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Linee guida per un orientamento basato - page 48 / 58

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V.2. I principi etici

I professionisti che rivendicano l’integrità e l’affidabilità della loro professione hanno bisogno di rinviare al loro ordine professionale la questione dell’auto-regolamentazione. Se chiamati a motivare il proprio processo decisionale seguito, occorre poter disporre di una base morale su cui si fonda la nostra pratica professionale. Henry (1996: 43) sostiene che sia vitale il ruolo dei principi etici nel campo dell’orientamento e del counselling e che gli stessi professionisti dovrebbero essere coinvolti in prima persona nello spiegare e nel difendere i valori condivisi.

Beauchamp e Childress (1983) espongono i quattro principi che costituiscono la base di codici etici più diffusi nella pratica di aiuto alle professioni nei Paesi occidentali. Essi sono:

Agire nell’interesse del cliente/atteggiamento di benevolenza;

Assenza di ostilità;

Autonomia;

Giustizia/equità.

La benevolenza è evidente nella rappresentazione di ciò che accade col dottore: relazione col paziente. Agire per il bene del cliente richiede alcune azioni positive da parte del professionista, che possono estendersi fino alla difesa per conto del cliente. Il principio di assenza di ostilità (evitare i danni) può essere in realtà usato quando qualcosa non ha funzionato. Laddove l’azione è già stata svolta, tale principio mira ad assicurare che nessun danno ulteriore sarà arrecato al cliente con azioni, mancanza di azione o giudizio da parte del professionista. Il principio dell’autonomia prevede che il cliente abbia il diritto di essere coinvolto nelle decisioni professionali che lo riguardano. L’assunto è che il cliente sia capace di compiere scelte, e che su questa base il professionista debba assicurare la partecipazione attiva del cliente nel processo decisionale, anche quando le facoltà decisionali del cliente sono pregiudicate. Il principio di giustizia segna il momento in cui entra in scena l’etica utilitaristica (Winkler and Coombs, 1993) e la ricerca di ciò che è meglio per il maggior numero di persone, anche se questo inevitabilmente comporta degli svantaggi per la minoranza, e solleva importanti domande su come queste decisioni vengono assunte per la “maggior parte” delle persone. Laddove i professionisti lavorano nel settore pubblico, il principio di giustizia è più evidente in considerazione del fatto che risorse limitate devono far fronte a una domanda illimitata. Tali considerazioni si riscontrano anche nella pratica professionale dei privati, ma la pratica spesso vigente del pagamento diretto da parte del cliente per i servizi resi dal professionista, fa sì che la questione della giustizia sia vista semmai come una considerazione propria del cliente piuttosto che del professionista a cui questi si rivolge. La giustizia cerca di mettere il professionista in condizione di agire secondo giustizia, ed è a tale proposito che sulla scena professionale fanno l’ingresso uguaglianza ed equità. È il semplice fatto che il professionista sia vincolato nello svolgimento della sua professione al rispetto di un codice etico la vera garanzia per il cliente.

V.3. I principi etici nella pratica

I quattro principi etici non sono fra loro indipendenti, piuttosto sono fra loro interconnessi nell’erogazione di un servizio professionale. In medicina e nelle professioni collegate,

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