattato della Comunità europea.  Per una breve ed aggiornata descrizione di tale principio e per alcuni richiami bibliografici, si veda KRAMER L., Manuale di diritto comunitario per l’ambiente, Milano, Giuffré, 2002, p.  89 ss.

136 Si stabilisce infatti che il pascolo boschivo venga contenuto o, se necessario, del tutto soppresso, in misura tale da permettere la rinnovazione di foreste adatte ai siti, la prevenzione di danni al suolo e soprattutto la salvaguardia della funzione protettiva del bosco.

137 L’uso delle foreste montane a scopi ricreativi viene gestito e, dove necessario, contenuto in modo tale da non pregiudicare la conservazione e la  rinnovazione delle foreste montane, tenendo conto delle esigenze degli ecosistemi forestali.

138 Considerata l’importanza di un utilizzo sostenibile del legno per l’economia nazionale e la cura stessa delle foreste.

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