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Regali a tutti i denari persiani del sole – - page 6 / 13

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Il popolo armeno nel corso della sua storia è stato continuamente invaso e segnato dalla diaspora, ma nonostante ciò ha conservato la propria identità etnica grazie a un attaccamento fortissimo alla propria cultura.

Tre elementi fondamentali hanno reso possibile tutto ciò. Come abbiamo visto, la religione, essendo gli armeni un popolo di antichissima fede cristiana. Ma anche la lingua e l’alfabeto hanno avuto un ruolo determinante. “La lingua è una particolare evoluzione dell'indoeuropeo, avendo subito una diagenesi isolata rispetto alle altre lingue del gruppo. Hübschmann e Meillet hanno dimostrato che l'armeno costituisce una lingua a sè come il latino ed il greco e non un dialetto iranico come il curdo, il partico e l'afgano e che, alla luce della forte presenza di arcaismi, carattere assente nelle altre lingue indoeuropee, sia una diretta discendente del dialetto comune indo-europeo. L'armeno presenta una forma antica, denominata armeno classico (grabar, cioè "lingua scritta").”15 La lingua armena è particolarmente amata e considerata dai glottologi, che talvolta trovano proprio in essa la chiave di volta per le loro ricostruzioni linguistiche.

Un altro fattore di unione e di identità del popolo armeno è costituito dall’invenzione dell’alfabeto, attribuita al monaco Mesrop Mashtotz nel 404 d.C., che è ammirato dai linguisti per la sua funzionalità.16 È stato l'alfabeto che ha permesso agli Armeni di conservare nel tempo la loro lingua e i loro testi e di tramandare la cultura. Gli Armeni sono quindi profondamente legati al loro alfabeto, ed “esso è stato creato appositamente ed esclusivamente per la lingua armena: non fissa, infatti, nessuna altra lingua al di fuori di essa.”17 Ma c’è da ricordare un altro fatto: la creazione dell’alfabeto non ha solo la rilevanza propria di ogni mito di fondazione, ma ha dato agli Armeni la possibilità concreta di avere le Scritture e la liturgia nella propria lingua, e di potersi creare così un’autonomia culturale, di cui essi saranno particolarmente gelosi durante il seguito della loro storia.18 Il primo libro in lingua armena fu infatti la Bibbia, detta ‘il Soffio’, ‘lo Spirito di Dio’. Ed è evidente che essa influenzò profondamente la lingua, la vita familiare, la cultura e l’arte di questo popolo.

La musica liturgica armena

La musica liturgica è spesso considerata la parte più importante della musica armena, sicuramente è una delle più ricche ed antiche. Ad ogni passo della sua evoluzione è strettamente collegata alla musica secolare. Infatti il sistema modale che costituisce le basi della musica liturgica era comune alle canzoni popolari e ai gusan.19

La musica cristiana ha un suo fondamento originario, sviluppato sulla musica sacra precristiana. Sembra che gli antichi templi fossero centri di educazione musicale, dove l’esecuzione vocale, corale e strumentale era eseguita ed insegnata. I cembali pagani furono usati all’interno della musica sacra fino alla fine del XVII secolo e l’antico k’shots,

15 “Lord Byron, che collaborò alla compilazione di una grammatica armeno-inglese, rimase colpito dalla ricchezza di questa lingua e dichiarò che le fatiche spese per impararla erano state ampiamente compensate”; Ib.

16 Il grande linguista A. Meillet scrisse nel 1936: «Le système de l’alphabet arménien, chacun le sait, est un chef d’oeuvre. Chacun des phonèmes du phonétisme arménien est noté par un signe propre, et le système est si bien établi qu’il a fourni à la nation arménienne un expression définitive du phonétisme, expression qui s’est maintenue jusqu’à présent sans subir aucun changement, sans avoir besoin d’obtenir une amélioration, car elle était parfaite dès le début.» http://armenie.online.fr

17 Introduzione alla cultura armena, Anna Sirinian; www.comunitaarmena.it

18 Quacquarelli A, (a cura di), Complementi Interdisciplinari di Patrologia, Città Nuova, Roma, 1989, p. 659

19 Canzoni simili a quelle popolari, con temi semplici o profondamente filosofici, personali e nazionali. Nel Medio Evo condivisero la loro importanza con la musica liturgica, influenzando il tagher, canzone secolare, che attirò l’attenzione del clero ispirando la creazione di tagher spirituali. Questi erano dedicati alle vite della Vergine Maria, di Cristo e dei santi, ma nella loro essenza riflettevano la vita reale dell’essere umano, esprimendo sentimenti umani e non ascetici.

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