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Criteri di taratura degli impianti di distribuzione MT ed esempi tipici di coordinamento delle ... - page 7 / 14

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tR =

tempo di ritardo intenzionale.

Poiché,

come

nella

protezione

di

linea

ENEL,

in

tale

protezione

la

doppia

mappatura

è

contemporaneamente attiva (settore 67 S1 di Figura 6 per guasti a terra in regime di neutro isolato, settore 67 S2 per guasti a terra in regime di neutro compensato), essa è in grado di selezionare, senza necessità di alcun segnale esterno circa lo stato del neutro, sia i guasti a terra nelle reti a neutro isolato, sia nelle reti a neutro compensato. In tali condizioni un guasto monofase a terra all’interno dell’impianto utilizzatore del Cliente verrà selezionato esclusivamente dal dispositivo generale del Cliente stesso, comandato dalla protezione generale, non dando luogo ad alcuna apertura di organi di manovra (interruttori di CP e/o IMS automatizzati) sulla rete ENEL a monte. La DK 5600 IV ed. (marzo 2004) prescrive tale tipo di protezione nella generalità dei casi. Solo per impianti utilizzatori con bassissima probabilità di guasti monofase a terra sul lato MT degli impianti stessi e con trascurabile contributo di corrente capacitiva di guasto monofase a terra (indicativamente inferiore a 2 A ÷ 2,5 A) della rete interna la DK 5600 consente l’utilizzo del più semplice relè di massima corrente omopolare. Tali condizioni si verificano se la rete MT interna del Cliente è interamente in cavo, se la lunghezza di tale cavo è non superiore a 500 m e se i trasformatori dell’impianto sono tutti collocati nel medesimo locale (oltre a rispettare le massime taglie per i TR stessi, come descritto nel seguito). La vecchia DK 5600, nonché la delibera AEEG 247/04 prevedono, in alcune condizioni, la possibilità, per il Cliente, di utilizzare, sul dispositivo generale, una protezione realizzata tramite fusibili. Ovviamente, nessun

tipo di coordinamento nei confronti dei guasti a terra è possibile con i fusibili.

3. PROTEZIONE CONTRO LE SOVRACORRENTI (GUASTI POLIFASE)

La filosofia di protezione della rete MT contro i corti circuiti è fondamentalmente dettata dalla struttura della rete stessa che, in condizioni di normale esercizio, è radiale e pressoché di tipo passivo4. In questo senso, in relazione alla protezione contro le sovracorrenti (sovraccarichi e/o eventi di guasto polifase), è sufficiente implementare un insieme di protezioni a massima corrente di tipo non direzionale, coordinate tra loro (a partire dalle sbarre AT fino all’uscita delle cabine secondarie, con le linee BT, compresi i Clienti MT) tramite opportuni ritardi temporali e opportuni livelli di soglia, come descritto più in dettaglio nel seguito. Le sovracorrenti per guasto polifase (a terra e/o isolato) dipendono infatti (oltre che dalla resistenza di guasto) dal valore della potenza di corto circuito alle sbarre di riferimento (AT o MT) e dai valori di impedenza (alla sequenza diretta e inversa) dei componenti compresi tra le suddette sbarre e il punto di guasto (trasformatori e linee), secondo formule tipiche legate al tipo di guasto. E’ importante sottolineare che questa modalità di protezione risulta indipendente dall’esercizio dello stato del neutro, che influenza essenzialmente il comportamento del sistema solo a fronte di guasti a terra di tipo monofase. Le protezioni di massima corrente adottate da ENEL sulla propria rete di distribuzione sono tipicamente di tipo adirezionale, a tempo indipendente (per garantire tempi di eliminazione il più possibile indipendenti dal punto di guasto e dall’impedenza del guasto stesso) con più soglie di intervento: in linea di massima si adottano una soglia contro i sovraccarichi più lenta ed una soglia i corti circuiti, più veloce. Sulle protezioni di linea MT ENEL è presente anche una terza soglia al fine di migliorare la selettività del sistema di protezione e/o per rendere insensibile il sistema stesso da fenomeni transitori non di guasto (es. transitori di messa in tensione dei trasformatori MT/BT). Nel caso di Clienti MT, la protezione generale ha la funzione di: eliminare i cortocircuiti a valle del punto di prelievo realizzando il coordinamento con la protezione

ENEL a monte. Questa funzione è realizzata tramite dei fusibili MT, su alcune tipologie di Clienti allacciati nel passato, o tramite la prima soglia della protezione di massima corrente posta sul dispositivo generale del Cliente su alcune tipologie di Clienti allacciati nel passato e su tutti i nuovi allacciamenti, realizzati in conformità a DK 5600 IV edizione (2004); essa deve essere la più rapida possibile, con valore di soglia che mantenga, per quanto possibile, la selettività rispetto alla protezione a monte (montante MT di linea); tale esigenza risulta soddisfatta con l’uso di una singola soglia, coordinata con la

protezione ENEL a monte; eliminare i sovraccarichi

e proteggere dai sovraccarichi il cavo di collegamento realizzando il

coordinamento con la protezione ENEL a monte. Questa funzione è realizzata, in modo estremamente parziale, tramite dei fusibili MT su alcune tipologie di Clienti allacciati nel passato, o tramite la seconda

4

Queste considerazioni prescindono dalle problematiche che sorgono a seguito della diffusione di generazione sulla rete di distribuzione. In termini del tutto generali, si può affermare che, mantenendosi la struttura radiale il sistema di protezione qui descritto può, nelle sue linee essenziali, restare inalterato (beninteso con opportuni aggiustamenti, in particolare nelle tarature). Del tutto differente invece sarebbe il discorso a seguito di una gestione del sistema in termini di magliatura (ma ciò vale indipendentemente dalla presenza di generazione).

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