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In attesa della valutazione ambientale - page 55 / 69

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Di notevole interesse ai nostri fini è l’assunto contenuto nel protocollo in esame per il quale, nell’intento di definire una linea di indirizzo per la gestione giuridica ed amministrativa del territorio, si pone il principio che, ove esista il pericolo di compromissioni gravi e durature della funzionalità dei suoli, è necessario dare priorità agli aspetti di protezione rispetto a quelli di utilizzo.  Nella predisposizione e nell’attuazione dei piani e dei programmi previsti dal protocollo dedicato alla pianificazione territoriale sostenibile, precedentemente analizzato, occorre così tener conto delle esigenze di difesa del suolo; nella valutazione dell’impatto territoriale ed ambientale dei grandi progetti nel settore dell’industria, dell’edilizia, delle infrastrutture, dei trasporti, dell’energia e del turismo, occorre tener conto, nel quadro delle procedure nazionali, della difesa del suolo e della limitata disponibilità di superfici nel territorio alpino.  

Se le condizioni naturali lo permettono, i terreni non più utilizzati o compromessi da discariche di rifiuti o minerarie, da infrastrutture non più utilizzate o piste da sci dismesse, debbono essere rinaturalizzati o ricoltivati; in sede di pianificazione territoriale e di valutazione degli impatti ambientali tali scelte debbono inoltre ritenersi prioritarie o condizionanti per un ulteriore sfruttamento di suoli non ancora contaminati.  

Un ulteriore aspetto di particolare interesse ai nostri fini, riguarda le politiche di promozione di un uso parsimonioso delle risorse minerarie e delle attività estrattive rispettose del suolo; nel protocollo si definisce l’obbligo di limitare il più possibile l’impatto delle estrazioni, delle lavorazioni e degli impieghi di risorse minerarie sulle altre funzioni del suolo, giungendo a stabilire un divieto per l’attività estrattiva nelle aree di particolare interesse per la difesa delle funzioni del suolo ed in quelle delimitate per il prelievo di acqua potabile187.   Le parti contraenti provvedono inoltre affinché nelle aree a rischio siano applicate, per quanto possibile, le migliori tecniche di ingegneria naturalistica e siano impiegati materiali da costruzione locali e tradizionali, adatti alle condizioni paesaggistiche.  L’erosione del suolo deve essere ridotta al “livello inevitabile” e le superfici danneggiate dall’erosione e dagli smottamenti devono essere risanate nella misura necessaria alla protezione dell’uomo e dei beni188.

5.2.7     Il protocollo sui trasporti e sulle infrastrutture di grande comunicazione inter-alpina e transalpina.

Consapevoli che il territorio alpino comprende un’area caratterizzata da ecosistemi e paesaggi particolarmente sensibili o da condizioni geografiche e topografiche tali da accentuare l’inquinamento e l’impatto acustico, ovvero aree caratterizzate dalla presenza di risorse naturali o culturali uniche,  le parti contraenti del protocollo

187 Accanto alle aree estrattive, è dedicata notevole importanza alla conservazione delle zone umide e delle torbiere, alte e basse.  Nell’intento di giungere, nel medio periodo, alla sostituzione completa dell’impiego della torba, gli interventi di drenaggio dell’acqua nelle zone umide e nelle torbiere, salvo in casi eccezionali e giustificati, devono essere limitati alla gestione delle reti esistenti e, nei casi di drenaggi esistenti, vanno incentivati interventi di ripristino dello stato originario. I suoli di torbiera (che crescono di 1 mm all’anno), in linea di principio, non vanno utilizzati, oppure vanno utilizzati per uso agricolo, in modo da conservarne pienamente le caratteristiche.  

188 In funzione della protezione dell’uomo e dei beni materiali occorre inoltre attuare tutte le misure necessarie per arginare l’erosione dovuta alle acque e contenere i deflussi in superficie, preferibilmente impiegando delle tecniche naturalistiche di regimazione delle acque, di ingegneria delle costruzioni e di gestione forestale. Per la difesa contro l’erosione ed i costipamenti dannosi del terreno, le parti contraenti si impegnano ad applicare pratiche di coltivazione, pastorizia e economia forestale idonee ed adatte alle condizioni dei rispettivi siti.  

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