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In attesa della valutazione ambientale - page 44 / 69

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il turismo, la protezione della natura e la tutela del paesaggio, la gestione delle acque e dei rifiuti, nonché la salvaguardia della qualità dell’aria.  

Considerazioni analoghe possono esporsi per quanto concerne le politiche di tutela della natura e del paesaggio.   In relazione ad esse, le parti contraenti si impegnano a valutarne le interrelazioni presenti con le politiche di pianificazione territoriale, l’urbanistica, la salvaguardia della qualità dell’aria, la difesa del suolo, la salvaguardia degli equilibri idrici e della qualità delle acque, il turismo, l’economia agricola e forestale, le politiche dei trasporti e dell’energia, l’industria, l’artigianato, e la gestione dei rifiuti.  

Le indicazioni sulla necessità di integrazione tra le politiche di diverso ambito aventi la stessa finalità essenziale dello sviluppo sostenibile e quelle precedenti riguardanti la volontà di modulare le strategie di sviluppo ed ambientali nella direzione della più ampia partecipazione e trasparenza configurano nel loro insieme una cornice giuridica, culturale ed etica quanto mai opportuna e rilevante nella trattazione di un istituto come la valutazione dell’impatto ambientale, che, come si è più volte sottolineato, è chiamata a concretizzare una visione di sintesi e di equilibrio tra opposte esigenze ed interessi, attraversi l’unione di istanze valutative di carattere puramente tecnico-scientifico con istanze discrezionali, appartenenti alla sfera della valutazione politica, socio-economica.   

La considerazione preventiva degli obiettivi ambientali nell’elaborazione delle politiche e dei singoli progetti, infatti, si concretizza proprio nella necessaria attivazione delle procedure di valutazione dell’impatto e di valutazione ambientale strategica139, oltre che di altri strumenti di tipo volontario, quali, fra tutti, l’eco-gestione140, la produzione di prodotti eco-

139 Secondo l’orientamento prevalente dei commentatori (opinione emersa, ad esempio, nel corso del Seminario “Dalla V.I.A. alla V.A.S.”, organizzato da TuttoAmbiente a Piacenza, il 31 gennaio 2003), con l’introduzione definitiva della cosiddetta V.A.S., il sistema delle valutazioni preventive degli effetti di determinati interventi sull’ambiente si strutturerà attorno ad una duplice valutazione, in tempi differenti: la V.A.S. agirà per orientare alla sostenibilità ambientale le grandi opzioni politico-programmatiche, in sede di pianificazione e programmazione delle scelte economiche, di sviluppo e di assetto territoriale ed urbanistico, mentre la V.I.A. sarà applicata, probabilmente con compiti più ristretti, ossia più mirati all’analisi del dettaglio progettuale, ai singoli progetti, elaborati sulla base di una strategia complessiva già sottoposta a previa V.A.S. in precedenza.

140 Il riferimento è alla normativa volontaria in materia di adesione volontaria delle organizzazioni ai sistemi di eco-gestione ed eco-audit, la certificazione EMAS, di cui al regolamento comunitario 19 marzo 2001, n. 761, in GUCE L-247 del 17 settembre 2001.

compatibili di qualità141, o l’attivazione di impegni di carattere generale finalizzati a rendere sostenibile l’intera gestione politico-amministrativa di una comunità locale nel suo complesso142.  

Volendo in questa sede trattare specificamente della V.I.A. così come disciplinata dalla normativa della Provincia Autonoma di Trento, pare opportuno sottolineare come gli impegni per la sostenibilità ambientale delle future politiche elaborate dagli enti territoriali appartenenti all’area alpina, contenuti e specificati nei singoli protocolli esecutivi della Convenzione delle Alpi, in ragione della loro stretta connessione con le finalità dell’istituto di V.I.A. medesimo,  siano determinanti per comprendere le modalità con le quali la Giunta provinciale, organo preposto al rilascio del giudizio di compatibilità ambientale, possa concretamente decidere.   

L’insieme delle indicazioni provenienti dai protocolli ricordati è suscettibile di costituire una cornice normativa di riferimento essenziale per qualsiasi nuova iniziativa di sviluppo, riguardante

141 Il riferimento è alla normativa comunitaria in materia di marchio di qualità ecologica, ECOLABEL, di cui al regolamento comunitario 17 luglio 2000, n. 1980, in GUCE L-237 del 21 settembre 2000.

142 Il riferimento è in generale alla rete di impegni per la sostenibilità promossi da “Agenda XXI” (per un approfondimento si rimanda alle numerose informazioni consultabili sul sito web ufficiale www.a21italy.org) e a tutte le innumerevoli iniziative promosse in questi anni dagli enti locali, dalle associazioni e dalle aziende private, spesso co-finanziate attraverso contributi erogati dalla Comunità europea (per una panoramica delle iniziative, si veda il sito del Ministero dell’Ambiente, nelle pagine dedicate ad esse: www.minambiente.it/SVS).

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