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ono cinque anni,cioè dal mio primo viaggio in Boli- via,che voglio realizzare un sogno:visitare il Salar di Ujuny. E così, quest’anno, dopo aver scelto il Cami- no Real Breve come meta estiva,decido che è ora di ren- dere il mio desiderio una realtà. Fin dall’inizio comunico la mia intenzione al capogruppo,l’ottimo Daniele Benzi di Correggio, il quale non si oppone alla mia idea, ma anzi, non fosse perché è il tour leader,verrebbe anche lui.Co- munque non sono sola: Stefano di Parma, uno dei miei compagni di viaggio,dopo aver ascoltato la mia descrizio- ne sul Salar,decide di prendere parte all’avventura con me ed allora... organizziamoci! Arrivati a La Paz mi rivolgo a Ivan Arocha dell’agenzia locale presso il quale normal- mente si appoggiano tutti i gruppi di AnM, che in poco tempo e dopo alcune telefonate, ci comunica che è tutto

S

fattibile.Così,mentre il resto del gruppo prosegue con le visite in loco, come da programma, noi possiamo effet- tuare la nostra variante e al rientro riunirci a loro,per poi andare insieme verso il confine peruviano. Il costo non è poi così eccessivo:65 USD a persona,comprensivo di bi- glietti del bus andata e ritorno La Paz-Ujuny-La Paz, per- nottamento ad Ujuny, tour di 1 giorno al Salar in fuori- strada con guida/autista e pranzo presso l’hotel di sale (scopriremo poi che avremmo potuto risparmiare senza il suo intervento almeno 10-15 USD) . Stefano è molto contento ed a me brillano gli occhi dalla felicità ed allo- ra…… via…. Partiamo! Alle 16.00, con tutta calma, ci dirigiamo a piedi dall’alber- go alTerminal dei Bus di La Paz.Noi abbiamo i biglietti del- la compagnia“16 de Julio”,ma fin da subito ci accorgiamo

Perù, laguna vicino Arequira

che è un vero mercato… Tutti ur- lano, tutti pubbli- cizzano la loro

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PERÙ - BOLIVIA

TACCUINI DI VIAGGIO

DESTINAZIONE PARADISO

I salares di Uyuni, fuga da un Camino Real Breve gr. D. Benzi

Testo di Franca Cucco Foto archivio AnM

compagnia per le destinazioni più disparate in Bolivia ed all’estero.Dove sarà il nostro check-in? Ci facciamo largo tra una marea di locali, uomini e donne, con tanto di ba- gaglio sulle spalle,bambini compresi,mercanti indaffarati a contrattare… e finalmente al fondo troviamo lo sportel- lo. Presentiamo i biglietti, paghiamo 2 Boliviani (Bol) a te- sta per le tasse di imbarco ed aspettiamo che si apra la porta che ci condurrà sul nostro mezzo. Beh, tutto som- mato è un bell’autobus;sinceramente mi aspettavo di peg- gio! Vengono caricati i bagagli: c’è veramente di tutto… mancano solo le galline ed i lama… Noi abbiamo solo uno zainetto a testa con il minimo indispensabile. I nostri po- sti sono contrassegnati con i numeri 12 e 13.Salgono tan- ti turisti,ma anche molti locali e ben presto ci accorgiamo che ci troviamo di fronte ad un overbooking.Nessun pro- blema! I locali,evidentemente abituati a questi disagi,si si- stemano nel corridoio uno di seguito all’altro e ..pressati come in una scatola di sardine,ci muoviamo.Ho l’impres- sione di trovarmi su uno scafo che da Durazzo mi porta in Italia, ma tanté,… non importa: sto realizzando un so- gno e sono pronta ad affrontare qualsiasi problema mi si presenti di fronte da qui al termine del tour. Alle 17.00 in punto lasciamo il terminal, ma per uscire da La Paz ci im- pieghiamo veramente tantissimo tempo a causa del traffi- co.Notiamo lunghe file di persone davanti alle banche.Non dimentichiamo che siamo in Sudamerica e qui non se la passano molto bene (i disordini ed i cambiamenti politici dei mesi successivi lo dimostrano ampiamente...) In uno dei tanti imbottigliamenti sale un venditore ambulante,che decanta con dovizia di particolari il suo lassativo al succo d’arancia.Le bustine costano 8 Bol,ma in caso di acquisto di 3 di queste, il prezzo scende a 5 Bol. Il simpatico urla- tore fa visionare a tutti la sua merce e così anche io e Ste- fano contribuiamo al passamano di bustine fino all’ultimo passeggero in fondo al pullman… tanto diversamente non si può fare! Dopo aver concluso discreti affari,l’improvvi- sato ambulante scende dall’autobus,appena prima della pe- riferia di La Paz.A mano a mano che ci allontaniamo dal centro abitato, costituito da modestissime casupole ar- roccate una sull’altra,modello presepe,la scenografia cam- bia e lascia il posto ad un altopiano ricco di morbide col- line, disegnate da ciuffi d’erba verde, gialla, ocra, marrone, popolato da pastori,pecore e qualche mucca (ma non ve- do camelidi).Alla nostra destra siamo accompagnati per molti chilometri dai binari della ferrovia,che non so quan- do verranno mai usati,viste le precarie condizioni in cui si trovano e dato che sono frequentati da uomini ed anima- li che li prendono come una vera e propria strada.La vita quotidiana si svolge lungo tutta la “carretera” ed ecco quindi case costruite con i tipici mattoni marroni lisci o di terra essiccata al sole,intervallate da muri dipinti con mu- rales dai colori pastello, ormai logorati dal tempo, sopra i quali sono visibili le pubblicità di questa o quella “cerver- za”.Dopo due ore di viaggio,l’altopiano lascia spazio a qual- che grosso monolito,tipoAyers Rock (beh,forse non pro- prio Ayers Rock, ma l’idea c’è). Alle 18,15 tramonta il sole ed il paesaggio dai suoi colori pastello chiaro, si trasforma in rosso, prima tenue, poi vi- vace ed infine scuro, per lasciare spazio alla notte che in- combe. Ecco la Croce del Sud che ci accompagnerà fino ad Ujuny. E’ sempre molto suggestivo sapere che sei dal- l’altra parte dell’emisfero.Mi vengono in mente uno dopo l’altro, i grandi scopritori, gli inventori, gli astronauti, da Copernico a Leonardo a molti altri,tutti i grandi della sto- ria che hanno contribuito a farci conoscere il misterioso universo.. e noi siamo solo un minuscolo puntino in mez- zo a tutto questo!

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