X hits on this document

Word document

Regali a tutti i denari persiani del sole – - page 7 / 13

49 views

0 shares

0 downloads

0 comments

7 / 13

un piatto d’argento con sonagli, è ancora utilizzato nella moderna liturgia armena. L’adozione della cristianità fu un fattore, come ho già introdotto, fondamentale per la cultura armena e per l’affermazione nazionale. Molto tempo prima dell’invenzione dell’alfabeto i Salmi furono tradotti in armeno e venivano usati quotidianamente. Ma l’invenzione dell’alfabeto diede impulso alla  letteratura, di cui una importante parte è costituita dalla poesia religiosa. Soprattutto  la traduzione della Bibbia in lingua armena fu l’inizio dello sviluppo di una tradizione distintiva di musica liturgica20.

La liturgia armena21 è molto antica e trae origine dai riti in uso a Gerusalemme. Essa poi e’ stata caratterizzata da una grande apertura alle varie tradizioni cristiane come quella sira, greca e latina. “Molte parti sono state accolte dentro la propria liturgia, mantenendo invariato il nucleo originale ed il tono proprio dell’identità armena.”22 La lingua riturale della chiesa Armena è rimasta il grabar, la lingua armena classica del V secolo, che però oggi è a noi incomprensibile. Il repertorio dei canti liturgici è molto ricco e una buona parte di esso è ancora cantata a memoria.

La conoscenza del periodo antico della musica liturgica armena è scarsa e deriva principalmente da fatti ed eventi documentati nelle fonti medioevali (informazione che era stata nei tempi precedenti trasmessa oralmente). Lo sviluppo storico degli antichi riti e della loro musica può essere ricostruito dai manoscritti liturgici, in cui la struttura arcaica è largamente preservata. Durante i primi secoli del cristianesimo in Armenia, la liturgia consisteva di salmi e cantici, probabilmente cantati adattando melodie locali. Altri inni, come il Trisagion, furono gradualmente introdotti. L’organizzazione dei modelli melodici tradizionali in un sistema di otto modi si fa risalire all’VIII secolo.

Con l‘evoluzione della liturgia il numero dei canti incrementò e apparvero nuove forme. Tra il X e il XIII secolo fiorirono canzoni sacre, accanto ad un repertorio di canti liturgici la cui musica, con i suoi diversi giri melodici e melismi elaborati, era spesso complessa ed ornata. Nel XII secolo al catholicos (patriarca) Nerses IV Shnorhali è accreditata una riforma del canto, con la quale vi fu una semplificazione dei testi della poesia religiosa e delle melodie del canto, che furono avvicinate allo stile della musica popolare. Dal XV secolo apparve un repertorio di testi adatto, su cui fiorirono delle melodie con varianti regionali. Le maggiori varianti melodiche furono tramandate fino al XX secolo e si svilupparono nei centri della diaspora come Costantinopoli, il monastero mechitarista di Venezia, a Gerusalemme, in Egitto e in Iran.   

Dal saggio di Aram kerovpyan si evince che: «La liturgia armena è completamente intrecciata con la musica. Essa è un elemento imprescindibile nella liturgia. Solo le preghiere e le orazioni sono parlate; il resto consiste di tre forme di interpolazione musicale:

- il recitativo cantato, come le salmodie semplici, introiti e litanie che restano all’interno di un intervallo limitato

- canti, inclusa la maggior parte dei sharakan (inni canonici), basata su forme melodiche tradizionali

- canti con particolari melodie, come il tagh, meghedi e erg.

Le forme di tutte e tre le categorie sono utilizzate per la salmodia, per i canti della Divina Liturgia e per l’Ufficio dei canti dal Libro delle Ore»23.

La sostanza del sistema musicale della chiesa Armena è il repertorio dello sharakan, costituito da più di 1300 canti organizzati ciclicamente e contenuti nel Libro dello Sharakan, detto anche "Canzoniere" o "Collana di Gemme”. Questo canzoniere si sviluppò da un libro di inni compilato nel VII secolo e trae origine dall’immenso patrimonio poetico e musicale, formatosi a partire dal V secolo, che è considerato come l’‘età aurea’ della cultura armena. I soggetti di questi canti sono i Santi, i Padri fondatori della Chiesa, la vita ed i misteri della Santissima Vergine, di Gesù Cristo e dei SS.

20 The Garland Encyclopedia of World Music, The Middle East, Routledge, N.Y. and London, 2002: «Armenia», vol. 6

21 La liturgia armena, usata dai georgiani e dalle Chiese armene di rito orientale, fa parte del gruppo antiocheno o greco, secondo la codificazione del rito attorno al IV secolo.

22 Identità armena e Divina Liturgia, cit.

23 Queste informazioni e le seguenti sono tratte da: “Church music”, di Aram Kerovpyan, The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2nd edition, Stanley Sadie ed., London, 2001, vol. 2.

Document info
Document views49
Page views49
Page last viewedMon Jan 16 10:54:59 UTC 2017
Pages13
Paragraphs191
Words7526

Comments