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Regali a tutti i denari persiani del sole – - page 2 / 13

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Così è per questo scritto che si muove verso lo studio e la conoscenza della musica liturgica armena. I canti liturgici dell’Armenia sono l’oggetto di questa ricerca, in primo luogo per un interesse personale nei confronti di quelle musiche vocali appartenenti all’area delle antiche chiese cristiane dell’Oriente; in secondo luogo, per il fatto che la storia dell’Armenia, della sua chiesa e del suo popolo sia tanto particolare per ragioni che conosceremo; ed inoltre per il motivo che numerosi fattori indussero questo popolo a sviluppare una forma distinta di musica ecclesiastica.

L’ascolto della musica armena, da quella popolare a quella spirituale medioevale, si colloca nella mia esperienza personale come fonte che risveglia e mitiga nel mondo interiore profondità sopite e familiari, quasi un raccordo dell’esistente con l’invisibile delle origini; nell’ascolto del canto armeno avviene un ‘radicamento poetico’, una tessitura di radici lontane con l’incognita del presente; nell’elevazione spirituale che la musica induce si coglie un segno nostalgico per la terra lasciata. Queste sono state e sono le sensazioni provocate dal fascino del canto; compresi poi che questo tipo di percezione della musica, da un punto di vista antropologico, rientrava nella concezione di una musica la cui dimensione temporale trasforma il tempo reale in ‘altro’ tempo, di altra natura e spazio a sè, in particolare nel caso dei riti religiosi.5

La prima occasione di incontro del canto armeno è stata in Italia, con l’ascolto di un disco dedicato alla Musica spirituale medioevale dell’Armenia. Successivamente, alla British Library di Londra ho visitato una mostra dedicata ai Tesori dell’Arca. In questo contesto ho ascoltato alcuni frammenti di canti liturgici registrati all’inizio del Novecento ed eseguiti da Komitas Vardapet (compositore ed etnomusicologo armeno, 1869-1935). Ha contribuito ad alimentare il mio desiderio di conoscere in modo più approfondito la musica liturgica armena la visita all’Isola di S. Lazzaro, che è sede della Comunità Mechitarista di Venezia, da cui provengono i canti che verranno analizzati in questa ricerca. La Comunità Mechitarista, come vedremo, costituisce un fondamentale punto di continuità della trasmissione e dello studio dei canti liturgici.

Armenia: accenni storico-musicali

L’Armenia, terra di confine tra Europa ed Asia e mondo a sé, possiede una cultura profonda ed antica. Essa è una Repubblica indipendente dal 1991, la cui capitale è Yerevan. Situata in un territorio che confina con Turchia, Georgia, Azerbaijan e Iran, l’odierna Armenia è una piccola parte dell’Armenia storica che comprendeva la parte centro-orientale della penisola anatolica e univa il Mar Nero, il Mar Caspio ed il Mar Mediterraneo. Il cuore di questa regione è costituito dall’acrocoro dell'Ararat.

Questa terra rappresentò nel corso della storia una grande strada di collegamento tra Oriente e Occidente: da qui le definizioni di Armenia come ‘ponte tra Oriente ed Occidente’ e ‘crocevia di civiltà’, che evidenziano le due componenti fondamentali della cultura e il suo ruolo di tramite fra le varie civiltà appartenenti ai due orizzonti europeo e asiatico.

5 Giannattasio F. (1992), Il concetto di musica, Bulzoni Editore, Roma, 1998, p.107.

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