X hits on this document

Word document

In attesa della valutazione ambientale - page 60 / 69

227 views

0 shares

0 downloads

0 comments

60 / 69

concordano nel vietare la cattura, il possesso, il ferimento e l’uccisione di determinate specie animali, il loro disturbo, particolarmente durante i periodi di riproduzione, di crescita e di svernamento, nonché ogni distruzione, prelievo e detenzione di uova provenienti dalla natura e il possesso, l’offerta, l’acquisto e la vendita di esemplari delle specie medesime, o loro parti, prelevati dalla natura.  

Per determinate specie vegetali,  viene vietata la raccolta, la collezione, la recisione, il dissotterramento o l’estirpazione delle relative piante o parti di esse nella loro stazione naturale, nonché il possesso, l’offerta, l’acquisto e la vendita di esemplari prelevati dalla natura delle stesse specie211.  Per quanto concerne, infine, il delicato tema inerente il ricorso alle tecnologie genetiche ed alla produzione di organismi modificati, ai sensi dell’art. 18 del protocollo, si concorda nel prevedere essi siano rilasciati nell’ambiente soltanto quando, in base ad una valutazione espressa e formale di compatibilità, il rilascio non comporti alcun rischio per l’uomo e l’ambiente, aprendo così nuovi scenari tematici di grande interesse per le metodologie tecnico-scientifiche sino ad oggi coinvolte nelle procedure di V.I.A.

6.   Dai limiti della V.I.A. alle possibilità della V.A.S.

La trattazione degli impegni importanti, sin qui descritti, contenuti negli indirizzi e nelle intenzioni elaborate nei diversi protocolli esecutivi della Convenzione delle Alpi  mostra con evidenza la necessità che la V.I.A. si assuma davvero quella funzione di strumento amministrativo a vocazione preventiva, atto a perseguire la tutela e il miglioramento della salute della qualità della vita, degli equilibri ecologici essenziali alla vita dell’uomo, della flora e della fauna, del patrimonio naturale e artistico, così come indicato dalla normativa provinciale trentina.  Sorge tuttavia la domanda, legittima, riguardante l’effettiva possibilità di attribuire a tale strumento così importanti e gravosi

211 L’impegno sottoscritto dalle parti contraenti, tuttavia, lungi dal prevedere soltanto misure restrittive e divieti, mira anche alla promozione di un’attività di reintroduzione e  diffusione di specie animali e vegetali selvatiche autoctone, nonché di sottospecie, razze ed eco-tipi, a condizione che sussistano i presupposti necessari e che con queste azioni si contribuisca alla conservazione e al rafforzamento delle specie medesime e non si provochino effetti insostenibili per la natura e il paesaggio, nonché per le attività umane.  Si pensi in proposito al progetto “Life Ursus” – LIFE96 NAT/IT/003152 (si veda http://www.provincia.tn.it), di reinserimento degli orsi bruni alpini nelle regioni del Trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Slovenia.

obiettivi.    Si tratta, come è noto, di una domanda ricorrente, elaborata anche in riferimento alla normativa statale in materia, così come per quella regionale.  La risposta, secondo la dottrina212, deve passare attraverso l’attuazione completa dell’opportunità offerta dai contenuti della nuova direttiva comunitaria, la n. 2001/42/CE, in materia di valutazione degli effetti ambientali di determinati piani e programmi, più volte ricordata nel corso della trattazione, in quanto introduce la necessità di una procedura di valutazione strategica (V.A.S.) degli effetti ambientali di determinati interventi sul territorio, anticipandone strutturalmente il momento applicativo alla fase della pianificazione e della programmazione.

Dall’integrazione delle nuove prospettive provenienti dall’attuazione di innovative strategie di programmazione e pianificazione sostenibili con il perfezionamento dello strumento specifico della V.I.A. potrà risultare più facile trovare una risposta alla domanda sopra richiamata, ed il contesto alpino, cui si è si è ritenuto opportuno riferirsi nel trattare della V.I.A. così come disciplinata dalla legge provinciale n. 28/1988 e dal suo regolamento di esecuzione, potrà dirsi finalmente coinvolto in un ripensamento complessivo delle proprie strategie di sviluppo, orientate all’orizzonte della sostenibilità ambientale.

ALLEGATO

Versione integrale dell’intervista al dott. Fabio Scalet, responsabile incaricato dalla Giunta della Provincia Autonoma di Trento per la revisione della normativa provinciale in materia ambientale213.

In cosa consiste l’incarico speciale per la revisione della normativa ambientale, affidatole dalla Giunta provinciale?

Si tratta di un incarico orientato alla rielaborazione della normativa provinciale contenuta nel Testo Unico in materia di gestione delle acque e di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, del 1987.  Il lavoro di analisi e di approfondimento si è concretizzato nel recente disegno di legge n. 156/2001, presentato dalla Giunta provinciale al Consiglio, intitolato “Legge

212 La dottrina è ancora piuttosto giovane e recente in materia di valutazione ambientale strategica. Per un primo approfondimento di veda il materiale documentale reperibile al sito www.minambiente nell’apposita pagina dedicata alla V.A.S. medesima.  

213 Citata in bibliografia come: SCALET F., Intervista: La V.I.A. nella normativa della Provincia Autonoma di Trento, 22 gennaio 2003, relazione dattiloscritta in allegato.  Le domande dell’intervista sono in neretto.

Document info
Document views227
Page views227
Page last viewedFri Jan 20 06:44:16 UTC 2017
Pages69
Paragraphs867
Words57203

Comments