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Articolo 6

Modifiche alla legge regionale n. 42/79

1. All’articolo 2, comma 1, della legge regionale 12 dicembre 1979, n. 42, alla lettera a), è aggiunto il seguente periodo :“La Regione finanzia altresì, a suo totale carico, per gli stessi importi sopra evidenziati e nei limiti degli stanziamenti in bilancio, gli interventi dei comitati regionali del CONI e delle federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI, finalizzati alla ristrutturazione e all’adeguamento degli impianti sportivi di loro proprietà o di proprietà degli enti pubblici. I comitati regionali accedono ai finanziamenti previo assenso degli enti proprietari ed a condizione che il rapporto di gestione degli impianti  sia disciplinato da atto di durata non inferiore ad anni dieci” .

2. All’articolo 2, comma 1, della legge regionale n. 42/79, la lettera b) è soppressa.

3. All’articolo 2, comma 1, della legge regionale n. 42/79, la lettera c) è così sostituita:

“c) la  concessione  di  un  contributo  per  un  massimo  di  venti  anni  nella misura costante del cinque per cento annuo per la contrazione di mutui da  parte  di  province,  comuni, consorzi tra  comuni,  comunità  montane  nonché   università  pubbliche,  per  lavori  di  costruzione,

completamento,  ampliamento,  miglioramento, adeguamento ed abbattimento delle barriere

architettoniche degli impianti sportivi”.

4. All’articolo 2, comma 1, della legge regionale n. 42/79 alla lettera g) è aggiunta la seguente lettera:

   “h)  la concessione di contributi in conto capitale agli enti locali finalizzati alla ristrutturazione, al  

          miglioramento,  all’ampliamento  e  al  completamento   degli   impianti  e  delle  attrezzature  

          sportive degli istituti scolastici. I  comuni,  al  fine  di  favorire  la  massima  diffusione  della

          cultura  e  della  pratica  delle  attività  sportive,  consentono  agli istituti scolastici l’uso delle

          attrezzature e degli impianti sportivi nella loro  disponibilità  e  agevolano l’utilizzo  di quelli privati  mediante  apposite  convenzioni. A  tal  fine,  la  Regione  concede contributi ai  comuni nella misura del cinquanta per cento della spesa ammissibile.”

Commento

La legge regionale n. 42/79 disciplina gli interventi regionali per la costruzione, l’ampliamento, il completamento e l’acquisto di impianti e attrezzature sportive per la promozione e la diffusione della pratica sportiva. La Regione, ai sensi dell’art.2, lettera a), interviene, con finanziamento a suo totale carico, a favore delle province, dei comuni, dei consorzi tra enti locali, delle comunità montane e delle università pubbliche, per la costruzione di impianti sportivi destinati ad uso pubblico, il cui importo complessivo non sia superiore a euro 300.000,00. L’eventuale somma aggiuntiva è a carico dell’ente, che dovrà disporre dei mezzi finanziari sufficienti alla relativa copertura. Con la modifica introdotta dalla finanziaria la Regione finanzia anche gli interventi dei comitati regionali del CONI e delle federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI, finalizzati alla  ristrutturazione e all’adeguamento degli impianti sportivi di loro proprietà o di proprietà degli enti pubblici. Condizione per l’accesso ai finanziamenti è l’assenso degli enti  proprietari e la durata del rapporto di gestione degli impianti non inferiore a dieci anni.

Viene, inoltre, soppressa la disposizione che prevedeva la concessione di un contributo, nella misura costante annua del 10%,  quale concorso al pagamento degli interessi sui mutui decennali che province, comuni, consorzi tra enti locali, comunità montane, università pubbliche, contraggono per la costruzione, ampliamento, miglioramento, acquisto e acquisizione degli impianti sportivi.   

Il contributo annuo costante, della durata di anni trentacinque, nella misura stabilita dalla Cassa depositi e prestiti, per la realizzazione di impianti sportivi,  a favore di province, comuni, consorzi tra enti locali, comunità montane, università pubbliche, è stato sostituito dalla previsione di un contributo per un massimo di venti anni nella misura costante del 5% per la contrazione di mutui

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