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In attesa della valutazione ambientale - page 5 / 69

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effetti indotti.

L’architettura applicativa fondamentale dell’istituto di V.I.A. è posta dalla

normativa provinciale12, in riferimento alle indicazioni

12Sia consentito proporre, in nota, questo schema grafico, tratto dal sito web dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente della Provincia Autonoma di Trento.  Esso permette un’immediata comprensione della struttura fondamentale di ripartizione delle differenti procedure previste per la valutazione preventiva degli impatti ambientali di determinati progetti.   La presenza nello schema grafico di ulteriori dettagli, riguardanti i termini delle procedure medesime e le loro fasi interne, suggerisce di consigliarne un riferimento anche per il prosieguo della trattazione.

Fonte: www.provincia.tn.it/appa (2002).

Per commentare questo schema grafico, è possibile tracciare le 4 ipotesi fondamentali possibili. La prima ipotesi è quella di un’opera con dimensioni al di sotto delle soglie previste dalle colonne 1 e 2 dell’allegato A e che non si trova in aree naturali protette; in questo caso non è necessaria né la procedura ordinaria di V.I.A., né la procedura di verifica.  La seconda ipotesi è quella di un intervento con dimensioni al di sotto delle soglie previste dalla colonne 1 e 2 dell’allegato A e che si trova però, anche solo parzialmente, in aree naturali protette: in questo caso è obbligatoria la procedura ordinaria di V.I.A. nel caso in cui si superi la percentuale del 50% del valore delle soglie limite previste.  La terza ipotesi è quella di un’opera con dimensioni al di sopra delle soglie previste dalla colonna 2 dell’allegato A; in questo caso l’opera deve essere sottoposta a procedura di verifica per accertare se l’intervento richieda lo svolgimento della procedura di V.I.A.  Qualora il proponente si trovi con il proprio progetto nell’ambito delle soglie per la procedura di verifica e lo ritenga opportuno, può, in relazione all’ambito territoriale di intervento più o meno sensibile, scegliere di assoggettare l’opera a procedura di V.I.A. La quarta ipotesi è quella di un’opera con dimensioni al di sopra delle soglie previste dalla colonna 1 dell’allegato A; in questo caso è necessaria la procedura ordinaria di V.I.A.  Quelli ora descritti sono le quattro ipotesi più rilevanti di accesso alle procedure di valutazione preventiva degli impatti ambientali, previste dalla legge provinciale n. 28/1988, anche se, ovviamente, per ogni tipologia di progetto e a seconda delle differenti graduazioni di approfondimento dello studio di impatto e dell’importanza del progetto, ogni percorso valutativo, specialmente ove sottoposto in prima istanza ad una procedura di verifica, è suscettibile di configurare specifiche ed originali caratteristiche procedimentali.

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