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In attesa della valutazione ambientale - page 46 / 69

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Il Protocollo dedicato alla cosiddetta pianificazione territoriale sostenibile”, siglato a Chambéry il 20 dicembre 1994, si pone le finalità essenziali di riconoscere le esigenze specifiche del territorio alpino nel quadro delle politiche nazionali e europee, di armonizzare l’uso del territorio con le esigenze e con gli obiettivi ecologici,  di gestire le risorse ed il territorio in modo parsimonioso e compatibile con l’ambiente, di riconoscere gli interessi specifici della popolazione alpina mediante un impegno rivolto ad assicurare e favorire nel tempo le basi del suo sviluppo economico147, assicurando contemporaneamente il rispetto delle identità regionali e delle peculiarità culturali presenti148.  

Ai sensi dell’art. 3 del protocollo in esame149, si dispone che, nell’intento di perseguire un’armonizzazione tempestiva degli interessi economici con le esigenze di protezione dell’ambiente, le nuove politiche di pianificazione territoriale e di sviluppo sostenibile debbano prestare particolare attenzione alla salvaguardia ed al ripristino degli equilibri ecologici, alle esigenze provenienti dall’obiettivo di una tutela efficace della biodiversità delle regioni alpine, alla salvaguardia ed alla gestione della diversità dei siti e dei paesaggi naturali e rurali, nonché dei siti urbani di valore,  all’uso parsimonioso e compatibile con l’ambiente delle risorse naturali150.  

147 Oltre che a favorire le pari opportunità della popolazione locale nello sviluppo sociale, culturale e economico, nel rispetto delle competenze territoriali, considerando nel modo opportuno gli svantaggi naturali, le prestazioni d’interesse generale, le limitazioni dell’uso delle risorse ed il costo per l’uso delle stesse, apprezzandone conseguentemente il loro valore reale.

148 Conformemente a tali obiettivi di pianificazione territoriale e sviluppo sostenibili, le parti contraenti hanno convenuto di creare nuove condizioni generali, in grado di favorire un rafforzamento della capacità di agire degli enti territoriali direttamente coinvolti, conformemente al principio di sussidiarietà e la realizzazione di strategie regionali specifiche,  e le relative strutture;  occorre assicurare una nuova rete di solidarietà tra gli enti territoriali medesimi mediante misure efficaci che permettano anche di adottare, nei casi di limitazione dell’uso delle risorse naturali e in presenza di condizioni svantaggiate riconosciute per le attività economiche nel territorio alpino, le misure di sostegno necessarie a mantenere tali attività a condizione che tali misure siano compatibili con l’ambiente, incoraggiando altresì un’armonizzazione delle politiche di pianificazione territoriale, di sviluppo e di protezione mediante la cooperazione internazionale.

149 Significativamente intitolato “Criteri di protezione ambientale nelle politiche di pianificazione territoriale e di sviluppo sostenibile”.

150 In particolare: suolo, aria, acque, flora e fauna, energia.

Al contempo, si definiscono nuovi impegni per una maggiore attenzione verso la tutela degli ecosistemi, delle specie e degli elementi paesaggistici rari, per il ripristino di ambienti naturali ed urbanizzati degradati, per la protezione contro i rischi naturali e per la realizzazione di costruzioni ed impianti necessari allo sviluppo, in modo compatibile con l’ambiente ed il paesaggio e nel rispetto delle peculiarità culturali delle regioni alpine151.  Essenziale è l’istituzione o il miglioramento degli strumenti di coordinamento e valutazione delle politiche settoriali, al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio alpino e delle sue regioni, che sappia altresì prevenire i rischi connessi all’instaurazione delle cosiddette “mono-economie152, promuovendo una diversificazione delle attività economiche.  

Tra le misure specifiche promosse, debbono considerarsi i cosiddetti “piani e programmi territoriali e di sviluppo sostenibile153, attraverso i quali, nel quadro delle leggi e dei regolamenti vigenti negli ordinamenti considerati e garantendo la più ampia partecipazione degli enti territoriali competenti e confinanti, vengono elaborati gli indirizzi di sviluppo ritenuti più idonei in riferimento al livello territoriale ed alle condizioni specifiche considerate.  In particolare, dovranno essere attuate nuove politiche di sviluppo economico regionale, in grado di assicurare alla popolazione locale un’offerta di lavoro soddisfacente, la disponibilità di beni e servizi necessari ad uno sviluppo economico, sociale e culturale,  che favorisca la diversificazione economica al fine di rimuovere le carenze strutturali presenti e garantire pari opportunità tra differenti contesti in competizione sul mercato.  

151 Secondo quanto stabilito nel protocollo, un aspetto essenziale per una pianificazione del territorio autenticamente sostenibile, come già ricordato, è la considerazione integrata di queste finalità nelle altre politiche ed in particolare nel settore dello sviluppo regionale, dell’urbanistica, dei trasporti, del turismo, dell’economia agricola e forestale, della protezione dell’ambiente, nonché dell’approvvigionamento, soprattutto di acqua e energia, anche allo scopo di ridurre gli eventuali effetti negativi, imprevisti o contraddittori.

152 Il riferimento è al rischio di creare, nell’intento di sviluppare un’efficace rete di protezione dell’ambiente, un tessuto economico e produttivo mono-tematico, ossia legato ad una sola prevalente attività.  Rischio che nasce nel momento in cui il mercato o le condizioni ambientali non permettono più a tale attività di svilupparsi o addirittura di sopravvivere.

153 Ex art. 8 del Protocollo in esame.

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