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Edith Stein [S.Teresa Benedetta della Croce]

Dove il Bambino divino intenda condurci sulla terra è cosa che non sappiamo e a proposito della quale non dobbiamo fare domande prima del tempo. Una cosa sola sappiamo, e cioè che a quanti amano il Signore tutte le cose ridondano in bene. E inoltre che le vie, per le quali il Salvatore conduce, vanno al di là di questa terra.

O scambio mirabile! Il Creatore del genere umano ci conferisce, assumendo un corpo, la sua divinità. Per quest’opera mirabile il Redentore è infatti venuto nel mondo. Dio è diventato un figlio degli uomini, affinché gli uomini potessero diventare figli di Dio. Uno di noi aveva lacerato il legame della figliolanza divina, uno di noi doveva di nuovo riannodarlo e pagare per il peccato. Ma nessun discendente di questa progenie antica, malata e imbastardita, era in grado di farlo. Su di essa andava innestato un ramoscello nuovo, sano e nobile.

Uno di noi egli è divenuto, anzi di più ancora, perché è divenuto una cosa sola con noi. Questa è infatti la cosa meravigliosa del genere umano, il fatto che siamo tutti una cosa sola. Se le cose stessero diversamente, se noi esistessimo liberi e indipendenti gli uni accanto agli altri come esseri singoli, autonomi e separati, la caduta dell’uno non si sarebbe tirata dietro la caduta di tutti gli altri.

Dall’altra parte qualcuno avrebbe poi potuto pagare per noi il prezzo dell’espiazione e metterlo sul nostro conto, ma la sua giustizia non sarebbe trapassata nei peccatori e nessuna giustificazione sarebbe stata possibile. Egli invece venne per essere un corpo misterioso con noi: egli il nostro capo, noi le sue membra. Se mettiamo le nostre mani nelle mani del Bambino divino e rispondiamo con un "Sì" al suo "Seguimi", allora siamo suoi, e libera è la via perché la sua vita divina possa riversarsi in noi.

Questo è l’inizio della vita divina in noi. Essa non è ancora la contemplazione beata di Dio nella luce della gloria; è ancora l’oscurità della fede, però non è più di questo mondo ed è già un’esistenza nel regno di Dio. Il regno di Dio cominciò sulla terra quando la Vergine santissima pronunciò il suo "fiat", ed ella ne fu la prima serva. E quanti prima e dopo la nascita del Bambino professarono la loro fede in lui con le parole e le azioni - S.Giuseppe, S.Elisabetta, suo figlio e tutti coloro che circondavano la mangiatoia - entrarono similmente in esso.

Tale regno sopravvenne in maniera diversa da come ce lo si era immaginato in base ai salmi e ai profeti. I romani rimasero i padroni del paese, e i sommi sacerdoti e gli scribi continuarono a tenere il popolo povero sotto il loro giogo. Chiunque apparteneva al Signore portava invisibilmente il regno di Dio in sé, non si vide alleggerito dei pesi dell’esistenza terrena, anzi ne vide aggiungere degli altri, ma dentro era sorretto da una forza alata, che rendeva dolce il giogo e leggero il peso.

Così avviene anche oggi per ogni figlio di Dio. La vita divina, che viene accesa nell’anima, è la luce che è venuta nelle tenebre, il miracolo della notte santa. Chi la porta in sé capisce quando se ne parla. Invece per gli altri tutto quel che possiamo dire al riguardo è solo un balbettio incomprensibile. Tutto nel vangelo di Giovanni è un balbettio del genere a proposito della luce eterna, che è amore e vita. Dio in noi e noi in lui, questa è la nostra partecipazione al regno di Dio, che ha nell’incarnazione la sua base.

Messaggio dell’Animatrice Generale LMS

Suore Missionarie di S. Carlo B. Scalabriniane

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