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In attesa della valutazione ambientale - page 56 / 69

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dedicato al tema dei trasporti189, consapevoli altresì che in assenza di adeguati provvedimenti, a causa della progressiva integrazione dei mercati, dello sviluppo sociale ed economico e delle esigenze legate alle attività del tempo libero, il traffico e l’impatto ambientale che ne consegue sono destinati ad aumentare, pongono alcune linee di indirizzo per una politica attenta alle ripercussioni e all’impatto ambientale dei trasporti, che provocano un crescente carico di rischi ecologici, per la salute e per la sicurezza, per i quali è richiesta un’azione congiunta e coordinata, tra più livelli istituzionali.  

Con gli impegni assunti sulla base di questo accordo, si concretizza una nuova attenzione alla constatazione che, da un lato, le infrastrutture di trasporto non sono  attualmente sfruttate in modo sufficiente e che, dall’altro, non vengono adeguatamente promossi i sistemi di trasporto più ecologici, quali quello su rotaia, la navigazione ed i sistemi combinati.  Nelle scelte di pianificazione territoriale e di politica economica, operate all’interno ed all’esterno del contesto alpino, le tematiche inerenti lo sviluppo dei trasporti sono di massima importanza per fornire un contributo decisivo allo sviluppo sostenibile ed al miglioramento della qualità della vita attraverso un contenimento del volume di traffico, una gestione eco-compatibile dei trasporti stessi e l’incremento dell’efficacia e dell’efficienza dei sistemi di trasporto esistenti.  

189 A tale categoria progettuale, decisamente tra le più rilevanti per gli impatti ambientali provocati, è dedicato il punto 10 dell’allegato A al regolamento di esecuzione della legge provinciale n. 28/1988; ai sensi dello stesso, devono essere sottoposti a previa V.I.A. o screening: linee ferroviarie a carattere regionale o locale (quelle a carattere interregionale, nazionale o internazionale sono di competenza statale), con esclusione dei raccordi agli impianti produttivi atti a sostituire o ridurre significativamente il traffico su gomma o altre strutture, quali piattaforme e terminali intermodali; aeroporti; strade provinciali, vie di rapida comunicazione, extraurbane a 4 o più corsie, compresi le modifiche alle esistenti che ne amplino le corsie o ne aggiungano di nuove, strade di scorrimento in area urbana o potenziamento delle esistenti (tangenziali); porti ed impianti portuali; porti turistici da diporto, porti di pesca; vie navigabili interne; opere di regolazione dei corsi dei fiumi e dei torrenti, canalizzazioni ed interventi di bonifica ed altri simili destinati ad incidere sul regime delle acque; dighe ed altri impianti destinati a trattenere, regolare le acque ed accumularle in modo durevole, a qualsiasi fine; sistemi di trasporto a guida vincolata (tramvie e metropolitane), funicolari o linee simili di tipo particolare, principalmente adibite al trasporto passeggeri; oleodotti o gasdotti, escluse le reti di distribuzione; acquedotti, escluse le reti di distribuzione; derivazioni di acque sotterranee o sorgenti, ivi compresi i progetti di ricerca, estrazione e ricarica di acque freatiche; opere per il trattamento delle risorse idriche tra bacini imbriferi principali non rientranti nelle competenze nazionali.

All’interno di un quadro generale che muove dalla necessità di conciliare gli interessi economici, le esigenze sociali e quelle ecologiche, nel rispetto degli accordi bilaterali e multilaterali stipulati tra le parti contraenti del protocollo medesimo e la Comunità europea, in particolare nel settore dei trasporti, si avverte l’imprescindibile necessità di una politica sostenibile tesa a ridurre gli effetti negativi ed i rischi derivanti dal traffico intralpino e transalpino ad un livello che sia tollerabile per l’uomo, la fauna e la flora e il loro habitat, attuando un più consistente trasferimento su rotaia in particolare del trasporto merci.  

La politica dei trasporti promossa dalle regioni appartenenti all’arco alpino, quindi, deve mirare ad uno sviluppo del settore che consideri prioritariamente i principi di precauzione190, prevenzione e causalità191, e deve perseguire l’attuazione di alcune misure specifiche, riguardanti le strategie di mobilità in senso generale, che debbono progressivamente orientarsi secondo linee concertate, tese, al contempo, alla riduzione dell’impatto e dei rischi192 ed alle esigenze della società attuale, che necessità di garanzie di accessibilità alle persone, ai posti di lavoro, ai beni e ai servizi in modo efficiente, secondo un uso parsimonioso di energia e spazio.

Nell’interesse della sostenibilità del settore, le parti si impegnano ad attuare una gestione razionale e sicura dei trasporti nel contesto di “una rete integrata, coordinata e transfrontaliera”, tesa a coordinare le tipologie del trasporto e a favorirne l’intermodalità, sfruttando nel modo migliore i

190 Definito nello stesso protocollo, come il principio secondo il quale gli interventi volti a evitare, gestire o ridurre gli effetti gravi o irreversibili sulla salute e sull’ambiente non possono essere rinviati, con la motivazione che la ricerca scientifica non abbia ancora dimostrato, in modo rigoroso, l’esistenza di un rapporto di causa-effetto fra le sostanze contemplate e  la loro potenziale nocività per la salute e l’ambiente.

191 Secondo la definizione contemplata nello stesso protocollo, si tratta del principio in virtù del quale i costi relativi alla prevenzione, alla gestione e alla riduzione dell’inquinamento, nonché al ripristino ambientale, inclusa l’imputazione degli effetti indotti, sono a carico di chi inquina. Chi inquina è tenuto, per quanto possibile, a sopportare la totalità del costo dell’impatto che i trasporti causano sulla salute e sull’ambiente.

192 Tali strategie debbono tener conto delle esigenze dell’ambiente in modo tale da ridurre il consumo delle risorse e l’emissione di sostanze nocive ad un punto tale da non superare, per quanto possibile, la capacità naturale di rigenerazione e di carico  delle risorse ambientali interessate, le strutture ecologiche ed i loro cicli naturali.  

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