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In attesa della valutazione ambientale - page 52 / 69

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cosiddetta “co-generazione176, non sempre possibile

176 Lo spreco energetico che annualmente si verifica nel pianeta ha assunto dimensioni rilevanti.  Nelle centrali termoelettriche ad esempio solo il 40% dell’energia primaria proveniente dai combustibili fossili viene normalmente utilizzata, mentre la restante parte, pari a circa il 55-60% si perde inutilmente (dati ENEL 2000).   La soluzione a questo immane spreco risiede nell’aumento del rendimento degli impianti, e nel rendere disponibile l’enorme quantità di energia che residua.  La cogenerazione consente di fare questo, grazie ad una simbiosi di più processi con macchine definite "ad energia totale". Queste producono simultaneamente energia elettrica (o meccanica) e termica da un’unica fonte di energia termica primaria. Così facendo, è possibile sfruttare in maniera ottimale il potenziale energetico contenuto nei combustibili. In pratica la frazione a temperatura più alta viene convertita in energia pregiata (meccanica o elettrica), mentre la frazione a temperatura più bassa, che nelle comuni macchine termiche  viene dispersa nell’ambiente, qui, nella cogenerazione, viene recuperata e resa disponibile per applicazioni consone al suo livello di temperatura (per es. il riscaldamento). Il  termine "cogenerazione" è stato usato per la prima volta dal Presidente degli Stati Uniti Carter nel 1977 nel suo discorso "sull’energia" e da allora è entrato a far parte degli "addetti ai lavori" e di pochi interessati.  Tuttavia la cogenerazione" (intesa come processo tecnologico) ha origini più antiche. Alcuni precursori infatti, già all’inizio di questo secolo, prelevavano vapore dai loro macchinari nelle industrie per produrre energia elettrica. Le applicazioni più recenti hanno progressivamente riguardato l’industria  chimica, petrolchimica, cartaria, alimentare, ecc.  Cogenerazione significa quindi risparmiare energia primaria senza per questo ridurre le quantità di energia elettrica e termica   necessarie alle attività umane. In altre parole,  in una logica di  ottimizzazione dell’utilizzo delle  risorse, avviene una   sostituzione di quote di combustibile con tecnologia ed informazione. Le motivazioni che sono alla base di una tale scelta sono essenzialmente di tipo economico, strategico ed ambientale.  La motivazione economica  è privilegiata dall’imprenditoria privata, e più in generale dai  singoli utenti, i quali pur comprendendo le ragioni di carattere collettivo, operando in un’economia di mercato, valutano le iniziative in base alla loro redditività  o in base al   risparmio economico che ne deriva.  Le motivazioni strategiche, di interesse nazionale, riguardano,  essenzialmente, da un lato la vulnerabilità di un sistema energetico fortemente dipendente dall’estero (in particolare dai paesi a bassa   stabilità politica) e dall’altro la bilancia dei pagamenti che, come si sa,  per quanto riguarda la voce energia (in particolare il   petrolio), è fortemente deficitaria. Lo Stato, in questo, interviene nell’interesse collettivo ed in armonia con le direttive comunitarie  attraverso strumenti normativi-tariffari e di  informazione-incentivazione per promuovere iniziative di contenimento dei consumi energetici  (ultimamente con particolare enfasi sulla cogenerazione) anche nei casi di scarsa redditività  economica. Le motivazioni ambientali sono di respiro più ampio, interessando l’intero pianeta. I processi di combustione rilasciano   nell’atmosfera  prodotti  inquinanti in  quantità non più  sopportabili dalla natura e dall’uomo. Quindi ogni iniziativa di  risparmio energetico, a parità di usi finali, va considerata estremamente benefica per l’ambiente. Anche in questo caso occorre la mano pubblica per promuovere e coordinare gli interventi in un   contesto mondiale. La normativa nazionale e mondiale si va sempre più consolidando per quanto riguarda il contenimento delle emissioni  degli inquinanti intervenendo sulla qualità dei combustibili, nei  processi di combustione e sull’abbattimento delle emissioni. Non   viene ancora valorizzata in pieno la non combustione dovuta al  risparmio energetico, in quanto nelle valutazioni economiche non si tiene ancora conto del "costo ambientale" della combustione.  

Un impianto di cogenerazione permette di ottenere contemporaneamente energia elettrica ed energia termica. Quest’ultima può essere sfruttata in un ciclo semplice, per riscaldare, refrigerare acqua o aria (attraverso macchine ad assorbimento) o produrre altra energia elettrica utilizzando il calore prodotto in una turbina a vapore. Questo fa sì che il rendimento energetico complessivo del ciclo sia più alto : nel primo caso rispetto alla produzione separata energia elettrica/calore, nel secondo caso ai cicli tradizionali di produzione elettrica. Infatti nella cogenerazione semplice si possono ottenere valori di F.U.C. (fattori di utilizzo del combustibili ai sensi del cip 35/90) sino al 80%, mentre nei cicli combinati con turbine a vapore si possono ottenere rendimenti elettrici intorno al 60% contro rendimenti massimi dei cicli tradizionali del 35-40%.  I sistemi di cogenerazione sono vari:  a) Motori diesel/motori a gas: da cui viene recuperato il calore dei fumi di scarico e dei circuiti ausiliari (olio, acqua raffreddamento). b) Turbine a gas: dove la gran quantità di gas di scarico ad alta temperatura viene convogliata in una caldaia a recupero per la produzione di acqua surriscaldata o vapore. c) Turbine a vapore a contropressione: alimentate con vapore surriscaldato che viene poi scaricato a bassa pressione dalla turbina per alimentare utenze termiche.  Con riferimento alle sole turbine a gas, i combustibili utilizzati sono di solito idrocarburi liquidi e gassosi come il gas metano. I sistemi di combustione sono caratterizzati da un elevato eccesso d’aria e di tecnologie per l’abbattimento degli inquinanti (NOX) che producono un minor impatto ambientale.

ma talvolta utilissima per garantire un contenimento del dispendio energetico inutile177.  

In materia di trasporto e distribuzione dell’energia, oltre che per tutte le infrastrutture esistenti, le parti contraenti perseguono obiettivi di razionalizzazione ed ottimizzazione, tenendo conto delle esigenze di tutela ambientale, in particolare della necessità di conservazione degli ecosistemi più sensibili e del paesaggio, intraprendendo, se necessario, azioni di tutela della popolazione e dell’ambiente alpino. Nei casi di costruzione di elettrodotti e delle relative stazioni elettriche, nonché di oleodotti e gasdotti, incluse le stazioni di pompaggio e compressione e altri impianti di elevata rilevanza ambientale, sono ritenuti doverosi tutti quegli accorgimenti necessari ad attenuare il disagio per le popolazioni e per l’ambiente, inclusa, ove possibile, l’utilizzazione di opere e percorsi già esistenti.

Nei progetti di massima, ovvero nelle valutazioni dell’impatto ambientale previste nel quadro legislativo vigente, debbono prevedersi opportune modalità concrete di ripristino degli equilibri naturali e di recupero dei corpi idrici, ricorrendo, per quanto economicamente possibile, alle tecniche di ingegneria naturalistica appartenenti agli standards più elevati.

177 La scelta della cogenerazione produce alcuni  effetti positivi e negativi che possono essere così sintetizzati: a favore troviamo

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l’elevato rendimento che si traduce in un minor consumo di combustibile con conseguente minor impatto ambientale (riducendo le quantità di CO2 immesse in atmosfera) e la tutela delle risorse energetiche naturali

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possibilità di accedere a finanziamenti previsti dalle leggi che disciplinano il piano energetico nazionale al pari dell’energia prodotta in impianti eolici, solari o geotermici

Per contro occorre tener presente che:

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Le utenze termiche devono essere il più vicino possibile all’impianto di produzione per contenere i costi delle reti di distribuzione in genere molto elevati.

-

Una gestione conveniente del processo richiede un utilizzo massimale del calore e dell’energia elettrica con prelievi costanti nel tempo

Un esempio prezioso di cogenerazione è stato attuato dalla società Malpensa Energia s.r.l. (si veda il sito www.malpensaenergia.it), costituita nel 1992 per realizzare e gestire un impianto di produzione  centralizzato di energia elettrica, acqua surriscaldata e refrigerata, mediante l’utilizzo della cogenerazione, per  soddisfare il fabbisogno energetico delle infrastrutture del   nuovo aeroporto "MALPENSA 2000" di Milano-Varese.  L’utenza aeroportuale soddisfa pienamente le necessità in precedenza elencate, avendo una domanda energetica elevata, costante nel tempo, e vicino agli impianti di produzione.

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