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Linee guida per un orientamento basato - page 42 / 58

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Krumboltz ritiene che l’obiettivo degli orientatori sia di sostenere l’apprendimento dei clienti e di creare “occasioni di apprendimento per i clienti che coinvolgono una vasta gamma di esperienze sia personali sia professionali”. Questo può essere rilevante nel caso delle opportunità consentite dagli strumenti basati su Internet che potenzialmente offrono tanti canali per ampliare la conoscenza delle persone riguardo alle loro possibilità, di apprendimento o di lavoro. Ciò porta anche ad una svolta per quello che concerne il ruolo dell’orientatore, che diventa un soggetto che ha il compito di facilitare l’apprendimento

IV.3.5. Teorie sociologiche

Le teorie finora descritte prendono le mosse da una prospettiva individualistica, ampiamente radicata nella psicologia. Molti strumenti web si fondano su questo punto di partenza e prescindono dal guardare alla persona nel proprio contesto. Altre teorie, come l’Allocazione Occupazionale di Roberts (1977, 97) si oppongono a questa prospettiva individualistica ed evidenziano il fatto che gli individui sono vincolati, nella scelta del lavoro, da variabili sociali al di fuori del loro controllo, come la classe sociale, il sesso, l’appartenenza etnica e l’età.

Il legame fra l’apprendimento e il processo di scelta del lavoro è evidenziato nel lavoro svolto da Law e Watts (1977) nello sviluppo del modello DOTS che si focalizza sulla conoscenza di Sé, sulle Opportunità, sul processo che porta a Decidere e sulle Transizioni. Il lavoro svolto da Law mostra che i fattori più significativi nelle scelte occupazionali sono gli scambi interpersonali che avvengono nello scenario locale (Law, 1981, 1996). Più significativi sono gli scambi personali che avvengono fra l’individuo e gli altri nella famiglia, fra i vicini, fra i gruppi di coetanei, fra gruppi etnici ed insegnanti a scuola, con cui l’individuo è quotidianamente in contatto.

Law ha sviluppato il modello, chiamato New-DOTS (1999), per porre in risalto che l’apprendimento che si concreta in scelta professionale avviene in un contesto di “comunità interattiva” e che gli individui possono essere aiutati ad acquisire fiducia e a compiere progressi nello sviluppo delle proprie attività professionali. Ha elaborato il modello SeSiFu che costruisce un repertorio di capacità, da quelle basilari di raccolta delle informazioni a quelle sensoriali, di valutazione, di focalizzazione e di comprensione. Queste teorie sfidano la nozione di “processo decisionale autonomo e razionale” quale unico metodo per effettuare scelte professionali (Savikas, 2000:62).

Questa prospettiva ha un risvolto sugli strumenti web, che mirano ad aiutare le persone a considerare più attentamente quali sono i fattori vincolanti che si interpongono nella loro scelte professionali ed evidenziano il valore della raccolta delle informazioni, affinché che sviluppino un modo professionale di apprendere più attivo.

Alcune teorie stanno adesso perseguendo quel fine per rispondere ai bisogni di specifici gruppi di clienti, come i gruppi di minoranze etniche (Pedersen,1994) o le ragazze e le donne (Coyle and Skinner,1988). La multiculturalità ritiene che ogni cliente, i consiglieri di orientamenti ed i problemi che si pongono siano inquadrabili in relazioni definite e culturalmente diverse e che perciò gli approcci pratici debbano tener conto dei fattori e valori culturali. (Sue, 1995).

Oltre allo sviluppo di nuove teorie improntate alla diversità dell’approccio all’individuo, si stanno sviluppando anche delle teorie che offrono metodi di lavoro alternativi. Queste includono, fra le altre, la teoria Sociocognitiva (SCCT), le teorie Costruttiviste, la teoria “Solution Focused”. In tutte, il cliente è incoraggiato ad essere introspettivo e attivamente

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