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Linee guida per un orientamento basato - page 40 / 58

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Spesso le teorie alla base di strumenti web non sono trasparenti e pochi sono gli strumenti che dichiarano esplicitamente i costrutti teoretici su cui si basano. In qualità di consiglieri che stanno facendo un uso a fini informativi di queste risorse, assume rilievo l’esser consapevoli delle varie teorie riguardanti la pratica dell’orientamento e, dall’altra, il modo in cui i clienti si avvicinano al processo decisionale.

Nell’utilizzo di strumenti web è importante che i consiglieri d orientamento abbiano dimestichezza nel loro campo e siano consapevoli dei limiti. Bisognerebbe avere fiducia nella risorse e utilizzare le proprie competenze per valutare quale dei vari strumenti web si adatta alla pratica dell’orientamento.

IV.3. Teorie e strumenti web

Sebbene, usando il world wide web, si possano trovare tanti programmi di orientamento, ad un’occhiata più attenta molti di loro si rivelano sostanzialmente delle banche dati. Se è vero che è molto utile poter scoprire dove studiare per diventare idraulico o come apprendere una lingua straniera, è altresì vero che l’informazione di per sé non è orientamento, ma supporta il processo di orientamento. Molti di questi strumenti di orientamento basati sulle tecnologie web utilizzano un processo che abbina gli interessi, le competenze e le capacità di una persona alle professioni, le quali sono classificate per competenze e capacità, ed in virtù di queste si viene “abbinati” ad un lavoro.

Gli approcci tradizionali al processo di scelta di un lavoro tendono ad essere razionali e assumono che vi siano scelta da parte dell’individuo e stabili condizioni del mercato del lavoro. Gli approcci differenziali o degli abbinamenti hanno continuato ad esercitare un’influenza significativa sulla pratica dell’orientamento professionale e sulle relative iniziative politiche. Essi si collocano all’origine di molti strumenti computerizzati e basati su Internet nell’ambito della pratica dell’orientamento. Ci sono stati sviluppi sia nella teoria che nella pratica che hanno evidenziato il ruolo del cliente, quale partecipante più attivo del processo di orientamento professionale e questo si riflette anche nello sviluppo di strumenti informatici. Sono emerse nuove teorie che prendono in considerazione tematiche relative al contesto ed offrono prospettive diverse. Per esempio, Savickas (1993) parla della tendenza generale verso “un discorso di prospettiva multipla” (p. 205) e suggerisce che i cambiamenti in atto nel counselling alle professioni ridefiniscano l’orientatore quale coautore ed editore di resoconti delle professioni. In questa veste, piuttosto che diagnosticare, valutare e combinare, egli autorizza la scelta delle professioni attraverso la narrazione di storie coerenti; dà significato alla scelta della professione identificando i temi e i punti di tensione dello svolgimento della storia e aiuta i clienti ad apprendere le competenze necessarie per il successivo episodio della storia.

In particolare, Law (1981, 1996, 1999) ha rivolto la sua attenzione all’uso della biografia nell’organizzazione di un percorso professionale. Attraverso la rivisitazione e la riformulazione sia delle esperienze interiori sia delle esperienze del mondo esteriore, possiamo formare e riformare il nostro modo di pensare al lavoro e la nostra percezione del lavoro. Utilizzando le proprietà di “modellizzazione” offerte dai programmi dei computer, l’individuo può rivisitare vecchie idee e provarne di nuove. Un tale processo consente all’utente di passare dal già pianificato al nuovo nell’organizzazione del proprio percorso professionale. È importante tenere in considerazione il modo in cui nuovi modi di pensare

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