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In attesa della valutazione ambientale - page 64 / 69

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relativi indicatori, a fissare traguardi e a monitorare i risultati raggiunti. A questo processo fornisce un contributo tecnico scientifico e di metodo il Progetto per lo sviluppo sostenibile del Trentino.  Lo sviluppo sostenibile, così come si può evincere dall’insieme della letteratura e delle pratiche oramai consolidate che vi concorrono, può essere ricondotto a una sorta di interazione virtuosa tra le pratiche sociali, ivi inclusi i modelli di consumo (il sistema economico), gli assetti sociali e istituzionali (equità sociale + democrazia) e il sistema ambientale. Concorre a questa interazione virtuosa la scelta consapevole delle società locali (la partecipazione), che viene a costituire in misura sempre maggiore il fondamento stesso di ogni pratica di sviluppo sostenibile. Affrontare il tema della sostenibilità significa quindi considerare innanzitutto le interazioni tra economia, società e ambiente e trattare temi come l’uso efficiente delle risorse e la biodiversità, caratteristici della sostenibilità ambientale, ma anche temi come l’equità e la giustizia sociale, le modalità della crescita economica, la regolamentazione del mercato, caratteristici della sostenibilità sociale ed economica. E ancora, porre il processo partecipativo al centro di ogni progetto di sostenibilità.

La Provincia autonoma di Trento ha adottato la programmazione come metodo di governo. Alcune finalità dell’attività di programmazione richiamano per certi versi la sostenibilità dello sviluppo. Tra queste il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e la piena occupazione, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente naturale e delle sue risorse, la razionalizzazione dell’impiego delle risorse e la salvaguardia di quelle rinnovabili, la diffusione e la valorizzazione degli strumenti di partecipazione sociale e di democrazia economica. In particolare, la Provincia si impegna a garantire la partecipazione alle scelte di programmazione: dei comuni, del sistema delle imprese, di enti pubblici, di rappresentanze sindacali, economiche, sociali e culturali.  Tra gli strumenti di programmazione cui può essere fatto riferimento per quanto riguarda l’implementazione di scelte di sostenibilità possono essere richiamati il Programma di sviluppo provinciale, il Piano urbanistico provinciale, i piani ed i programmi previsti dalle leggi provinciali di settore (acque, rifiuti, ed altro), i singoli progetti.

Considerato che lei si interessa di V.I.A., tuttavia, certamente uno strumento di interesse per la concretizzazione della sostenibilità delle nuove politiche può essere la valutazione ambientale strategica, adottata per ora in forme sperimentali. Si tratta di una procedura di valutazione ex-ante funzionale all’integrazione dei principi di sostenibilità all’interno della pianificazione per lo sviluppo. Si

tratta dell’adozione di comportamenti pro-attivi e preventivi da parte delle autorità di piano, che decidono di realizzare fin dall’inizio una pianificazione attenta alla sostenibilità ambientale, per evitare bocciature successive, magari in sede di V.I.A., a programma già confezionato. Operativamente tale procedura viene realizzata all’interno della pubblica amministrazione identificando due sequenze di elaborazione: la progettazione dello sviluppo e l’analisi ambientale.  La dialettica tra questi due approcci nella formulazione dei programmi è fondamentale al fine di pervenire a modelli di sviluppo sostenibile: l’analisi ambientale deve fornire i quadri di riferimento ambientali e i criteri di sostenibilità per la formulazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, la progettazione dello sviluppo deve definire tali obiettivi e predisporre piani ed alternative per soddisfare i requisiti di sostenibilità ambientale. Nell’atto di indirizzo sullo sviluppo sostenibile che le ho citato più volte si parla di V.A.S. in questi termini: la Giunta provinciale nel proporre una strategia di sviluppo ancorata alla sostenibilità, consapevole della limitatezza delle risorse finanziarie ed ambientali disponibili, individua il seguente schema operativo. Con atti generali organizzativi, su proposta rispettivamente dei Dipartimenti Ambiente e Programmazione, individua il metodo della Valutazione Strategica alla quale sottoporre i Piani e i Programmi della Provincia, nonché da proporre, con i necessari adattamenti e per quanto necessario, agli Enti funzionali della Provincia e agli enti locali.

Il metodo avrà a riferimento quadri di indicatori organizzati per i singoli Piani o Programmi e che, per quanto concerne l’ambiente, prenderanno a riferimento i “temi di sostenibilità” individuati nell’Atto di indirizzo sullo sviluppo sostenibile e risultanti dal Progetto ambientale per lo Sviluppo Sostenibile predisposto d’intesa fra l’agenzia per la protezione dell’ambiente ed il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli Studi di Trento, il cui elaborato sarà sottoposto all’attenzione della Giunta provinciale. Per quanto riguarda la valutazione economica e sociale degli strumenti di Programmazione i macro-indicatori dovranno riflettere le coerenza dei Piani e Programmi, con le strategie indicate dagli atti di indirizzo emanati dalla Giunta provinciale e dalla Programmazione di grado superiore, la sintonia con gli obiettivi espressi dalla Convenzione delle Alpi al fine di conservare il profilo storico, tradizionale e naturale della Provincia di Trento, l’impatto atteso dalle azioni previste, le alternative considerate, il rapporto fra la situazione di partenza ed attese, le macrodimensioni finanziarie a carico della Provincia, le proiezioni di efficacia delle azioni, di occupazione - anche in termini di pari

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