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Articolo 9

Conclusione del procedimento ad istanza di parte

1. Nel rispetto dei principi di economicità, efficienza, tempestività e correttezza dell’azione amministrativa, nonché ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, si individua in novanta giorni il termine massimo per la conclusione dei procedimenti amministrativi regionali iniziati ad istanza di parte, fatte salve le procedure di gara, sottoposte alla disciplina normativa stabilita con decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

2. I procedimenti la cui conclusione possa eccedere il termine massimo stabilito al comma 1, tenuto conto della sostenibilità dei tempi procedimentali, dell’organizzazione amministrativa e della complessità della fase istruttoria, sono individuati con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dall’assessore alla riforma dell’amministrazione regionale.

3. I termini per la conclusione dei procedimenti di cui ai commi 1 e 2 iniziano a decorrere dal ricevimento dell’istanza.

4.  In armonia con i principi fondamentali della legge 2 luglio 2004, n. 165, ai consiglieri regionali, ai componenti della Giunta e al Presidente si applica la disciplina di cui all’articolo 63, comma 1,  n. 4 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modifiche.

Commento

La legge n. 241/90 detta, tra le altre, norme in materia di conclusione del procedimento amministrativo, prescrivendo la necessaria adozione di un provvedimento espresso entro un termine temporale certo.

L’art. 9 della finanziaria regionale fissa un limite temporale massimo, pari a 90 giorni, per i procedimenti amministrativi regionali iniziati ad istanza di parte. Sono esclusi da tale previsione le procedure di gara, disciplinate dalle disposizioni introdotte con il nuovo “Codice dei contratti pubblici” (D.Lgs. n. 163/2006).

La Giunta regionale è tenuta ad individuare, con delibera, i procedimenti la cui conclusione possa eccedere il termine massimo stabilito, tenuto conto della sostenibilità dei termini, sotto il profilo dell’organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della complessità del procedimento.  

La legge n. 165/2004 detta i principi fondamentali concernenti il sistema delle elezioni e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti la Giunta regionale, nonché dei consiglieri regionali, nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 122, comma 1, della Costituzione.

Le Regioni sono tenute a disciplinare con legge i casi di ineleggibilità e di incompatibilità, specificamente individuati, di cui all’art. 122, comma 1, della Costituzione.

Il comma 4 dell’art. 9  prevede l’applicazione nei confronti dei soggetti su menzionati della disciplina dettata dall’art. 63, comma 1, n. 4 del D.L.gs n. 267/2000 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali). Il riferimento è alle disposizioni relative alle cause di incompatibilità e, in particolare, alla previsione di incompatibilità per colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con la Regione. Non determinano incompatibilità la pendenza di una lite in materia tributaria e la costituzione di parte civile in un procedimento penale.  

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