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Regali a tutti i denari persiani del sole – - page 4 / 13

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Il XIX secolo rappresenta un momento importante nella musica professionale armena, in cui vi fu una sintesi dell’antica eredità di arte folcloristica, professionale e sacra, con le moderne tradizioni e i mezzi di espressioni europei.

Nel 1812 grazie allo sforzo collettivo di Limodjian, teorico musicale e compositore, e altri studiosi, venne creato un nuovo tipo di notazione armena. Semplice, moderna ed accessibile, essa fu di enorme importanza per la trascrizione della maggior parte dell’eredità musicale, specialmente sacra. A differenza della notazione europea, Limodjian e i suoi collaboratori elaborarono un sistema di notazione in grado di restituire il carattere della monodia armena. Nacquero successivamente nuovi studi nel campo della musica sacra e vi fu la fondazione di una prima società di musica professionale.

Il compositore Kara-murza ebbe un importante ruolo nell’introduzione dell’omofonia nella musica, all’interno della quale si consolidò fermamente.

Yekmalian (1856-1905), compositore, direttore di coro ed educatore, è conosciuto per gli arrangiamenti della liturgia armena. Egli riassunse le tradizioni antiche della musica da chiesa armonizzando, selezionando e creando diversi arrangiamenti. Anche se la sua versione della liturgia è stata oggetto di controversie, è quella eseguita più frequentemente. Gli sforzi creativi di Kara-Murza ed Yekmalian costituivano il linguaggio originale della nuova musica professionale, che utilizzava il folclore basandosi su armonie europee ma che si scontrava con l’autenticità della musica armena.

Komitas Vardapet, grande compositore ed etnomusicologo, cercò di risolvere questa incongruenza. Egli si fece sostenitore del valore esclusivo della musica armena e per provare ciò trascrisse più di 4000 melodie che furono oggetto dei suoi studi teoretico musicali. Scrisse canzoni e composizioni corali influenzato dalle tradizioni folcloriche e di chiesa. Scoprì la base tetracordale della musica e ne individuò una singolare caratteristica con stili polifonici, secondo la quale ogni voce della tessitura musicale è percepita come una monodia indipendente, cosicché la natura monodica di una melodia si conserva all’interno della tessitura polifonica.

Komitas pubblicò i suoi studi sulle melodie ecclesiastiche nel 1894; fu uno dei primi ad entrare nella Società Internazionale di Musica di Berlino, dove pubblicò un saggio sulla trascrizione ecfonetica della musica ecclesiastica. Stabilì inoltre le relazioni tra musica popolare ed ecclesiastica e lavorò molto sulla decifrazione dell’antica notazione khaz. Nel 1912 completò la sua ultima versione del patarag, la liturgia armena. Egli diede molto impulso alla musica armena e creò intorno ad essa l’attenzione del mondo. Il suo lavoro è diventato parte permanente del patrimonio nazionale, anche se molto di esso andò distrutto nel genocidio del 19159. Dal 1950 gli studi musicologici si sono concentrati sulla musica popolare e  dell’etnomusicologia fanno parte gli studi sulla antica musica sacra e sulla storia e teoria della musica armena. I maggiori centri di ricerca sono gli istituti di scienza ed arte, archeologia ed etnografia dell’Accademia Armena di Scienze; il Conservatorio di Musica Komitas e il Museo Statale di Letteratura ed Arte.

9 Il genocidio degli Armeni ad opera del governo dei «Giovani Turchi» è stato ufficialmente riconosciuto come il primo genocidio del XX secolo. Quasi due milioni di armeni vennero uccisi e altre centinaia di migliaia di persone furono costrette all’esodo. AAVV (1996), Armin T. Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915. Immagini e testimonianze, Rovereto; cfr. Illuminati A., “Il laboratorio armeno”, in Il manifesto, 22 maggio 2003.

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