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In attesa della valutazione ambientale - page 67 / 69

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sede di V.I.A.  Sul questo punto mi viene in mente una procedura speciale, prevista dalla legge provinciale n. 13/1997 per un piano straordinario di opere pubbliche219. Si tratta di un percorso procedurale particolare, sperimentale, che però, a mio avviso, potrebbe offrire un modello interessante per la

219 Legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13, Disposizioni concernenti l’autorizzazione e la variazione di spese previste da leggi  provinciali e altre disposizioni finanziarie assunte per la formazione  dell’assestamento del bilancio annuale 1997 e pluriennale 1997-1999 della Provincia Autonoma di Trento, in BU 11 settembre 1997, n. 43.

revisione delle procedure in atto220; la V.I.A., ove

220 La legge in esame, al Capo I, dispone la realizzazione di un Piano straordinario di opere pubbliche e di interventi di particolare rilevanza per gli obiettivi programmatici”.  L’art. 1, dedicato alle finalità e alle disposizioni di principio della legge, prevede che la Giunta provinciale approvi un “Piano straordinario di opere e di interventi caratterizzati da elevata significatività economico-sociale e rilevanza per gli obiettivi programmatici della Provincia”, da realizzare mediante le risorse di natura straordinaria rese disponibili, e quantificate, con la legge stessa, dedicata ad un generale assestamento di bilancio. Tale piano straordinario comprende determinate opere ed interventi, indicati dalla legge all’art. 1, comma 2, per settori di amministrazione e per importi; si prevedono così: a) investimenti nel settore della cultura, relativamente ad interventi per la tutela e la conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare;  b) investimenti nel settore della tutela ambientale e dell’edilizia abitativa, relativamente ad interventi per la realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti urbani a tecnologia complessa; c) investimenti nel settore delle opere pubbliche, relativamente ad interventi di diretta competenza della Provincia nei settori della viabilità e dell’edilizia  pubblica, per opere di viabilità concernenti l’interporto doganale, per i servizi antincendio, per l’acquisizione della disponibilità di immobili e strutture, per investimenti relativi ad opere sovra-comunali,  per investimenti nel settore sanitario,  per investimenti nel settore dell’edilizia scolastica e dell’edilizia universitaria,  per investimenti nel settore delle fonti energetiche, della protezione civile e delle comunicazioni e dei trasporti,  per le piste ciclabili,  per il risparmio energetico, per l’utilizzazione delle fonti di energia e per la realizzazione delle reti di distribuzione di energia e gas metano,   per le reti di radiocomunicazione di emergenza e di servizio.

Nella Sezione I del Capo I della legge provinciale n. 13/1997, vengono così elaborate ed enucleate le “Disposizioni per l’esecuzione delle opere pubbliche comprese nel piano straordinario” e l’art. 4 della legge, che interessa maggiormente ai nostri fini, disciplina le procedure per  l’approvazione dei progetti.   Le strutture provinciali competenti richiedono al dipartimento opere pubbliche l’indizione della conferenza di servizi ai fini dell’approvazione del progetto, per l’acquisizione delle intese, dei pareri, delle concessioni, delle autorizzazioni, delle licenze, dei nulla-osta, degli assensi e comunque di ogni altro atto necessario, allegando alla domanda medesima il progetto definitivo dell’opera nonché l’elenco dei predetti atti da acquisire per la realizzazione del progetto secondo le disposizioni vigenti riguardanti gli aspetti territoriali, urbanistici, edilizi, ambientali, paesaggistici, igienico sanitari, storici, artistici, archeologici o di altra natura.

Al fine di assicurare la sostenibilità e la qualità delle opere strategiche, anche in ordine agli aspetti legati all’architettura delle opere, al loro inserimento paesaggistico e alla compatibilità ambientale, nella redazione del progetto preliminare effettuata ai sensi delle disposizioni in materia contenute nella legge provinciale generale per i lavori pubblici, sono coinvolti il servizio competente in materia di urbanistica e l’agenzia per la protezione dell’ambiente. Qualora la progettazione sia interamente affidata a professionisti esterni, le predette strutture esprimono le valutazioni di competenza nel corso dell’elaborazione del progetto preliminare. Ove il progetto debba essere sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale di competenza statale o provinciale, alla domanda di indizione della conferenza è altresì allegata copia della pronuncia di compatibilità ambientale di cui all’art. 6, commi 4 e 5, della legge 8 luglio 1986, n. 349,  ovvero copia del parere del comitato provinciale per l’ambiente.  Ai sensi dell’art. 6 della legge provinciale n. 13/1997, infatti, qualora i progetti di opere siano soggetti alla procedura di valutazione dell’impatto ambientale ai sensi della legge provinciale 29 agosto 1988, n. 28 e del relativo regolamento di esecuzione, il conseguente procedimento si svolge preventivamente all’approvazione dei progetti prevista e all’accertamento della conformità urbanistica, prevista dall’art. 5 della legge provinciale n. 13/1997 e della quale si dirà in seguito.  

In particolare per la V.I.A. provinciale devono essere applicate, ove ne ricorrano i presupposti, le disposizioni della legge provinciale n. 28 del 1988 e del relativo regolamento di esecuzione concernenti i progetti di massima o preliminari, non invece quelle per la V.I.A. sui progetti esecutivi. Il procedimento di V.I.A. si conclude entro novanta giorni dal suo inizio con il parere del comitato provinciale per l’ambiente, che, senza alcun passaggio in sede di Giunta provinciale, è direttamente allegato alla domanda di indizione della conferenza di servizi. Entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta trasmessa dalle strutture provinciali competenti per l’opera specifica, il dirigente generale del dipartimento competente in materia di opere pubbliche indice una conferenza di servizi, specificando se essa è convocata, perlomeno inizialmente, con finalità puramente istruttorie, ovvero decisorie.  Alla conferenza di servizi sono invitati i dirigenti delle strutture provinciali nella cui sfera di competenza rientrano le determinazioni finali relative al progetto in esame, nonché i rappresentanti delle altre amministrazioni pubbliche competenti. Le determinazioni dei dirigenti delle strutture provinciali, rese in sede di conferenza, sostituiscono gli atti previsti dalle leggi provinciali vigenti. La conferenza di servizi si esprime sul progetto definitivo entro sessanta giorni dalla sua convocazione, e può richiedere, se necessario, chiarimenti e documenti direttamente ai progettisti o alle strutture provinciali interessate. Relativamente ai progetti sottoposti a procedura di V.I.A.,  le determinazioni rese in sede di conferenza di servizi devono essere formulate in coerenza con la pronuncia di compatibilità ambientale ovvero con il parere del Comitato Provinciale per l’Ambiente. Il dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve essere motivato e recare, a pena di inammissibilità, le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell’assenso. La conferenza di servizi decide sul progetto dopo avere acquisito le osservazioni dei proprietari espropriati, dei semplici cittadini aventi un interesse e dai Comuni territorialmente coinvolti, formulate nell’ambito della procedura prevista dall’articolo 18, commi 4-bis e 4 -ter, della legge provinciale n. 26/1993 in materia di lavori pubblici. Entro trenta giorni dal ricevimento delle determinazioni della conferenza di servizi il dirigente del servizio competente per materia approva il progetto definitivo dell’opera, che equivale a dichiarazione di pubblica utilità, di urgenza e di indifferibilità del medesimo.  Qualora nella conferenza di servizi non si pervenga all’unanimità di decisione, il dirigente  può assumere la determinazione di conclusione positiva del procedimento dandone  comunicazione alla Giunta provinciale e all’amministrazione o al dirigente che abbiano espresso il proprio dissenso. La Giunta provinciale, per questi casi, entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione può disporre la sospensione della determinazione inviata; trascorso tale termine, in assenza di sospensione, la determinazione è esecutiva. Come accennato in precedenza, la legge provinciale n. 13/1997 prevede, all’art. 5, una fase di accertamento della conformità urbanistica delle opere, curata dal servizio competente in materia di urbanistica e tutela del paesaggio, prima della convocazione della conferenza di servizi e sentito il comune interessato, il quale è così chiamato ad esprimere un parere, peraltro non obbligatorio e non vincolante.  Qualora l’accertamento sia negativo, il dirigente della struttura competente alla realizzazione dell’opera, oltre alla comunicazione ai fini espropriativi e occupativi,  cura la pubblicazione di un avviso che illustra l’opera sotto il profilo urbanistico. L’avviso è pubblicato su un giornale locale ed affisso per almeno dieci giorni all’albo dei comuni nel cui territorio deve essere realizzata l’opera. L’avviso contiene l’invito a presentare osservazioni presso la struttura competente alla realizzazione dell’opera entro trenta giorni dal termine del periodo di pubblicazione all’albo comunale. Alla successiva conferenza dei servizi, già descritta, il comune partecipa mediante un rappresentante autorizzato dal consiglio comunale e dotato dei poteri necessari per la decisione. Qualora il rappresentante del comune non sia autorizzato a decidere in ordine al progetto del quale è stata accertata la non conformità urbanistica, la conferenza di servizi, nella sua successiva convocazione può  comunque decidere a maggioranza con l’effetto di approvare un progetto definitivo che costituisce automaticamente variante agli strumenti urbanistici subordinati al piano urbanistico provinciale.  Nel caso in cui il rappresentante del comune, autorizzato ad esprimere il parere ufficiale del comune, esprima dissenso sul progetto definitivo, l’approvazione del progetto è demandata alla Giunta provinciale, che decide tenuto conto dell’interesse provinciale alla realizzazione dell’opera e tale approvazione costituisce variante agli strumenti urbanistici subordinati al piano urbanistico provinciale.  All’art. 7 della legge provinciale n. 13/1997, intitolato “norme particolari”, si stabilisce infine che, contro il parere del Comitato Provinciale per l’Ambiente, competente per tale procedura speciale al rilascio del parere di compatibilità ambientale dell’opera e le determinazioni finali della conferenza di servizi finale, non sono ammessi i ricorsi amministrativi eventualmente previsti dalle leggi provinciali.

La legge in esame, all’art. 9, accanto alle opere per le quali sia prevista o definita una competenza esclusiva provinciale, disciplina anche alcuni meccanismi di coordinamento rispetto all’approvazione dei progetti di opere di interesse statale, co-finanziate con il piano straordinario oggetto della legge stessa.  Le determinazioni di competenza della Provincia si prevede siano rese dal dirigente generale provinciale competente per materia, previa deliberazione della Giunta provinciale, che costituisce la fase conclusiva interna all’amministrazione provinciale, funzionale all’acquisizione delle intese, dei pareri, delle concessioni, delle autorizzazioni, delle licenze, dei nulla-osta e degli assensi, comunque denominati, di competenza della Provincia, necessari ai fini dell’esecuzione delle opere pubbliche di interesse statale.  

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