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Regali a tutti i denari persiani del sole – - page 9 / 13

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echos plagios). Quattro di questi modi sono autentici e quattro sono cosiddetti plagali, questi ultimi partono una quarta sotto gli autentici.28 Vi sono anche due steghi che sono forme di canto melismatico; la tecnica per eseguirli è acquisita soltanto dai solisti. Questi canti, basati su un ison (nota sostenuta) fornita dal coro, rappresentano un giusto legame con il concetto di musica che fiorì nel mondo antico.

Approssimativamente venti modi sono combinati nell’oktoechos armeno, ognuno dei quali contiene un numero diverso di modelli melodici. Questi modi sono definiti dalle loro caratteristiche formule melodiche e combinazioni di intervalli.

La diatonica pitagorica, la diatonica naturale e gli intervalli cromatici sono usati con divisioni differenti. Le definizioni includono anche caratteristiche come la gerarchia della nota fondamentale, finale e dominante e altri gradi, così come l’interpretazione richiesta per ciascun grado, ad esempio l’uso della piena voce, il vibrato all’interno di un piccolo intervallo, oppure l’esecuzione di minori cambi di tonalità secondo il moto ascendente o discendente della melodia.

Le principali caratteristiche dello sviluppo melodico nel canto armeno includono un movimento all’interno della quarta naturale, passaggio diretto tra intervalli di terze e quarte, progressioni lente ascendenti e rapide discendenti (in un certo senso ornamentali).

Un bordone cantato sulla vocale ‘u’ è frequentemente usato per accompagnare l’esecuzione del canto solo e lenti canti di gruppo come i canti processionali.

La liturgia popolare armena è considerata una delle più ricche e più considerevoli manifestazioni della musica delle chiese cristiane orientali.

Le parole di P. Nanyan29 anche in questo caso illustrano in modo più che esauriente ed affascinante l’atmosfera solenne evocata dai canti e il senso profondo ed essenziale della liturgia armena: “La liturgia è sempre molto solenne, e viene celebrata nell’antica lingua ecclesiastica. Luci, colori, profumi, tutto avvolge la persona chiamata alla preghiera. In particolare i canti sono molto famosi per la loro bellezza, venati come sono da una melanconia tipica degli Armeni. Quando si celebra, e’ come se il cielo si aprisse e noi fossimo invitati a visitarlo, pregando insieme con gli angeli e con i santi alla presenza dell’Agnello. Per noi la liturgia è stare alla presenza del sacro: per questo i ministri non calpestano lo spazio intorno all’altare con le scarpe normali, ma con speciali pantofole; per questo inoltre il libro del Vangelo viene sempre tenuto in mano con un velo prezioso. Vi invito a seguire con attenzione i testi delle preghiere: sono dei veri capolavori di teologia e vita spirituale, molto concreti, pieni di immagini, ed anche molto poetici.” Per canto armeno s’intende, come si legge nell’Enciclopedia Britannica, la musica vocale della Chiesa Apostolica Armena, così come la poesia religiosa che è utilizzata come suo testo.30

Nelle esecuzioni contemporanee, il canto armeno consiste di intricate melodie con una grande variazione ritmica; le melodie usano molti intervalli che non si trovano nella musica europea. Seconda una tradizione stabilita da tempo, la più considerevole trasmissione orale del canto avviene nella capitale religiosa dell’Armenia, Etchmiadzin, e in pochi isolati monasteri. Un centro importante per gli studi musicali armeni è il Monastero di San Lazzaro a Venezia, dove le melodie tradizionali armene sono preservate ottimamente.31

Così Paul Halsall introduce il repertorio musicale liturgico contemporaneo dell’Armenia, ponendo l’attenzione sull’opera della Congregazione Armena dei Padri Mechitaristi, i quali hanno svolto e svolgono un fondamentale compito di conservazione e diffusione della loro cultura nazionale. L'isola di San Lazzaro nella laguna veneta, un territorio autonomo concesso dalla Repubblica di Venezia nel 1717 al clero Armeno Mechitarista, rappresenta così

28 Leggiamo le seguenti osservazioni a riguardo : "Il y a huit « modes», ou plutôt «voix», mais ce ne sont pas les mêmes que pour le grégorien, ni que pour la musique byzantine (les grecs orthodoxes). Les intervalles de chaque «voix», la formule mélodique à suivre pour chanter une hymne, peut-être les rythmes et la prosodie, sont particuliers à chaque «voix»" ; La Musique liturgique arménienne, http://armenie.online.fr

29 Identità armena e Divina Liturgia, cit.

30 ‘Armenian chant’, Encyclopædia Britannica artiche, http://search.britannica.com

31 Listening to Medieval Music, Paul Halsall, http://www.unf.edu/classes/medieval/medievalmusic.doc

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