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Criteri di taratura degli impianti di distribuzione MT ed esempi tipici di coordinamento delle ... - page 8 / 14

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soglia della protezione di massima corrente posta sul dispositivo generale del Cliente, per tutti i nuovi allacciamenti, realizzati in conformità a DK 5600 IV edizione (2004) ed alcune tipologie di Clienti MT allacciati nel passato.

Il guasto polifase, se il valore di corrente di guasto è superiore ad una certa soglia5, non può, in ogni caso, essere eliminato selettivamente. Se il Cliente MT disponde della sopra menzionata protezione di massima a corrente a due soglie e si verifica l’intervento di tale protezione contemporaneamente a quello di una protezione ENEL a monte (generalmente a tre soglie), la selezione del guasto interno all’impianto del Cliente avviene grazie al dispositivo di richisura automatica. La protezione ENEL, infatti, effettua la richiusura rapida trovando aperto il dispositivo generale del Cliente che è, esso pure, intervenuto su guasto (senza richiudere). Tale richiusura, pertanto, risulta positiva e la linea ENEL a monte del guasto subisce solo una interruzione transitoria. Ovviamente, è essenziale che nessuna richiusura automatica avvenga da parte del dispositivo generale del Cliente, pena lo scatto definitivo di tutta la linea ENEL. Solo nel caso in cui il valore di corrente di guasto, invece, sia inferiore all’80%÷90% della taratura della prima protezione ENEL a monte senza ritardo intenzionale, si può avere un coordinamento completo fra le protezioni del Cliente e quelle ENEL, ottenendo la selezione del guasto da parte del solo dispositivo generale del Cliente senza alcuna interruzione sulla linea sana a monte in quanto l’intervento della protezione ENEL posta in CP è, in tal caso, ritardato.Nel caso il Cliente non disponga di una protezione, ma di fusibili, il coordinamento può risultare decisamente peggiore. Infatti, le curve di intervento dei fusibili non sono ben definite, dipendono dai singoli Costruttori e, per quanto riguarda le correnti relativamente basse (sovraccarichi), sono fortemente influenzate dalla temperatura ambiente e, pertanto, dal tipo di installazione del fusibile stesso (in aria, in quadro protetto, etc.). In pratica, nel caso il Cliente disponga di fusibili (soluzione prevista anche dalla delibera AEEG per alcune tipologie di Clienti), la protezione contro i sovraccarichi del proprrio impianto non è, di fatto, presente. Nelle Figura 7 e Figura 8 sono mostrati alcuni esempi di coordinamento fra protezioni ENEL e protezioni di Clienti MT in caso di sovracorrenti. I fusibili considerati, rispettivamente con In=40 A e In=63 A vengono utilizzati, in funzione del tipo di installazione, per la protezione di TR MT/BT di potenza 400 kVA o 630 kVA. Appaiono chiari i problemi di coordinamento, anche con la soglia 51.1 della protezione ENEL a monte. Chiaramente, un fusibile con In superiore a 63 A, non sarebbe impiegabile in quanto non garantirebbe alcuna selettività. Si fa notare, infine, che il coordinamento è influenzato dal fatto che, immediatamente a monte del Cliente vi sia una protezione di linea (3 soglie di massima corrente) , un recloser (due soglie di massima corrente), una linea in partenza da centro satellite (due soglie di massima corrente), etc., così come descritto nella DK 5600 IV ed., in quanto ciascuno di tali casi richiede differenti tarature delle protezioni stesse. Poiché, tuttavia, sarebbe un vincolo troppo pesante per l’esercizio della rete ENEL effettuare un coordinamento estremamente “personalizzato”, le tarature richieste al Cliente sono:

5 1 . S 1 : I 6 5 % ( I 5 1 . 1 p r o t e z i o n e l i n e a M T a m o n t e ) , t F = 5 0 0 m s ( t R 5 1 . 1 E N E L

= 700 ms÷1.000 ms);

51.S2: I = 500 A÷650 A, tF = 120 ms (tR 51.2 ENEL

= 0 ms÷250 ms);

dove:

t F = t R =

tempo di eliminazione del guasto (comprensivo di apertura interruttore) tempo di ritardo intenzionale.

tali da assicurare, qualora sia adottata una protezione generale, un buon coordinamento con le protezioni ENEL a monte e, comunque, tali da non generare una interruzione lunga per un guasto all’interno dell’impianto del Cliente.

5

Il valore di corrente di guasto dipende esclusivamente dall’impedenza equivalente della rete a monte del punto sede di guasto.

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