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In attesa della valutazione ambientale - page 51 / 69

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rinnovabili172.   

Di notevole importanza, ai nostri fini, è la previsione per cui le parti contraenti si impegnano a contenere gli effetti negativi delle infrastrutture energetiche sull’ambiente e sul paesaggio, incluse le infrastrutture relative alla gestione dei loro rifiuti, attraverso l’adozione di opportune misure di carattere preventivo per le nuove realizzazioni ed il ricorso, ove necessario, ad interventi di  risanamento  e di compensazione di impianti esistenti.  Nei casi di costruzione di nuove grandi infrastrutture energetiche o di rilevante potenziamento di quelle esistenti, coscienti che un contributo rilevante alla protezione delle Alpi nei confronti degli impatti ambientali delle infrastrutture energetiche può e deve giungere mediante degli interventi preventivi e di risanamento, si è disposto l’obbligo a provvedere, nel quadro istituzionale vigente, ad una più efficace valutazione

172 Nel Protocollo sono indicate le misure specifiche cui debbono ispirarsi ed attenersi le parti contraenti; in particolare, viene dedicata attenzione al tema del risparmio energetico, dell’uso razionale dell’energia, per i quali si dispone che per le politiche energetiche riguardanti il territorio alpino siano considerati il fabbisogno energetico diffuso nel territorio e molto variabile a seconda delle condizioni altimetriche, stagionali e turistiche, la disponibilità locale di fonti rinnovabili di energia, ed il particolare impatto delle immissioni atmosferiche in conche e vallate, per la loro conformazione geo-morfologica.  Queste indicazioni sono particolarmente pregnanti se si considera l’importanza del fabbisogno energetico dei processi produttivi, dei servizi pubblici e dei grandi esercizi alberghieri, nonché degli impianti per il trasporto e per le attività sportive e del tempo libero, localizzati in aree montane. A questo fine si dispone siano favorite misure e disposizioni nei seguenti settori: a) miglioramento della coibentazione degli edifici e dell’efficienza dei sistemi di distribuzione del calore; b) ottimizzazione dei rendimenti degli impianti termici di riscaldamento, di ventilazione e di climatizzazione; c) controllo periodico ed eventualmente riduzione delle emissioni dannose degli impianti termici; d) risparmio energetico con ricorso a processi tecnologici avanzati per l’utilizzazione e la trasformazione dell’energia; e) calcolo dei costi di riscaldamento e di fornitura di acqua calda in base ai consumi; f) progettazione e promozione di nuovi edifici che adottino tecnologie a basso consumo; g) promozione ed attuazione di piani energetici e climatici comunali/locali nel rispetto dei piani regionali e degli indirizzi nazionali; h) risanamento energetico degli edifici in caso di ristrutturazioni ed incoraggiamento energetico.

Accanto alle indicazioni per un uso razionale dell’energia, si sottolinea l’importanza di promuovere l’impiego preferenziale di fonti energetiche rinnovabili con modalità compatibili con l’ambiente ed il paesaggio, sostenendo anche l’uso di impianti decentrati per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili, quali l’acqua, il sole, la bio-massa o promuovendo un utilizzo razionale delle risorse idriche e del legno proveniente dalla gestione durevole delle foreste montane per la produzione di energia.

dell’impatto ambientale173, idonea, anche attraverso una valutazione degli effetti territoriali e socioeconomici174, a stabilire il giusto equilibrio tra esigenze di produzione energetica, protezione ambientale e ripristino delle situazioni compromesse.  

In materia di energia idroelettrica, si intende assicurare per gli impianti di nuova realizzazione175 e, per quanto praticabile, per quelli già esistenti, la funzionalità ecologica dei corsi d’acqua e l’integrità paesaggistica, mediante misure appropriate, quali la definizione delle portate minime, l’adozione di regolamenti mirati alla riduzione delle oscillazioni artificiali del livello delle acque, la garanzia della migrazione della fauna.   In relazione al problema dell’energia prodotta grazie a combustibili fossili, le parti contraenti si impegnano a garantire che, nel caso di nuove costruzioni di impianti termici a combustibili fossili per la produzione di energia elettrica e di calore, vengano utilizzate le migliori tecnologie disponibili. Esse, nel caso di impianti esistenti nel territorio alpino, dovranno limitare, per quanto possibile, le emissioni utilizzando a tal fine le tecnologie ed i combustibili più appropriati.  

Sul punto, inoltre, si pone un’interessante impegno a verificare sempre se sia realizzabile, sulla base di opportune valutazioni di fattibilità tecnica, economica e di convenienza ambientale, la sostituzione di impianti termici utilizzanti combustibili fossili con impianti utilizzanti fonti di energia rinnovabile o con impianti decentralizzati, favorendo, ove possibile, la

173 Ai sensi dell’art. 12 del Protocollo, intitolato “Valutazione dell’impatto ambientale”,  le parti contraenti si impegnano a sottoporre preventivamente i progetti concernenti la costruzione di installazioni energetiche e le modifiche sostanziali di questi impianti, ad una valutazione dell’impatto ambientale, conformemente alle legislazioni nazionali vigenti ed alle Convenzioni ed Intese internazionali.  Si concorda inoltre sull’opportunità che siano adottate, per quanto possibile, le migliori tecniche disponibili volte ad eliminare od attenuare il disagio ambientale prevedendo  anche, come parte delle alternative possibili, l’eventuale smantellamento di strutture in disuso non eco-compatibili.

174 Accanto a queste indicazioni, si stabilisce che le parti contraenti siano tenute e preservare le aree naturali protette con delle zone cuscinetto, delle zone di rispetto e di quiete.  Assolutamente disincentivati, e talora vietati, sono invece gli interventi nelle aree integre dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.  Con riferimento a qualsiasi contesto, infine, si pone l’obbligo di  ottimizzare le infrastrutture energetiche in funzione dei differenti livelli di vulnerabilità, di tolleranza e di degrado in atto negli ecosistemi alpini.  

175 Anche se viene raccomandata la riattivazione degli impianti idroelettrici dismessi a preferenza di quelli di  nuova costruzione.

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