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OPPORTUNITÀ ALL'ESTERO Aggiornamento del 24/01/2015 - page 43 / 48

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PICCOLA STORIA DI RESISTENZA PALESTINESE - SCRIVONO DELLE VOLONTARIE SCI A HEBRON

In solidarietà con la Palestina, lo SCI Italia da alcuni anni porta avanti un progetto di volontariato a lungo termine a sostegno dei Comitati di Resistenza Popolare Nonviolenta contro l'occupazione, in partenariato con il “Popular Struggle Coordination Committee” (PSCC) e in collaborazione con “Youth Against Settlements” (YAS) di Hebron. Da giugno 2014 abbiamo ad Hebron 2 volontarie che, oltre alle loro attività in collaborazione con gli/le attivisti/e locali, ci aggiornano regolarmente sulla situazione con l'invio di report e di materiale video/fotografico.

Raji Abd Al Aziz entra regolarmente nella colonia di Betar Illit per coltivare le sue terre. Tale diritto, per nulla abituale per un palestinese, gli è costato 25 anni di lotta legale. Nonostante questa vittoria, continua a combattere per le proprie terre con i coloni, che non vedono di buon occhio la sua presenza a fianco alla loro casa.

Oggi abbiamo accompagnato alle sue proprietà agricole Raji Abd Al Aziz, che orgogliosamente ci fa vedere i suoi fichi e i suoi ulivi, battuti dal sole e dal vento di queste latitudini. Le case dei coloni sono situate a pochi metri di distanza, separate solo da una sottile protezione. La proprietà palestinese della famiglia Al Aziz si trova all’interno della colonia di Betar Illit, a ovest di Betlemme. Per arrivarci, infatti, abbiamo dovuto attraversare in macchina l’insediamento: all’ingresso, nonostante la targa palestinese, si limitano a scrivere il numero della targa senza nemmeno controllare i documenti e ci lasciano entrare. Betar Illit conta oltre 35 mila persone e confina con il villaggio di Hussan, dove abita Abd Al Aziz. Fa parte della cosiddetta seam zone, un’area ad alto livello di concentrazione di insediamenti illegali, compresa tra la linea verde del 1949 e l’attuale percorso del muro di segregazione. In Cisgiordania, nonostante le colonie siano vietate dal diritto internazionale e violino i diritti degli abitanti palestinesi, le autorità israeliane continuano a pianficarne di nuove, frammentando così ulteriormente il territorio e rinchiudendo la popolazione palestinesi in bantustan isolati dal resto dello spazio cisgiordano. In generale, i palestinesi non possono accedere alle colonie. Raji Abd Al Aziz, invece, ci racconta che dal 2007 lui e la sua famiglia possono farlo senza eccessivi problemi; grazie alla vittoria ottenuta in seguito ad una battaglia legale tra le Corti Israeliane durata oltre 25 anni e costata sette mila dollari tra avvocati e burocrazia. Quei 51 dunams (5,1 ettari) di terra, appartenuti alla sua famiglia da generazioni, nel 1982 sono stati inclusi nella costruzione della colonia di Betar Illit. Da quel giorno, il padre, Abd Al Aziz Sabatin, ha cominciato un lungo e caparbio percorso legale di resistenza all’occupazione della sua terra, che ha permesso ai suoi figli di recuperare il diritto di utilizzare i terreni per scopo agricolo. Il padre però non ha vissuto abbastanza per poter gioire di questa vittoria, che era diventata la sua battaglia personale.

Quando domandiamo a Raji Abd Al Aziz delle difficoltà di convivenza con i suoi vicini coloni, ci risponde con un lungo sfogo in cui ci racconta di alberi bruciati, di lanci di pietre e di impedimenti alla lavorazione della terra. L'ultima delle minacce risale a maggio, quando una cinquantina di ulivi sono stati bruciati durante la notte. Nonostante quest'ultimo incidente, Abd Al Aziz assicura che il rapporto di vicinato è migliorato nel tempo, anche grazie all'impegno che lui stesso ha investito in tal senso.

I coloni per avere quel pezzo di terra non si sono fermati solo alle aggressioni fisiche, incalza Raji Abd Al Aziz, ma più di una volta hanno fatto delle ingenti proposte di vendita alla famiglia. Recentemente hanno offerto 35 milioni di dollari e la possibilità di procuarare il passaporto statunitense a tutti i familiari, con cui espatriare. Anche l'accesso all'acqua è stata una vera e propria battaglia che è passata per vie legali: nel momento in cui Abd Al Aziz ha riavuto la terra, un gruppo di coloni ha domandato un risarcimento di 42 mila NIS (quasi nove mila euro) per avere spento un incendio. Raji Abd Al Aziz ha accettato di pagare, chiedendo in cambio la possbilità di aver l'acqua corrente in caso l'episodio dell'incendio si fosse ripetuto. Nel frattempo, ha consultato l'avvocato e ha deciso di rivolgersi al tribunale israeliano, che nuovamente gli ha dato ragione,

A cura dei CIG di Latisana e Lignano Sabbiadoro

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