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Criteri di taratura degli impianti di distribuzione MT ed esempi tipici di coordinamento delle ... - page 4 / 14

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2 0 kV - C = 9 5 % - T a r a tu ra : 6 1 5 V - 0 .0 4 A

1 00 0 0

9000

R esis ten za vi sta da lla pr o te zio ne [O h m ]

8000

7000

6000

5000

4000

3000

P e so lin ea cr escen te

2000

1000

59 V o T R

0 1 00

120

140

160

1 80

2 00

2 20

240

260

2 80

3 00

SO G L I A 6 7. S1 : M ob ile D T 10 9 6

[A ]

Figura 3:

resistenza di guasto a terra selezionabili dalle protezioni di linea MT in regime di esercizio a neutro isolato

Il valore di Rg selezionabile dipende, di fatto, dal solo limite voltmetrico ed il valore selezionabile della resistenza di guasto a terra è compreso fra 5,3 kΩ e 3,8 kΩ. Ne consegue che le protezioni sono in grado di selezionare resistenze di guasto più che doppie rispetto alla situazione con neutro isolato ed a tali valori devono arrivare sia gli RGDAT che le protezioni generali dei Clienti MT. Ne consegue che una protezione di semplice massima corrente omopolare dovrebbe avere una taratura simile a quella della soglia I0 della protezione direzionale di linea (2 A primari); con tali valori di taratura, tuttavia, il valore di Rg selezionabile diventa eccessivamente variabile, come si ricava dalla Figura 3, in funzione della percentuale della linea guasta (o tratto di linea a valle della protezione) rispetto alla totale corrente capacitiva della rete MT e dell’estensione della rete MT stessa.

Inoltre, al fine di non avere interventi intempestivi, in caso di adozione di un sensore/protezione di massima corrente omopolare per la selezione di guasti a terra, la taratura di tale apparecchiatura, tenendo conto del margine d’errore, deve essere tale da:

  • a)

    garantirne il non intervento in caso di guasto su altra linea o sul tratto di linea a monte del medesimo e quindi essere maggiore del contributo al guasto della rete sottesa a valle del rivelatore. Pertanto il contributo della rete a valle del rivelatore/protezione deve essere comunque inferiore alla taratura minima impostata;

  • b)

    garantirne l’intervento in caso di guasto sul tratto di linea a valle del medesimo e quindi essere minore della corrente di guasto della rete decurtata del contributo al guasto della rete sottesa a valle del rivelatore/protezione;

In caso di reti esercite a neutro isolato, è possibile avere una forte differenza fra il contributo della rete a valle del rilevatore e quello della rete a monte (ad es. 50 A e 250 A rispettivamente). In caso di reti esercite a neutro compensato, invece, i due valori praticamente coincidono in quanto la corrente di guasto della rete è azzerata dalla compensazione; unica differenza è che, in caso di guasto a valle, il TA omopolare del rilevatore è attraversato da una corrente resistiva intenzionale che serve al funzionamento delle protezioni (al massimo 35 A con riferimento alla sola componente resistiva (IR) a 20 kV, in caso di guasto franco), mentre, in caso di guasto a monte, tale contributo resistivo è assente e rimane solo quello fornito dal contributo al guasto dell’impianto del Cliente (I0gc). Di conseguenza. la differenza tra i valori di corrente omopolare in caso di guasto sulla linea (a monte dell’installazione della protezione di massima corrente omopolare) e guasti sull’impianto del Cliente (a valle dell’installazione della protezione di massima corrente omopolare) può risultare molto piccola e, quindi, può risultare impossibile scegliere una taratura tale da garantire la corretta selezione del guasto monofase a terra.

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