X hits on this document

Word document

In attesa della valutazione ambientale - page 48 / 69

170 views

0 shares

0 downloads

0 comments

48 / 69

Considerata quale premessa fondamentale che la nostra civiltà urbana sviluppa una crescente esigenza di turismo e di attività ricreative diversificate e che le Alpi costituiscono uno dei più vasti spazi turistici d’Europa, grazie alla ricchezza dei loro paesaggi ed alla diversità delle condizioni ecologiche in esse presenti, il protocollo esecutivo degli impegni delineati con la Convenzione delle Alpi in materia di sviluppo del turismo, sottolineando l’esigenza di situare tali problematiche in un contesto più ampio rispetto a quello nazionale e considerando che il turismo alpino contribuisce in modo determinante ai risultati economici del territorio alpino ed alla permanenza della popolazione locale stessa nelle regioni considerate, definisce gli indirizzi e i vincoli fondamentali per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile del settore, in grado di garantire una migliore armonia tra turismo ed ambiente156.  

Compito delle organizzazioni turistiche di categoria e degli enti territoriali dell’area alpina è quindi quello di creare, in un quadro concertato, gli strumenti idonei a migliorare la qualità delle proprie strutture produttive e recettive, favorendo nel modo più efficace possibile un approccio di valutazione preventiva degli effetti ambientali di determinati interventi.  

156 Si tratta di un interesse sempre più marcato anche da parte della clientela, che desidera sia conservata nella sua integrità la bellezza naturale dei siti (nell’area alpina i limiti di adattamento degli ecosistemi di ogni sito vanno tenuti nella massima considerazione e vanno valutati in funzione della propria specificità, coscienti del fatto che il patrimonio naturale e culturale, così come i paesaggi, costituiscono delle basi essenziali del turismo alpino), sia nelle stagioni invernali, sia in estate, spingendo molti amministratori locali a migliorare la qualità della ricettività tutelando l’ambiente. Le diversità naturali, culturali, economiche ed istituzionali che caratterizzano gli Stati alpini hanno dato origine a sviluppi autonomi ed a una molteplicità di offerte turistiche che, lungi dal creare uniformità a livello internazionale, dovrebbero costituire fonti di attività turistiche diversificate e complementari.  Coscienti del fatto che si rende necessario uno sviluppo sostenibile dell’economia turistica basato sulla valorizzazione del patrimonio naturale e sulla qualità delle prestazioni e dei servizi, occorre quindi incentivare i turisti a rispettare la natura, favorendo la comprensione delle popolazioni che abitano e lavorano nelle regioni frequentate e creando le migliori condizioni per una effettiva scoperta della natura dell’area in tutta la sua diversità.  

A questo fine, il protocollo sul turismo prevede alcune “misure specifiche”, riguardanti, in particolare, una nuova pianificazione dell’offerta, che miri a favorire uno sviluppo turistico sostenibile rispettoso dell’ambiente157, la definizione di alcuni orientamenti vincolanti per lo sviluppo turistico che tengano conto delle esigenze di protezione della natura e di salvaguardia del paesaggio158 ed una politica di ricerca permanente e sistematica della qualità dell’offerta turistica sull’insieme del territorio alpino, che consideri le nuove tecniche eco-compatibili inerenti l’urbanistica e l’architettura, sia per le costruzioni nuove che per un recupero dell’esistente, da ritenersi prioritario, dei vecchi paesi, dei centri rurali.  Occorre inoltre favorire la sostenibilità ambientale delle nuove strutture alberghiere e dell’offerta di servizi turistici159, l’adozione di misure di pianificazione, controllo e limitazione dei trasporti160 e dei flussi turistici, in particolare nelle aree protette161, organizzando la distribuzione ed il soggiorno dei turisti in modo da garantire la preservazione di questi siti162.

157 A questo fine è necessario favorire l’elaborazione e la realizzazione di  linee guida, di programmi di sviluppo, di piani settoriali, promossi dalle istanze competenti al  livello più appropriato, che tengano conto degli obiettivi ricordati. Tali provvedimenti consentiranno infatti di valutare e di comparare i vantaggi e gli inconvenienti  degli sviluppi previsti, in particolare delle conseguenze socio-economiche per le popolazioni locali, delle conseguenze per i suoli, l’acqua, l’aria, l’equilibrio naturale e i paesaggi, tenendo  conto dei dati ecologici specifici, delle risorse naturali e dei limiti di adattamento degli  ecosistemi.

158 Orientamenti che devono impegnare gli enti competenti a promuovere, nella misura possibile, solamente quei progetti che rispettano il paesaggio e sono compatibili con l’ambiente. Occorre, in altre parole, perseguire una politica che rafforzi la competitività di un turismo alpino a contatto con la natura, privilegiando i provvedimenti a favore dell’innovazione e della diversificazione dell’offerta.  Nelle zone fortemente interessate dai flussi turistici deve essere perseguito un rapporto equilibrato tra forme di turismo intensivo ed estensivo, per cui, ove venissero presi provvedimenti di incentivazione, per il turismo intensivo, si renderebbe prioritario l’adattamento delle strutture e degli impianti turistici esistenti alle esigenze ecologiche e lo sviluppo di nuove strutture conformi agli obiettivi del presente Protocollo, mentre per il turismo estensivo, il mantenimento o lo sviluppo di un’offerta turistica prossima  alle condizioni naturali, che rispetti l’ambiente e valorizzi il  patrimonio naturale e culturale delle regioni turistiche interessate.

159 Una politica alberghiera che tenga conto della scarsità dello spazio disponibile, privilegiando la ricettività commerciale, il recupero e l’uso degli edifici esistenti, modernizzando e migliorando la qualità dei medesimi.  Per gli impianti di risalita, si conviene di attuare, nell’ambito delle procedure nazionali di autorizzazione degli stessi, al di là delle esigenze economiche e di sicurezza, una politica che risponda alle esigenze ecologiche e paesaggistiche. Nuove autorizzazioni all’ esercizio e concessioni di impianti di risalita saranno condizionate allo smontaggio e alla rimozione degli impianti di risalita fuori esercizio e alla “rinaturalizzazione” delle superfici inutilizzate con priorità alle specie vegetali di origine locale.  Medesimo approccio per le piste da sci, la cui realizzazione e  manutenzione debbono integrarsi nel miglior modo possibile all’interno del paesaggio, rispettando gli equilibri naturali e la sensibilità dei biotopi. Le modifiche del terreno vanno limitate il più possibile e, se le condizioni naturali lo permettono, nelle aree modificate andrà ripristinata la vegetazione dando priorità alle specie di origine locale.  

160 Una politica di programmazione e di controllo del traffico e dei trasporti turistici, attraverso opportuni provvedimenti destinati a ridurre quello a motore all’interno delle stazioni turistiche. Si intende incoraggiare le iniziative pubbliche o private miranti a migliorare l’accesso ai siti e ai centri turistici tramite i mezzi pubblici e a incentivarne l’uso da parte dei turisti. Non può ritenersi a priori esclusa la necessità di adottare politiche di scaglionamento delle vacanze, al fine di suddividere meglio nello spazio e nel tempo la domanda turistica delle regioni interessate.

161 Si ribadisce la necessità della delimitazione delle cosiddette zone di quiete”, in conformità con la normativa interna di ciascun paese aderente, e secondo i criteri ecologici ritenuti più opportuni.

162 In alcuni casi, sono ipotizzabili dei veri e propri limiti allo sviluppo, in grado di  adeguarne le conseguenze alle peculiarità dell’ambiente e alle risorse disponibili della località interessata.

Document info
Document views170
Page views170
Page last viewedFri Dec 09 10:02:49 UTC 2016
Pages69
Paragraphs867
Words57203

Comments