X hits on this document

Word document

In attesa della valutazione ambientale - page 53 / 69

138 views

0 shares

0 downloads

0 comments

53 / 69

5.2.5    Il protocollo per la promozione e la tutela dell’agricoltura di montagna178.

La diffusa consapevolezza della necessità di una gestione economica responsabile del paesaggio rurale tradizionale e di un’agricoltura adatta ai siti montani e compatibile con l’ambiente e la considerazione delle condizioni economiche difficoltose, proprie del territorio alpino in cui essa si inserisce, hanno favorito un’attenzione particolare al tema dell’attività agricola di montagna nell’ambito degli impegni assunti con la Convenzione delle Alpi.  Nel protocollo dedicato al tema dell’agricoltura di montagna, in considerazione  del significato che essa da sempre ha avuto  nel territorio alpino e dell’indispensabile contributo con cui questo settore può concorrere, quale mezzo di sostentamento fondamentale, al mantenimento di un’adeguata densità di insediamenti, all’approvvigionamento alimentare della popolazione, alla produzione di prodotti tipici di qualità, alla conservazione ed alla cura del paesaggio rurale, alla difesa del suolo, si riconosce il ruolo fondamentale degli agricoltori179 e si pongono le basi per l’elaborazione di nuove politiche di sostegno

178 Tra i progetti compresi in questa categoria, il punto 1 dell’allegato A del regolamento di esecuzione della legge provinciale n. 28/1988, definisce: i progetti di ricomposizione fondiaria (oltre i 200 ettari); i progetti volti a destinare terre incolte o estensioni seminaturali o naturali alla coltivazione agricola intensiva (oltre i 10 ettari); progetti di gestione delle risorse idriche per l’agricoltura, compresi i progetti di irrigazione e drenaggio delle terre; gli impianti di allevamento intensivo con più di 40000 posti di pollame o 1400 posti di suini, 550 scrofe, 150 bovini da latte, 400 bovini da ingrasso o 10000 posti per conigli; impianti di piscicoltura intensiva, con oltre 5 ettari di superficie di vasche.

179 Le parti contraenti, nel concordare sull’assunto per il quale, in particolare nelle zone montane, l’agricoltura ha segnato nel corso dei secoli il paesaggio, caratterizzandolo storicamente e conferendogli un determinato valore culturale, si pongono il prioritario obiettivo di valorizzare il ruolo degli agricoltori, cui vanno riconosciuti anche in futuro i loro compiti multifunzionali, come protagonisti essenziali del mantenimento del paesaggio naturale e rurale, rendendoli del tutto partecipi delle decisioni e delle misure per le zone montane. Per queste ragioni, si pone l’obbligo di stabilire, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione ed alla cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica agricola per la montagna con le altre politiche di settore. Tra le misure specifiche promosse attraverso il Protocollo sull’agricoltura di montagna, hanno un ruolo di assoluto rilievo tutte le differenti forme di incentivazione economica e finanziaria e la pianificazione territoriale, nell’ambito della quale si richiama l’attenzione sulla necessità di considerare opportunamente le esigenze provenienti dalla destinazione delle aree agricole e rurali, dal riordinamento e dal miglioramento fondiario.  

economico e sociale180.  

180 Definite “di adattamento e di accompagnamento” alle produzioni agricole, affinché l’esistenza degli agricoltori e delle loro aziende nelle zone montane non sia messa in dubbio da un’esclusiva applicazione di parametri economici.  Il protocollo stabilisce alcune misure specifiche al fine di conservare e di incentivare l’agricoltura di montagna, adatta ai siti e compatibile con l’ambiente, in modo che venga riconosciuto e garantito nel tempo il suo contributo sostanziale alla permanenza della popolazione e al mantenimento di attività economiche sostenibili, specie mediante la produzione di prodotti tipici di qualità, alla salvaguardia delle basi naturali della vita, alla prevenzione dei rischi naturali, alla conservazione della bellezza e del valore ricreativo del paesaggio naturale e rurale, nonché alla cultura nel territorio alpino. In altre parole, attraverso gli impegni assunti con tale protocollo, le parti contraenti intendono perseguire lo sviluppo ottimale dei compiti multifunzionali assolti dall’agricoltura di montagna, concordando sulla necessità di orientare, a tutti i livelli, la politica agricola in coerenza con la politica economica complessiva alle esigenze di uno sviluppo sostenibile ed equilibrato, in modo da rendere possibili, nel quadro delle proprie specifiche condizioni politico-finanziarie:

-

l’incentivazione di un’agricoltura compatibile con l’ambiente e delle sue funzioni di  interesse generale, in particolare nelle zone montane;

-

interventi significativi contro l’abbandono delle zone montane, assicurando anche in esse condizioni di vita adeguate, mediante misure di politica sociale e strutturale assieme a misure di politica agricola e ambientale.

Per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotto provenienti dall’agricoltura di montagna, le parti contraenti si impegnano a perseguire una politica che crei opportune condizioni di favore, atte ad aumentare sia la vendita in loco, sia la competitività degli stessi sui mercati nazionali e internazionali. Molta attenzione viene dedicata ad un moderno concetto di “economia agricola e forestale”; le parti contraenti convengono sulla necessità di implementare una  considerazione integrata  delle funzioni complementari ed in parte interdipendenti dell’economia agricola e forestale nelle zone montane, promuovendo, a tal fine: “a) l’incentivazione della silvicoltura adatta alla natura, sia come base di reddito complementare delle aziende agricole sia come attività lavorativa integrativa degli occupati nell’agricoltura;  b) il rispetto delle funzioni protettive, produttive e ricreative, nonché di quelle ecologiche e biogenetiche del bosco, in un rapporto con le aree agricole adatto ai siti ed in armonia  con il paesaggio;  c) una regolamentazione dell’attività di pastorizia e del popolamento di selvaggina, tale da evitare danni insostenibili alle foreste e alle aree ad uso agricolo”. La promozione avviene mediante marchi di denominazione controllata dell’origine e di garanzia della qualità, a tutela sia dei produttori sia dei consumatori.

Document info
Document views138
Page views138
Page last viewedSat Dec 03 14:50:51 UTC 2016
Pages69
Paragraphs867
Words57203

Comments