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In attesa della valutazione ambientale - page 47 / 69

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Un’attenzione specifica dovrà essere rivolta alle cosiddette “aree rurali”, localizzando le aree con i terreni più adatti all’agricoltura, all’economia forestale ed alla pastorizia, definendo le opportune misure per il mantenimento e lo sviluppo di tali attività nei contesti di montagna.  Inoltre, dovranno essere conservati e risanati i territori di più rilevante valore ecologico e culturale; si dovranno determinare le aree e gli impianti necessari alle attività del tempo libero nel rispetto degli altri usi del suolo, oltre che le zone esposte a rischi naturali, dove debbono evitarsi nuove realizzazioni di costruzioni ed impianti.  Nei contesti alpini, dovranno essere delimitate adeguatamente, secondo indirizzi di contenimento dell’estensione edificabile, le cosiddette “aree urbanizzabili”, definendo gli opportuni indirizzi in relazione ai terreni necessari alle attività economiche e culturali, ai servizi di approvvigionamento, nonché alle attività del tempo libero154.

Nei nuovi indirizzi per una pianificazione territoriale sostenibile delle aree appartenenti alla regione alpina, dovrà essere dedicata un’attenzione particolare al tema della protezione della natura e del paesaggio, favorendone la delimitazione di aree, la tutela dei corsi d’acqua e delle altre risorse naturali vitali, la delimitazione delle cosiddette “zone di quiete” e di zone in cui sono limitate o vietate la costruzione di nuovi edifici ed infrastrutture, nonché altre attività dannose.  Per quanto riguarda il delicato tema dei trasporti, si stabilisce siano adottate nuove misure atte a migliorare i collegamenti regionali e sopraregionali, a favorire l’uso dei mezzi di trasporto compatibili con l’ambiente, a rafforzare il coordinamento e la cooperazione tra i diversi mezzi di trasporto, a contenere il traffico, in particolare quello motorizzato, migliorando l’offerta di trasporto pubblico per la popolazione locale e per gli ospiti.

154 Un’attenzione particolare, secondo il contenuto del Protocollo in esame, dovrà essere posta attorno al delicato tema delle seconde abitazioni, di un’urbanizzazione indirizzata e concentrata attorno agli assi serviti dalle infrastrutture di trasporti e in continuità con le costruzioni esistenti, favorendo la conservazione dei siti urbani caratteristici ed il recupero del patrimonio architettonico esistente.  

Ai sensi dell’art. 10 del protocollo è quindi stabilito che gli enti competenti realizzino tutte le condizioni necessarie affinché siano posti preventivamente in esame gli effetti diretti e indiretti dei progetti, sia pubblici che privati, suscettibili di compromettere in misura rilevante e duratura la natura, il paesaggio, il patrimonio architettonico e il territorio. Tale esame, il cui risultato dovrà obbligatoriamente essere considerato nelle decisioni relative all’autorizzazione o alla realizzazione dei progetti, si richiama espressamente alle metodologie proprie della V.I.A. e della V.A.S.  Esso sarà tenuto a considerare le condizioni di vita della popolazione locale e i suoi interessi, in relazione alla necessità che venga per essa garantito uno sviluppo economico, sociale e culturale di tipo eco-compatibile.

5.2.2     Il protocollo sul turismo nella regione alpina155.

155 Fermo restando che nei progetti complessivi di sviluppo turistico di un’area rientrano spesso una molteplicità di singoli progetti di diversa tipologia (tra i quali in primis i progetti di infrastrutturazione), il punto n. 12 dell’allegato A al regolamento esecutivo della legge provinciale n. 28/1988 in materia di V.I.A., dedicato alla tipologia di progetti “Turismo e svaghi”, è specificamente dedicato a: piste da sci e loro opere accessorie (con lunghezza superiore a 2 km o superficie superiore a 5 ettari); impianti di risalita, funivie stabili bifuni e strutture connesse (escluse le sciovie e le monofuni a collegamento permanente aventi lunghezza inclinata non superiore a 500 metri); campeggi e villaggi turistici (di superficie superiore a 3,5 ettari), centri turistici residenziali ed esercizi alberghieri (con oltre 210 posti letto o volume edificato oltre i 17500 metri cubi o superficie occupata superiore a 14 ettari), esclusi quelli ricadenti nei centri abitati, sottoposti alle prescrizioni urbanistiche del PRG comunale e del Piano Urbanistico Provinciale; nuovi rifugi alpini al di sopra dei 1600 metri, esclusi gli ampliamenti e le modifiche degli esistenti; parchi tematici (di superficie superiore a 5 ettari).  

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