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In attesa della valutazione ambientale - page 45 / 69

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il territorio provinciale143; per tali motivi, ritenendo prioritario valorizzare la peculiare vocazione della V.I.A. ad assumere il ruolo di strumento di governo del territorio,  si ritiene opportuno, pur in sintesi, ripercorrere i contenuti fondamentali dei protocolli esecutivi della Convenzione delle Alpi.  

5.2.1  Il protocollo per una pianificazione territoriale ed uno sviluppo sostenibile dell’economia alpina144.

143 Nonostante i protocolli non siano ancora stati ratificati dalla Repubblica italiana, l’avvenuta ratifica della Convenzione delle Alpi in generale, la ratifica dei protocolli da parte dell’Austria e, soprattutto, il tessuto culturale e sociale trentino, che ormai percepisce gli impegni e gli obiettivi contenuti nei protocolli come fossero del tutto vigenti, impedisce di fatto l’elaborazione di nuove politiche di sviluppo incoerenti con gli stessi. Questo avviene, in particolare, nel settore delle infrastrutture, per il quale si segnala l’ormai “storico” dibattito promosso dai sostenitori dell’ampliamento dell’autostrada del Brennero (terza corsia) e della costruzione della autostrada della Valdastico nel Trentino sud-orientale, capaci di  unire e mobilitare le comunità locali, le associazioni e, spesso, il mondo accademico nella difesa del patrimonio ambientale, ricordando gli impegni assunti con la Convenzione delle Alpi, per la quale, come si vedrà,  non può ritenersi sostenibile (ed è quindi vietata) in alcun modo la costruzione di nuove direttrici di trasporto veicolare di grande comunicazione lungo l’asse alpino del Brennero (sono ammesse solo le vie di comunicazione per il trasporto ferroviario).  Le stesse considerazioni possono proporsi nel settore dello sviluppo degli impianti sciistici, per il quale si segnala la delicata questione connessa ai nuovi impianti della Val Jumela, in via di autorizzazione nonostante un parere dell’Unione Organizzativa per la V.I.A. dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente di segno negativo.  Per un approfondimento di questi e di altri temi, si consiglia la consultazione degli archivi contenuti in www.ambientetrentino.it e in www.questotrentino.it; per una ricostruzione giornalistica del dibattito ricordato, invece, si vedano gli archivi on-line dei quotidiani locali: www.ladige.it e www.altoadige.it .

144 Secondo l’allegato A al regolamento esecutivo della legge provinciale n. 28/1988 in materia di V.I.A.,  per questa categoria, fanno parte dei progetti da sottoporre a procedura di screening: i progetti di sviluppo di zone industriali o produttive (con superfici superiori a 28 ettari); i progetti di riassetto urbano, costruzione di centri commerciali e parcheggi; sviluppo di aree urbane nuove o in espansione (superfici superiori a 28 ettari); sviluppo all’interno di aree urbane esistenti (superfici superiori a 7 ettari); interporti, parcheggi, ospedali, centri fieristici, mercati all’ingrosso, impianti sportivi (con superfici superiori a 2 ettari o volume edificato superiore a 40000 metri cubi); grandi strutture di vendita al dettaglio, compresi i centri commerciali al dettaglio (con superfici di vendita superiori a 1500 metri quadrati).

Muovendo da talune premesse fondamentali145 per le quali si ritiene oggi necessaria una particolare attenzione alle strette interrelazioni tra le attività dell’uomo, soprattutto in campo agricolo e forestale, e la salvaguardia degli ecosistemi, che rendono il territorio alpino estremamente sensibile ai mutamenti delle condizioni in cui si esplicano le attività socio-economiche e richiedono misure adeguate e diversificate, d’intesa con la popolazione locale, con i rappresentanti politici e con gli operatori economici e le associazioni, le nuove politiche di pianificazione territoriale, orientate in modo da ridurre le disparità e rafforzare la solidarietà, debbono progressivamente saper svolgere la loro funzione preventiva, considerando in modo più incisivo e determinante le esigenze ambientali.  Si tratta di rendersi  coscienti che la protezione dell’ambiente, la promozione sociale e culturale e lo sviluppo economico del territorio alpino costituiscono obiettivi integrati, connessi, di pari importanza, per i quali occorre ricercare un equilibrio adeguato e durevole146.  

145 Il territorio alpino rappresenta un’area di importanza europea, costituisce un ricco patrimonio specifico e diversificato, per formazione geomorfologica, clima, acque, vegetazione e fauna, paesaggio e cultura; l’alta montagna, le valli alpine e le zone prealpine costituiscono delle unità ambientali la cui conservazione, che peraltro non può e non deve interessare soltanto gli Stati alpini, coinvolge molteplici diverse funzioni di interesse generale, in particolare come spazio turistico e ricreativo, nonché come sede di importanti e strategiche vie di comunicazione europea. Accanto a ciò, tuttavia, occorre considerare i limiti naturali del territorio in esame e la sensibilità degli ecosistemi in esso compresi, i quali pongono delicati problemi di compatibilità con l’incremento della popolazione residente, nonché con il sensibile aumento del fabbisogno di superfici necessarie alle predette funzioni, con conseguenti rischi per l’equilibrio ecologico del territorio alpino.  Questo fabbisogno, inoltre, non è diffuso uniformemente, ma si concentra in singole zone, mentre altre sono al contrario colpite dalla carenza di attività e dall’ esodo rurale.  

146 A tal fine, molti problemi del territorio alpino possono essere risolti nel modo migliore dagli stessi enti territoriali direttamente interessati, così come attraverso una nuova  cooperazione transfrontaliera tra stessi, in funzione di uno sviluppo armonico ed integrato. Le svantaggiate condizioni naturali di produzione, soprattutto nel settore agricolo e forestale, possono infatti mettere in dubbio le basi economiche della popolazione locale e possono compromettere il territorio alpino come spazio di vita e ricreativo; per queste ragioni si va diffondendo la consapevolezza che la messa a disposizione del territorio alpino sia come area che svolge funzioni di interesse generale, in particolare funzioni protettive e legate all’equilibrio ecologico, sia come area turistica e ricreativa, può giustificare misure di sostegno adeguate.

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