X hits on this document

Word document

In attesa della valutazione ambientale - page 68 / 69

135 views

0 shares

0 downloads

0 comments

68 / 69

necessaria, è applicata al progetto preliminare ed è elaborata ed espressa in modo definitivo dal Comitato Provinciale per l’Ambiente, senza passare al vaglio della Giunta, che su essa non si esprime.  Dopo la V.I.A., e previo accertamento della conformità urbanistica delle opere con gli strumenti di pianificazione vigenti, il progetto definitivo dell’opera, già considerata compatibile per l’ambiente, viene approvata da un’apposita Conferenza dei Servizi decisoria, in cui sono coinvolte tutte le competenze e le amministrazioni provinciali di settore.  Si tratta di un’ipotesi nata per l’approvazione di un gruppo di opere specifico, ma potrebbe costituire una interessante sperimentazione per un futuro modello alternativo.

Torniamo ad un profilo specifico della V.I.A. provinciale. Vorrei chiederle un parere sulla fase facoltativa di scoping, definita dal regolamento come “procedura di definizione del campo di indagine e di analisi”,  e sulla sua efficacia.

Si tratta di una procedura che non intende semplificare, ma razionalizzare il percorso procedurale, instaurando, sin dal principio, tra amministrazione e proponente, un rapporto dialettico, fecondo.  Conferma dell’utilità della procedura di scoping è l’utilizzo frequente della stessa.  E’ un istituto molto positivo, anche perché va a cogliere un’esigenza, a mio avviso, ancor più importante rispetto a quella della semplificazione, quella della razionalizzazione.   Con lo scoping si razionalizza l’iter procedurale e il campo analitico dell’indagine.  Nel caso in cui l’Agenzia non si presenta con efficienza a questo compito, e quindi non si pronunci entro il termine previsto dalla normativa per la conclusione dello scoping, allora si apre lo spazio per la semplificazione. Il legislatore ha previsto infatti un’ipotesi di silenzio-assenso, che, tuttavia, deve considerarsi residuale, o meglio non auspicabile. Le concrete possibilità di collaborazione tra il proponente e l’ente pubblico competente in materia di valutazione e di analisi degli impatti, che spesso detiene un rilevante numero di informazioni e di conoscenze tecnico-scientifiche, rappresentano un momento prezioso, che realizza una efficace sinergia tra differenti interessi spesso contrastanti,e si  può realizzare sin da principio, nel momento in cui è in corso l’attività di elaborazione progettuale di massima, ossia in una fase in cui spesso si può riscontrare una maggiore disponibilità alla condivisione di obiettivi e di intenti da parte di entrambe le parti, o in cui possono valutarsi a pieno le alternative.

Un’ultima domanda: la V.I.A. e la Convenzione delle Alpi.  Ovvero, il rapporto tra uno strumento

di governo del territorio e le indicazioni impegnative per lo stesso contenute nella convenzione e nei suoi protocolli attuativi.  Come crede possano integrarsi le due sfere?

Le rispondo in modo molto semplice, riprendendo le linee adottate nell’atto di indirizzo della Giunta per uno sviluppo sostenibile.  La Convenzione delle Alpi e i contenuti dei suoi protocolli, sono e saranno le basi su cui costruire le decisioni per il futuro. La V.I.A. dovrà quindi farsi carico di tali obiettivi e ne verrà senza dubbio influenzata.  Ciò avverrà, soprattutto, se essa dovrà attenersi ai contenuti di indirizzo emanati in sede di V.A.S.  La provincia di Trento ha già deciso di attenersi ed impegnarsi alle finalità e agli indirizzi della Convenzione delle Alpi, nonostante i suoi protocolli non siano ancora, ad oggi, legge dello Stato.  Testimonianza ne è il fatto che la Giunta sta portando avanti un progetto pilota, dedicato alla “Predisposizione di una Guida di buone pratiche per l’implementazione di programmi e progetti riguardanti la pianificazione spaziale e regionale sostenibile”, che vede la partecipazione dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, del Servizio Foreste, del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Trento, della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’ANPA; si tratta di un progetto finanziato e supportato dal  Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, programma “Cooperazione transnazionale nel settore della pianificazione territoriale nello Spazio Alpino”.

Scopo del progetto è di realizzare, comunicare e interscambiare esperienze di pianificazione territoriale sostenibile nello Spazio Alpino per offrire ai promotori dello sviluppo regionale esempi ed esperienze pratiche, concetti, strumenti operativi per la realizzazione di percorsi di sostenibilità nell’area alpina221.  Accanto a questo, nel Programma di Sviluppo Provinciale, adottato dalla Giunta nell’aprile 2002, sono ripresi e valorizzati i temi affrontati nei protocolli esecutivi della Convenzione delle Alpi.  Ma questo non è tutto, perché anche in altri atti di impegno politico e di programmazione, la Giunta provinciale ha mostrato, indipendentemente dalle maggioranze politiche del momento, di voler perseguire la strada dello sviluppo sostenibile, in particolare riferimento al nostro contesto alpino.  Il territorio della Provincia Autonoma di Trento si trova interamente in zona alpina e prealpina, in aree cioè che possono essere particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale a causa della particolare orografia e del clima. Diventa, quindi, importante

221 Per un approfondimento si veda il sito www.provincia.tn.it .

Document info
Document views135
Page views135
Page last viewedSat Dec 03 05:17:08 UTC 2016
Pages69
Paragraphs867
Words57203

Comments