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In attesa della valutazione ambientale - page 49 / 69

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In caso di progetti che potrebbero avere un medio o forte impatto ambientale, infine, viene ribadito l’obbligo di una valutazione preventiva dell’impatto, di cui tenere conto al momento della decisione, ed anzi si auspica una sostanziale estensione dell’approccio valutativo preventivo anche ad un’ampia casistica di progetti sino ad oggi considerati di minor impatto e per questo non sottoposti a V.I.A.

5.2.3   Il protocollo per la protezione delle foreste montane163.

Muovendo dal riconoscere le funzioni essenziali assolte dal patrimonio forestale alpino164, il protocollo esecutivo della Convenzione delle Alpi in materia di foreste montane rivela la consapevolezza della necessità di un rispetto del principio della sostenibilità, tradizionalmente seguito e sviluppato nelle economie forestali europee, che garantisca tutte le importanti funzioni delle foreste, per le generazioni presenti e per quelle future, e si manifesti nello scopo di conservarle “come habitat quasi naturale” e, quando ciò sia necessario, di svilupparle, di aumentarne l’estensione e di migliorarne la stabilità.  

163 Tra i progetti sottoposti a V.I.A. appartenenti alla tipologia connessa agli interventi decritti in questo protocollo, ai sensi del punto 8 dell’allegato A del regolamento di esecuzione alla legge provinciale n. 28/1988, vi sono: fabbricazione di pasta per carta a partire dal legno o da altre materie fibrose (capacità di produzione superiori  a 100 tonnellate al giorno); impianti per la produzione e la lavorazione di cellulosa ed impianti destinati alla fabbricazione di carta e cartoni (con capacità superiori a 50 tonnellate al giorno); impianti di fabbricazione di pannelli di fibre e compensati legnosi (con capacità superiori  a 50000 tonnellate all’anno).  Ai sensi del punto 1 D del medesimo allegato, devono essere sottoposti a V.I.A. anche i progetti di rimboschimento (più di 20 ettari) e disboscamento (oltre 5 ettari) a scopo di conversione ad altro tipo di sfruttamento del suolo.

164 Le foreste montane costituiscono una forma di vegetazione che può fornire ad un territorio spesso molto più ampio di quello delle aree montane la protezione più efficace, economica e adatta al paesaggio contro i rischi naturali, in particolare contro erosioni, alluvioni, valanghe, frane e caduta di massi, e considerato che il bosco assorbe anidride carbonica dall’atmosfera e, per periodi molto lunghi, fissa il carbonio nella materia legnosa in modo da influenzare positivamente il clima, le parti contraenti, grazie al Protocollo dedicato appositamente alla tutela del patrimonio forestale alpino, hanno riconosciuto che le foreste montane sono indispensabili per l’equilibrio climatico regionale, per la salvaguardia della qualità dell’aria, oltre che per l’equilibrio idrico.  Esse, inoltre, costituiscono una fonte di materie prime rinnovabili, la cui importanza è particolarmente rilevante in un mondo di crescente consumo delle risorse, rivestendo  anche un significato vitale per l’occupazione e il reddito delle aree rurali; gli ecosistemi forestali montani costituiscono altresì degli importanti habitat per una varietà di specie animali e vegetali.

Presupposto necessario all’efficienza delle funzioni indicate è costituito da un’economia forestale montana gestita in modo accurato, sostenibile e adeguato alla natura.   Per questo scopo, le parti contraenti si impegnano a  provvedere affinché siano adottati metodi naturali di gestione forestale, che favoriscano le specie arboree adatte al rispettivo sito, impieghino materiale di riproduzione forestale autoctono ed aiutino ad evitare erosioni e costipamenti del suolo, mediante metodi di uso e di prelievo rispettosi dell’ambiente165. Accanto a questi impegni, si palesa l’esigenza altrettanto importante di sviluppare e promuovere la “funzione economica delle foreste montane”, perlomeno per quanto riguarda le aree  ove prevale una situazione economica regionale che lo renda necessario, come fonte di occupazione e di reddito per la popolazione locale166.  L’insieme di questi obiettivi e finalità dovrà essere attuato attraverso la delimitazione di alcune riserve forestali naturali in numero ed estensione sufficienti a salvaguardare le dinamiche naturali e la ricerca scientifica, nell’intento di sospendere, in linea di principio, ogni forma di sfruttamento indiscriminato o di adattarne gli scopi alle nuove funzioni167.  Accanto alle misure di protezione dovrà provvedersi all’incentivazione dell’attività forestale ed alla compensazione di eventuali limitazioni suscettibili di causare dei danni economicamente rilevanti, in considerazione delle condizioni socio-economiche spesso sfavorevoli del territorio alpino, delle prestazioni peculiari168 offerte dall’economia forestale di montagna e del quadro delle condizioni politico-finanziarie esistenti.   

165 Operazione preliminare per una seria politica di tutela e sviluppo del patrimonio forestale, auspicata dal protocollo, è un’esauriente ricognizione dei siti, cui devono far seguito, per le foreste montane che hanno una funzione altamente protettiva per i rispettivi siti e soprattutto per gli insediamenti abitativi, per le infrastrutture di trasporto, e per i terreni agricoli coltivati, opportune misure di protezione, attuate con competenza tecnica nell’ambito di piani di gestione e di piani di miglioramento delle foreste miranti ad una protezione della natura ed alla tutela del paesaggio.

166 Interessante è la sottolineatura che il protocollo propone anche in merito all’importanza delle “funzioni di carattere sociale e ecologico” delle foreste montane, in particolare in relazione all’esigenza di adottare opportune misure che assicurino un’adeguata efficacia della protezione delle risorse idriche, l’equilibrio climatico, il risanamento dell’aria e la protezione acustica, la diversità del patrimonio biologico, la fruizione della natura ed anche le funzioni ricreative.

167 L’individuazione delle rispettive superfici, all’interno delle quali può essere disposta la tutela assoluta ed integrale dell’esistente, deve avvenire in modo da ottenere un campione rappresentativo possibilmente di tutti gli ecosistemi forestali montani.

168 Spesso di piccola scala, e quindi non concorrenziali.

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